22/07/2007 – Ciao amico…per sempre

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Cari appassionati, il “nostro Luca “ è partito per un lungo viaggio. In questi anni aveva condiviso con noi la grande passione per la meteo ed era divenuto un amico. Di lui ricorderemo la sua semplicità, ironia, la sua capacità di sorridere in ogni momento malgrado le lacrime che vedeva dipingere i nostri visi.
Caro amico da oggi sarai ancora di più con noi, ti ascolteremo nel vento, ci sorprenderai nella pioggia, ci avvolgerai nella nebbia dove nel nulla troveremo ancora il tuo sorriso. Da oggi, oltre a Edmondo, avremo un’altra stella da guardare nel cielo.
L’associazione Bernacca e tutti i meteoappassionati di Roma e provincia si uniscono al profondo dolore della famiglia.
Di seguito pubblichiamo la toccante lettera scritta da Emanuele Latini, con la speranza che il vento possa trasportare ogni singola parola in ogni angolo del cielo per poi posarsi nel cuore di Luca .

LETTERA SCRITTA A LUCA PROIETTI NEL GIORNO DEL SUO FUNERALE
Roma, Largo Agosta, martedi 24 luglio 2007
Ciao Luca,
mi duole salutarti così per l’ultima volta. Mi duole terribilmente. Ma sento che devo farlo.
Te ne sei andato, e lo hai fatto nella maniera più tacita e silenziosa che si potesse immaginare. Semplicemente, hai deciso di addormentarti e di non svegliarti più, lasciandoti alle spalle mesi e mesi di sofferenze assurde, paure mai sopìte, speranze disilluse.
Hai vissuto con mirabile dignità una delle situazioni più difficili che possano intervenire nella vita di un uomo di 37 anni, ed hai impartito al mondo una lezione esemplare di come si possa affrontare la vera sofferenza.
E’ stato un anno terribile, il Duemilasei, per entrambi. Negli stessi mesi io e te abbiamo vissuto, da prospettive diverse, un dramma che sembrava convergere verso un destino comune. E invece ciò non è accaduto, perché qualcuno, nel frattempo, aveva scritto un finale diverso per le nostre giovani storie. Anche per questo mi sento un immeritevole privilegiato e non posso non ripensare a quando ci siamo riproposti che avremmo brindato assieme al mio matrimonio. Luca, te lo ricordi? Era una promessa reciproca, la nostra… Ora invece mi viene in mente che io con ogni probabilità mi sposerò, mentre tu quel giorno non sarai assieme a me a festeggiare. E questa è la cosa più dolorosa che genera in me uno spirito di rabbia indomabile.
Durante il tuo travaglio, Rita, la tua giovane sposa, è stata per me una lezione di vita giorno dopo giorno: il suo modo di affrontare la situazione, il suo coraggio, la sua dedizione nei tuoi confronti, il suo sguardo e il suo tenore tenuti sempre molto alti, quasi a non far trapelare il dramma che dietro si consumava, mi hanno fatto sentire terribilmente piccolo nei confronti del dolore… Mi sono accorto, molto più di prima, che hai scelto in moglie una donna fantastica. Ora che sei lassù, ti prego di darle la forza per andare avanti, in questo mondo che sembra proprio mettercela tutta per rendersi estraneo anche ai più facili ottimismi.
Oggi prego per te, perché ti si schiudano presto le porte del Paradiso, e ti saluto con l’affetto del vero amico quale tu mi avevi confessato di ritenermi. E ripenso a quando ci siamo conosciuti, a quel 2002 – anno delle tue nozze – che tanto incise nelle nostre vite… Un simpatico scambio di opinioni sui forum di meteorologia, una conoscenza che si è consumata sulle tastiere del computer, e che si è poi concretizzata su quelle splendide montagne che fanno da cornice alla tua Roma. Guadagnolo è stato il tempio del nostro primo incontro, e non poteva essere altrimenti: il paese più alto della provincia di Roma!
Rammento poi con grande piacere la tua partecipazione al Meteo Raduno di Norcia, nell’aprile 2003: quante emozioni! Ricordi quando volevi a tutti i costi partire per andare a prelevare Alessio Grosso all’aeroporto di Fiumicino per fargli da autista, con servizio di andata e ritorno? Sei stato grande!
Poi, al culmine di un momento particolarmente felice della tua vita, è maturato il tempo dell’acquisto della stazione meteorologica e dell’inserimento nel network capitolino. Hai vissuto l’installazione della “Davis” come l’arrivo di un figlio, quando ne parlavi ti tremava la voce dall’emozione… Era bello ascoltarti! Sembravi un bambino di fronte al suo giocattolo preferito!
All’apice del tuo percorso all’interno dei canali meteo è poi arrivata l’inaugurazione della Stazione Meteorologica “Edmondo Bernacca” al Vivaro, operazione alla quale hai partecipato attivamente, ritagliandoti anche lo spazio per la storica foto con il Colonnello Andrea Baroni. Mi permetto di insinuare che, dopo il tuo Matrimonio e dopo la nevicata del 1985 a Roma, quello fu il giorno più bello della tua vita! Bastò un’e-mail per farmelo capire… “A Bellooooo! Cioccate ‘ste foto!!” mi scrivesti con un gran carico di ironia quando mi inviasti per posta elettronica le foto di quella giornata per te memorabile…
Quella è stata l’ultima mail che mi hai scritto: 13 febbraio 2006, ore 8 e 57 del mattino. Da allora solo tanto dolore, esigue speranze, voci tremolanti al telefono…
Oggi ti saluto così, ringraziando tuo padre e tua madre per aver messo al mondo una persona speciale, i tuoi familiari per averti sostenuto nel momento del bisogno, ed una moglie deliziosa che ti ha accompagnato come meglio non avrebbe potuto nel breve seppur intenso cammino di vita matrioniale.
Mi hai dato grande testimonianza di dignità umana, di amore per la natura e per le cose, ma soprattutto mi hai saputo trasmettere una sana dose di umanità e semplicità, quella che tanto manca al mondo di oggi. La tua purezza e la tua genuinità mi hanno parlato di una persona onesta e trasparente. E sempre sorridente – altra rarità nel mondo della competizione e del pettegolezzo a tutti i costi.
Non ci si vedeva spesso, io e te, ma quando si stava assieme lo si stava per davvero. Con te ho scoperto che basta parlarsi a cuore aperto due ore per sentirsi amici per sempre.
Sei stato il primo acquirente e distributore del mio calendario fotografico interamente ispirato ai paesaggi invernali, e questo mi bastò a rivelarmi tutta la fiducia e la stima che riponevi nella mia persona, umana e professionale.
Di te conserverò per sempre tutto questo, oltre naturalmente ai simpatici siparietti di meteopizze prenestine e di notti invernali trascorse a caccia di temporali nevosi sui mitici Castelli Romani, mentre tua moglie te ne diceva di tutti i colori per averla costretta ad assecondarti nei tuoi vivaci propositi di cercatore di neve!
A proposito di neve… oggi al tuo funerale sembrava mancare solo lei… Chissà che non sia stata proprio lei, la Dama Bianca, a rapirti e a portarti via, nel mondo delle favole bianche che tanto piaceva a te… Sarebbe bello se quest’inverno su Roma ne cadesse tanta quanta tu l’avevi sempre desiderata: verrebbe a parlarci di te e di quella splendida passione che da sempre portavi dentro, nel profondo del tuo cuore. E’ questa la cosa più bella che non smetterà mai di parlarmi di te.

Il tuo amico
Emanuele

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