Analisi barica del 25 marzo 2014

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Analisi barica del 25 marzo 2014

Analisi barica del 25 marzo 2014

Le immagini satellitari che abbiamo commentato in diretta ieri pomeriggio a Geo erano a dir poco affollate di sistemi nuvolosi, e mostravano con ottima comprensibilità, da destra verso sinistra, rispettivamente il vicino passato, il presente e l’immediato futuro di ciò che l’atmosfera sta riservando in questi giorni al nostro Paese, in corrispondenza di tre evidenti ondulazioni – sedi di aria polare marittima di origine nord-atlantica – svolte dal flusso perturbato sulla scena europea: mentre sulla Turchia scorreva quel che restava della perturbazione che aveva interessato le nostre regioni nel corso del week-end e della giornata di lunedì, e sull’Italia transitava un altro sistema depressionario giunto nella notte sulla Sardegna ed ormai spostatosi verso la penisola, dal Golfo di Biscaglia un terzo soggetto perturbato, anch’esso di origine atlantica, scendeva rapidamente verso i Pirenei, apprestandosi a sfociare sul Mediterraneo nel corso della notte per poi giungere ad interessare gran parte della scena italiana, soprattutto quella a sud del Po, a cavallo fra mercoledì e giovedì.
Nel sottolineare il fatto che queste tre pertubazioni sono rispettivamente la seconda, la terza e la quarta giunte in questo marzo 2014 sull’Italia, dopo la prima che ci aveva interessato proprio all’inizio del mese, abbiamo spiegato al pubblico di Rai 3 che il citare questa numerazione ha una precisa valenza: equivale infatti ad aderire con convinzione alla scelta, indizio di grande serietà, fatta da quei colleghi che NON si prestano a rilanciare i nomi, più o meno folclorostici e più o meno roboanti, con cui vengono regolarmente battezzate le alte e le basse pressioni come se fossero personaggi dell’ultimo film della Walt Disney, e riprendono invece la storica abitudine che venne lanciata dai pionieri della divulgazione meteorologica italiana (Edmondo Bernacca ed Andrea Baroni sono nomi che parlano da soli), cioè quella di assegnare un numero progressivo, nell’arco di ogni singolo mese, alle perturbazioni che giungono ad interessare il nostro Paese, sistema fra l’altro capace di rendere conto, con grande immediatezza, della situazione più o meno dinamica, e quindi più o meno instabile, svoltasi nelle ultime settimane sulla nostra scena meteorologica.
Personalmente non mi unisco quindi al noioso dibattito su chi sia titolato o meno a battezzare le strutture bariche sulla scena europea e mediterranea, e preferisco ignorare tanto la nomenclatura assegnata da centri meteorologici istituzionali in qualche modo titolati a farlo, quanto (a maggior ragione) quella (spesso assai demenziale) confezionata da soggetti privati ad uso e consumo del sensazionalismo giornalistico, mentre mi unisco stravolentieri alla schiera dei colleghi che hanno scelto di riprendere la sana abitudine di mettere in pratica il fatto che… siamo esseri capaci di contare 
Fra questi, un doveroso grazie ad Andrea Corigliano – meteorologo per la passione e la dedizione con cui in questi anni ha portato avanti questa scelta, che ora è anche quella di Geo e del pomeriggio del terzo canale del servizio pubblico.

Filippo Thiery per Geo

Filippo Thiery
Filippo Thiery

Filippo Thiery meteorologo, laureato in fisica, lavora presso la Protezione Civile ed è il volto della rubrica meteo di Geo & Geo; svolge docenze universitarie. Collabora con l’Associazione Bernacca.

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