Come sarà l’inverno? Nebbia fitta quasi ad oltranza.

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La tentazione di iniziare già fin d’ora a parlare del prossimo inverno è troppo forte. Ma sebbene non ci siano ancora le condizioni di base per poter azzardare qualche proiezione di massima a grande scala perché l’autunno deve ancora presentare il conto sulle reali anomalie della circolazione atmosferica e delle temperature oceaniche che andranno a costituire le condizioni iniziali per permettere ai modelli accoppiati oceano-atmosfera di calcolare la simulazione – nella speranza di trovare qualche segnale forte e ben distribuito che comunque sarà associato ad una certa probabilità di accadimento – la corsa a chi arriva prima nel dare la notizia su come potrebbe comportarsi la prossima stagione fredda è già iniziata. È iniziata, valicando ogni limite possibile oltre il quale la scienza diventa ancor meno credibile dell’oroscopo. Ma si sa… ormai abbiamo capito che non è più il desiderio di fare una corretta informazione che interessa, bensì la bramosia di avere una manciata di click più del sito meteo commerciale concorrente. Come fare, se non presentare su un vassoio di argento una mappa ad effetto, ben colorata, con anomalie che mostrano addirittura scarti di ben 8°C in meno rispetto alla norma per febbraio 2015? (vedi mappa a sinistra). E poi ricamarci magari sopra persino un abbozzo di configurazione sinottica, affermando che… “viene prospettato un inverno freddo per l’azione continua di flussi d’aria siberiana”? Il giochino è sempre lo stesso: si sceglie il run estremo, quello che ti costringe a cliccare sul titolo dell’articolo che descrive la situazione, anch’esso confezionato ad hoc per attirare l’attenzione, ed andiamo di pura immaginazione. Perché ormai la meteorologia è questa: cercare con il lanternino lo scenario acchiappa click e poi andare a guardare il numero di accessi all’articolo scritto. Per una volta stiamo al gioco, e proponiamo allora un altro scenario calcolato con larghissimo anticipo dal NCEP, valido sempre per il prossimo febbraio, e riportato nella figura a destra. Si nota qualcosa di eclatante? No, perché ammesso e non concesso che questa proiezione possa rivelarsi corretta (tra l’altro, per come è presentata, non è accompagnata da percentuali di probabilità ed è quindi inutile commentarla ma… per una volta bisogna stare al giochino), si intuirebbe che febbraio 2015 possa trascorrere con temperature nella media del periodo sulla maggior parte del continente. Forse è un tantino più realistico. Forse…

Insomma… nella ricerca di questi scenari le cose vanno come sono sempre andate anche quando si commenta la linea di tendenza a 10-14 giorni guardando le previsioni di ensemble e prendendo, guarda caso, lo scenario più freddo, come quello dell’isoterma di -10/-15 °C a 850 hPa che arriva direttamente dalla Siberia e che annuncia “Gelo e neve su tutta l’Italia”. Proprio come è successo nel febbraio scorso. Peccato, però, che poi al posto del gelo siberiano è arrivata una sciroccata davvero possente. Non ci credete? Chiedetelo ai romani che si sarebbero dovuti svegliare sotto la neve ed invece hanno registrato il record positivo di temperatura minima…

Lasciamo perdere! Non lasciamoci ammaliare dal canto delle sirene! A tempo debito, con tutte le sacrosante premesse del caso, proveremo a commentare la proiezione stagionale di un modello, tanto per vedere cosa possiamo dire e cosa no. E sul significato da dare a quanto potremmo affermare.

inverno 2015 proiezioni

Andrea Corigliano
Andrea Corigliano

Andrea Corigliano, laureato in fisica, meteorologo e divulgatore scientifico, ha collaborato con il col. Mario Giuliacci presso il centro MeteoGiuliacci. E' stato docente di meteorologia. Collabora con l’Associazione Bernacca.

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