Chi guarda al caldo e chi invece alla prima… rinfrescata

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sat euL’eccezionale estate del 2003, la più calda del secolo in Italia e in Europa, ha lasciato un segno indelebile tant’è che da allora, ogni anno, si ripete il tormentone di chi teme il ritorno dello spauracchio rovente, quando sarebbe senz’altro più opportuno affrontare la (bella) stagione con maggior serenità. Per questi motivi abbiamo oggi voluto proporvi una analisi a media-lunga scadenza che by-passa l’inflazionato disquisire sull’ondata di caldo imminente e ci proietta direttamente al dopo, alla possibile rinfrescata.

Come sempre l’immagine del satellite Meteosat ci facilita il lavoro di analisi (che poi proseguiremo con l’appoggio delle carte probabilistiche) e ci mostra l’attuale dislocazione dei principali soggetti sinottici. Al n.1 non poteva esserci che lui, l‘anticiclone euro-atlantico fautore di questa prima ondata di caldo dell’estate. Come potete notare, la cupola si presenta schiacciata (a forma di ellissoide), per via della pressione esercitata a sud dalla presenza di un campo di basse pressioni facente capo ad un vortice centrato sull’Anatolia e a nord dalla spinta operata da una saccatura polare imperniata su vari minimi di pressione che dal nord Atlantico crea un intenso gradiente lungo la linea azzurra (fronte freddo). In questo settore sono infatti individuabili i massimi di vento appartenenti alla Corrente a Getto Polare.

quotTra questi minimi preme far notare il n.3, che nei prossimi giorni si approfondirà e si porterà sulle Isole Britanniche. La spinta trasversale (da ovest verso est) operata dai massimi di vento in quota non farà altro che inclinare i soggetti sinottici lungo i paralleli. In questo modo l’anticiclone finirà sul centro Europa, rimanendo bloccato tra il vortice n.2 e un Upper Level Low in Atlantico (vortice in quota n.4 in figura), quindi costretto a scaricare in loco la sua potenza apice del’ondata di calore (6-7 giugno).

Frattanto l’Atlantico sfornerà una seconda pulsazione anticiclonica, ma questa volta molto più ad ovest, tanto da scalzare il minimo n.4 che finirà per andare in fase con il vortice n.3 pronto ad accorparlo all’altezza delle Isole Britanniche e non è tutto: l’altro vortice (quello sull’Anatolia) rimasto fino ad allora “parcheggiato in loco” sfrutterà l’incipiente calo di pressione sull’Europa per tentare di andare anch’esso in fase con la saccatura britannica (nel frattempo trasferitasi sulla Scandinavia, vedi qui sopra la figura che rappresenta l’elaborazione media d’ensemble di 5 diversi modelli matematici).

La manovra causerà un rapido indebolimento dell’anticiclone europeo, che verrà probabilmente trafitto da una perturbazione tra domenica 7 e lunedì 8 giugno. La coda di questa perturbazione dovrebbe riuscire a lambire l’Italia, causando una progressiva tendenza temporalesca a partire da lunedì 8, con annessa una spagcerta rinfrescata, sufficiente per lo meno a riportare il profilo termico su valori prossimi alla media stagionale (o appena superiori).

Come vedete dalla figura qui a fianco però (elaborazione scenari medi d’ensemble del modello americano GFS), proprio in concomitanza con la caduta dell’alta pressione, la predicibilità si degrada rapidamente, non permettendoci di proseguire il nostro excursus. Sarà nostra cura tornare su questo scottante” argomento non appena gli elementi prognostici saranno maggiormente attendibili.

Luca Angelini

 

Luca Angelini
Luca Angelini

Naturalista, ha lavorato come previsore presso il sito MeteoLive.it, collabora come redattore per l'Associazione Meteonetwork e con l'Associazione Bernacca di cui è socio.

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