Brevi considerazioni sulla rottura Estiva che non c’è – Andrea Corigliano

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Dopo una prima metà di giugno caratterizzata da temperature anche eccessivamente elevate soprattutto sul Nord Italia, di cui non si è fatto minimamente cenno, l’atmosfera tenta di ristabilire un po’ di ordine cercando di far rientrare lo stato del tempo verso condizioni più consone al periodo. E lo fa esponendo sempre più l’Italia ad una circolazione di masse d’aria che assume in quota una componente ciclonica e che fa capo ad un minimo di altezza di geopotenziale, la cui superficie di 500 hPa si trova ad un’altezza di 564 decametri e ad una temperatura di circa -20 °C, sulla verticale del settore nord-occidentale della penisola iberica (figura a sinistra). Sotto la spinta del promontorio atlantico legato all’Anticiclone delle Azzorre, nelle prossime 48 ore questa struttura è prevista evolvere verso levante, fino ad abbracciare soprattutto le regioni centro-settentrionali nella giornata di martedì (figura a destra). Ma non essendo alimentato da aria fredda in quanto slegato dal flusso principale atlantico (cut-off), il minimo andrà gradualmente colmandosi, tant’è che ci raggiungerà sotto forma di una blanda ondulazione che posizionerà la superficie isobarica di 500 hPa ad un’altezza di geopotenziale più elevata (576 decametri), presentando alla stessa quota temperature di circa -16 °C nella sua parte più fredda. Si tratta, quindi, di una dinamica atmosferica che proporrà una graduale attenuazione delle condizioni di instabilità, ovvero dell’unico tipo di tempo che può essere associato a tale evoluzione. Se queste condizioni saranno tali, significherà allora che il tempo mostrerà il suo volto variabile, cioè caratterizzato dall’alternanza tra schiarite e annuvolamenti, magari anche intensi, con rovesci e temporali sparsi. Non è certo questa la situazione per avere temperature basse, anche perché in questo periodo dell’anno il sole raggiunge la sua massima altezza e scalda anche in condizioni di cielo nuvoloso e senza pioggia: passato il rovescio o il temporale, si fa presto a salire di 3-4 °C in poco tempo. Nulla di eccezionale quindi! Siamo infatti di fronte a condizioni normali per il periodo, fase instabile compresa. E se una volta tanto vivremo un periodo in linea con ciò che vorrebbe la climatologia, diamo a… Cesare quel che è di Cesare! Parliamo, piuttosto, delle fasi di caldo anche marcatamente anomalo che riescono a farsi strada senza tanta fatica!

foto di Andrea Corigliano.
Andrea Corigliano
Massimo Ciccazzo
Massimo Ciccazzo

Geometra Laureato, appassionato di meteorologia. Dal 2006 Segretario dell'Associazione Edmondo Bernacca Onlus

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