Caldo record: istruzioni per riconoscerlo e non lasciarsi impressionare

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caldoÈ ormai noto che ogni volta in cui, nella stagione estiva, una massa d’aria di origine sahariana prende la via del Mediterraneo e dell’Italia, si senta parlare dell’arrivo di un’ondata di caldo RECORD. Se si apre un vocabolario e si va alla voce RECORD per conoscere il suo significato, si scopre che in qualsiasi campo questo termine indica “…il migliore risultato raggiunto… un primato…”: in questo caso, parlando di condizioni meteorologiche, ci si riferisce ovviamente al fatto che una TEMPERATURA RECORD rappresenta un valore che non era mai stato raggiunto prima. Fa un po’ sorridere, allora, sentire che in ogni estate ed in ogni ondata di caldo si parli proprio di caldo RECORD, perché ciò significherebbe che anno dopo anno il primato dell’anno precedente o addirittura dell’ondata di caldo precedente, accaduto nella stessa stagione, è stato battuto. Basta un minimo di intuito per comprendere che non può essere così e per capire invece che spesso e volentieri si abusa di questa parola per destare stupore, meraviglia e, nelle persone più impressionabili come gli anziani, creare una certa ansia infondata.

Anche il significato STATISTICO del termine RECORD viene spesso e volentieri messo da parte, proprio perché se fosse veramente applicato falcerebbe in un battibaleno tutti i falsi RECORD sbandierati a destra ed a manca, facendoli cadere dal piedistallo in cui il sensazionalismo ormai senza freni li ha collocati. Applicando allora questo significato statistico, cerchiamo ora di fare un esempio per capire come si può RICONOSCERE UN POSSIBILE RECORD e per non lasciarsi impressionare nel caso arrivi aria calda nord africana che sarà presentata sotto queste vesti. Osserviamo, a tal proposito, la figura.

Per prima cosa, focalizziamo l’attenzione sulla tabella a sinistra: qui si riporta, a mo’ di esempio, le temperature massime di un ipotetico mese di GIUGNO per una città italiana come Firenze. Evidenziati in rosso sono indicati i valori che si potrebbero registrare durante due fasi più calde nel corso del mese: si nota, a tal proposito, qualche punta fino a 32-33 °C. In fondo alla tabella si riporta la media mensile “mi” (µ = 27.1 °C) e la deviazione standard “sigma” (σ = 2.7 °C), vale a dire un parametro che mi fornisce una stima della variabilità del campione di dati (in questo caso le 30 temperature) attorno al valore medio (cioè la nostra media mensile). Supponiamo, per semplicità, che tale valore medio mensile e tale deviazione standard siano anche i parametri rappresentativi del clima di Firenze degli ultimi 30 anni, cioè venuti fuori prendendo in considerazione 30 mesi di giugno consecutivi su cui si è calcolato 30 valori medi di temperatura e 30 deviazioni standard che, mediati a loro volta, indicheranno la MEDIA CLIMATICA TRENTENNALE di questa città.

Ebbene, conoscendo la media e la deviazione standard trentennale posso stabilire, approssimativamente, quali sono i valori di temperatura RECORD per Firenze per il mese di Giugno. In che modo? Ricorrendo alla CURVA DI GAUSS (vedi a destra) la cui importanza, in STATISTICA, è legata al fatto che numerosi fenomeni reali sono bene approssimabili da tale curva, avente forma a campana centrata sul valore medio. Una proprietà della curva di Gauss (detta anche distribuzione normale) è che circa il 68% dei dati cade nell’intervallo compreso tra (valore medio – sigma) e (valore medio + sigma): in questo caso, avremo quindi che il 68% delle temperature cadrà nell’intervallo (24.4-29.8) °C che possiamo approssimare a (24-30) °C. Dal LATO PRATICO questo intervallo mi dice allora che, dal momento che è impensabile ritenere il valore medio come limite netto per stabilire se si è o meno sopra media del periodo, posso ritenere TUTTI I VALORI che cadono all’interno di questo intervallo come RAPPRESENTATIVI della temperatura tipica che dovrebbe avere Firenze nel mese di GIUGNO: valgono i 24 °C come valgono i 30 °C.

Dalla stessa distribuzione gaussiana, si ha anche che circa il 95% dei dati cade nell’intervallo compreso tra (valore medio – 2sigma) e (valore medio + 2sigma): in questo caso, avremo quindi che il 95% delle temperature cadrà nell’intervallo (21.7-32.5) °C che possiamo approssimare a (22-33) °C. Dal LATO PRATICO, questo intervallo mi dice quindi che posso quindi iniziare a ritenere valori SIGNIFICATIVAMENTE ANOMALI quelli compresi tra 22 e 24 °C (per l’anomalia negativa) e quelli compresi tra 30 e 33 °C (per l’anomalia positiva). Infine, si ha anche che circa il 100% dei dati (praticamente tutti) cade nell’intervallo compreso tra (valore medio – 3sigma) e (valore medio + 3sigma): in questo caso, avremo quindi che quasi tutte le temperature cadranno nell’intervallo (19.0-35.2) °C che possiamo approssimare a (19-35) °C. Dal LATO PRATICO, possiamo quindi concludere che valori che possono candidarsi ad essere dei RECORD negativi e positivi saranno quelle temperature massime che raggiungeranno rispettivamente valori inferiori a 19 °C e superiori a 35 °C.

Prendendo il lato destro della curva (cioè a destra del valore medio), si può quindi parlare di CALDO TIPICO PER IL PERIODO per valori compresi tra il valore medio e +1sigma, MODERATO PER IL PERIODO per valori compresi tra +1sigma e +2sigma ed INTENSO PER IL PERIODO per valori compresi tra +2sigma e +3sigma. Valori di 33-35 °C rientrerebbero quindi di diritto all’interno della distribuzione e quindi NON SONO RECORD.

Andrea Corigliano
Andrea Corigliano

Andrea Corigliano, laureato in fisica, meteorologo e divulgatore scientifico, ha collaborato con il col. Mario Giuliacci presso il centro MeteoGiuliacci. E' stato docente di meteorologia. Collabora con l’Associazione Bernacca.

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