21 Marzo 2007 – Una mattinata tra la neve

0 40
Guadagnolo innevata nel 2009

Guadagnolo innevata nel 2009

Ricordate bene l’ondata fredda che ha colpito l’Italia intorno al 20 marzo 2007? è stata notevole in particolar modo sulle regioni tirreniche con nevicate anche a quote collinari. Ecco il racconto fatto di Flavio Vecchi che assieme a Roberto De Feo hanno fatto un sopralluogo sui monti Prenestini, un racconto che vi lascerà a bocca aperta. Buona lettura.
Alle 10:20 del mattino Roberto viene a prendermi a casa con la macchina. Dobbiamo andare verso Rocca di Cave per verificare lo stato del manto nevoso alle alte quote. Infatti nei giorni precedenti una saccatura in quota (500hPa a 514dam sull’Italia centrale, con relativa isoterma di -33°/-34° che copriva gran parte dello Stivale!) si era “tuffata” nel bel mezzo del Mediterraneo direttamente dalle latitudini polari, dando origine ad una profonda depressione al suolo (982hPa sul Mar Ligure) con annessi venti di burrasca (mare molto grosso- forza 8 – ad Ustica). Questa situazione di tempo decisamente invernale veniva dopo un inverno assai avaro di freddo e neve. I settori maggiormente colpiti sono stati il NE con neve abbondante sulle Alpi e qualche episodio in pianura (segnatamente sul basso Veneto e Parmense), il versante tirrenico, attraversato da pesanti temporali grandinigeni causati dal forte contrasto tra aria polare e mare caldo, quello adriatico il giorno 21, Sardegna, Sicilia e i settori tirrenici del meridione.
Il giorno 20 era stato di preludio sul Lazio: iniziato con una spiccata variabilità, si è concluso con l’ingresso franco dei groppi temporaleschi che riversavano sulle coste in particolare il loro carico di precipitazioni, solide e non. La sera sul tardi una di queste celle, seppur non la più potente, aveva raggiunto la zona di Cave. Un paio di tuoni ne annunciavano l’arrivo. La precipitazione era iniziata debole alle 23:00, con una temperatura oscillante intorno ai +3° (il che faceva presagire ad una discreta nevicata in atto sopra i 700m). Pian piano però, aiutata dalla precipitazione, l’aria fredda si riversava nei bassi starti facendo di conseguenza crollare la temperatura. La precipitazione era passata da una fastidiosa pioggerella ad un fitto nevischio, per poi tramutarsi definitivamente in neve (umida a dir la verità). La temperatura si era attestata intorno ai +0,6° (minima della giornata) il che permetteva ai fiocchi di accumularsi al suolo con un discreto ritmo, vista l’intensità ormai buona della meteora. L’aria rimaneva tuttavia abbastanza secca, con un dew point tra -1° e -2°. Alle 23:45 tutto cessava: i fiocchi sempre meno convinti scendevano ormai fini dal cielo e la temperatura riprendeva qualche decimo, fino ad arrivare a +1,4°. Al suolo i 2cm caduti andavano incontro ad una lenta fusione.
La mattina del 21 si apriva con una nevicata coreografica alle ore 7:10. Stavolta le temperatura era troppo alta per permettere l’accumulo al suolo (+0,9°), dove comunque rimanevano i “resti” della nevicata avvenuta la sera precedente. Sopra i 500m invece la precipitazione assumeva una certa importanza, incrementando il manto al suolo, già visibilmente spesso. Oramai però il minimo stava traslando a sud e la pressione aumentava, ciò significava una rapida cessazione dei fenomeni con conseguenti schiarite su tutto il Lazio. Prima che fosse troppo tardi io e Roberto ci siamo organizzati per fare una gitarella sulla neve sui Monti Prenestini (siamo tornati all’inizio del racconto). Armati di carta, penna, righello, macchine fotografiche e navigatore satellitare modello Garmin 76S con sensore altimetrico (errore +/- 2 metri) ci avviamo su per la tortuosa strada che conduce al paese di Rocca di Cave (933m). Partiamo da casa mia (432m) con +2,6° e tracce di neve al suolo.

Ecco i rilevamenti di temperatura e spessore del manto alle varie quote:
500m, +2°, tracce di neve
630m, +1°, 3-4cm (misura ad occhio)
700m, +0,5°, 5cm
800m, +0,5°, 7cm
916m (piazza di Rocca di Cave), -0,5°, 11cm
891m (piazza di Capranica Prenestina), -0,5° quasi 10cm
1000m, -1° , 9cm (evidentemente era un punto riparato)
1100m, -0,5°, pochi cm (versante sud della rupe di Guadagnolo, sottovento e sfavorito per gli accumuli)
1215m Guadagnolo, -1° ,10cm

Con nostro stupore il manto rimaneva omogeneo salendo di quota e si era assestato sui 10cm. Nel paese di Guadagnolo però c’erano testimonianze di una tormenta consumatasi la notte: accumuli eolici fino a 60cm nei punti esposti a NW, spesse cornici nevose tipiche di nevicate con forte vento sporgevano dalle rocce del crinale montuoso mentre poco più in là c’erano prati scoperti dalla neve. Le dune di neve a ridosso degli ostacoli modellate dalle raffiche rendevano insidioso il cammino. Evidentemente il maestrale doveva aver soffiato con violenza, dando alla neve quel caratteristico effetto di superficie levigata e ventata. Saliamo al Redentore per fare qualche foto ma la visibilità <50m e il wind chill fastidiosissimo ci inducono a ritornare in macchina. Non senza esserci ristorati con qualcosa di caldo dentro l’unico bar aperto. Sulla strada del ritorno ancora qualche foto (e qualche caduta sulla neve) ma ormai il sole già si intravedeva tra i cumuli. Presto la dama scomparirà anche da qui.
Arrivederci inverno 2006-2007, sei stato fin troppo elusivo ma alla fine hai saputo regalare anche tu le emozioni che solo la meteo può dare.

Flavio Vecchi

admin
admin

Amministratore del sito.

View all contributions by admin

Website: http://www.associazionebernacca.it

Leave a reply

You must be logged in to post a comment.

Associazione Edmondo Bernacca Onlus
Via Lazio, 14 Località Vivaro 00040 Rocca Di Papa (RM)
P.I. 09202051000 info@associazionebernacca.it