Cos’è un colpo di coda invernale

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Andamento delle temperature nei primi mesi dell'anno

Andamento delle temperature nei primi mesi dell’anno

In questo articolo facciamo un po’ di chiarezza su che cosa è un COLPO DI CODA INVERNALE, provando a far capire quali sono i parametri che mi consentono di giudicare e di classificare un fenomeno come tale. Il ritorno della neve in Appennino, in primavera, può entrare tra questi parametri? Non necessariamente, perché la neve in Appennino in questa stagione NON È un fenomeno inusuale. Se c’è un parametro oggettivo che invece è utile per quantificare il “peso” di un evento meteorologico, quello è la temperatura (minima e massima) che si registra durante l’evento: al fine del giudizio, riveste un’importanza ancor maggiore il confronto tra i valori che vengono misurati e la media climatologica della stagione in cui tale evento si verifica. Ecco, allora, il significato del grafico riportato in figura.

Le fasce colorate indicano, intuitivamente, le medie climatologiche della temperatura da febbraio a giugno e comprendono, inevitabilmente, anche le medie di marzo, aprile e maggio, cioè della stagione primaverile come viene riportato nella parte destra del grafico. La linea rossa continua rappresenta un ipotetico andamento della temperatura registrata nel corso dei tre mesi primaverili, come riportato nella parte bassa del grafico. Possiamo allora comprendere che, per parlare di COLPO DI CODA INVERNALE, è necessario che la temperatura che viene misurata sia “compatibile” con i valori climatologi che normalmente si registrano in un mese invernale: in questo caso, si veda ad esempio il tratto di linea rossa che sfonda nella fascia climatologica di febbraio. Per lo stesso motivo, possiamo parlare di un ASSAGGIO D’ESTATE se la temperatura che viene misurata è “compatibile” con i valori climatologici che normalmente si registrano in un mese estivo: in questo secondo caso, si veda ad esempio il tratto di linea rossa che “sfonda” nella fascia climatologica di giugno.

Se quindi in aprile – e per di più dopo un lungo periodo particolarmente mite che ci ha portato spesso e volentieri temperature da maggio, se non da giugno – arriva un’irruzione di aria fredda tale da portarci in media o farci scendere un po’ al di sotto, fino magari a far sconfinare le temperature nei valori climatologici tipici di marzo piuttosto che di aprile, non bisogna davvero scomodare l’inverno per descrivere gli effetti di questo evento “freddo”. Rimaniamo sempre nella fascia dei valori tipici della primavera che, senza alcuna sberla, continua a comportarsi COME DEVE. D’altronde le medie sono fatte per starci un po’ sopra ed un po’ sotto: Il problema è che troppo spesso stiamo sopra (e non di poco…) e se si scende un po’ al di sotto a causa di un sensibile calo, è il sensibile calo che prendiamo come metro di misura per attribuire ad un fenomeno attributi che non ha.

 

 

Andrea Corigliano
Andrea Corigliano

Andrea Corigliano, laureato in fisica, meteorologo e divulgatore scientifico, ha collaborato con il col. Mario Giuliacci presso il centro MeteoGiuliacci. E' stato docente di meteorologia. Collabora con l’Associazione Bernacca.

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Website: https://www.facebook.com/andreacorigliano.meteorologo

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