Da venerdì al via una fase Invernale, con freddo sempre più intenso – Andrea Corigliano

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La stagione invernale prova a entrare in scena, dopo un lungo periodo in cui è stata latitante sia in pianura che in montagna. Anche se nelle ultime due settimane il ritorno delle perturbazioni atlantiche ha rotto gli schemi imposti a dicembre da un campo anticiclonico davvero fuori dal comune per quanto riguarda i valori di pressione che lo hanno caratterizzato, ci troviamo ancora lontani dai classici canoni che la climatologia assegnerebbe al vero inverno italiano dal momento che, pur passando a uno scenario meteorologico più dinamico e a tratti anche perturbato, sono state ancora una volta le correnti temperate a prevalere su quelle fredde, con risvolti prettamente primaverili che hanno interessato in particolare le regioni centro-meridionali specie negli ultimi 3-4 giorni: le temperature massime anche di 20 °C e oltre registrate in diverse località ne rappresentano la testimonianza più tangibile. Adesso la situazione tenderà a evolvere verso un radicale cambiamento che si concretizzerà molto probabilmente nel prossimo fine settimana, almeno per quanto riguarda la sua fase iniziale: tra giovedì e venerdì, infatti, il passaggio dell’ottava perturbazione atlantica del mese di gennaio aprirà le porte a un netto cambiamento della circolazione atmosferica sul Mediterraneo centrale e sull’Italia: l’azione congiunta tra l’espansione meridiana, sul vicino Atlantico, del promontorio a cui fa capo l’Anticiclone delle Azzorre e la saccatura che accompagnerà il passaggio della perturbazione in allontanamento verso i Balcani, aprirà la strada all’arrivo di correnti artiche anche verso le nostre regioni.

Andremo così incontro alla prima irruzione fredda di questo inverno: il cambio di massa d’aria si materializzerà proprio nel corso del fine settimana, quando la nostra penisola si troverà sulla traiettoria di un flusso sempre più freddo proveniente dalla penisola scandinava e dal nord della Russia, dove risiederà una massa di aria gelida. Durante questa fase iniziale del raffreddamento, della durata di 48 ore (dalla mezzanotte di venerdì 15 alla mezzanotte di domenica 17), si stima che il calo termico in quota potrebbe essere dell’ordine dei 5-6 °C al Nord e sulla Sardegna e degli 8-10 °C sul resto d’Italia. Oltre tale scadenza, cioè guardando la linea di tendenza per i primi giorni della prossima settimana, è ipotizzabile che l’afflusso da nord-est possa accentuare ulteriormente il calo termico ancora di qualche grado su tutta l’Italia, ma la perdita di affidabilità della previsione come viene indicata dagli scenari di ensemble del campo di temperatura a 850 hPa (in figura, a mo’ di esempio, sono indicati due casi validi per Roma e Pescara) invita alla prudenza. Infatti, come è naturale che sia, in questi casi un po’… “particolari” la modellistica non è capace di individuare con largo anticipo le conseguenze che possono aversi in area mediterranea in seguito dell’arrivo di una tale massa d’aria e di conseguenza è da mettere preventivamente in conto ulteriori modifiche del possibile assetto barico rispetto a come è stato calcolato oggi, in base ai dati attuali con i quali è stato inizializzato il modello per calcolare lo stato futuro. Per il momento siamo quindi (quasi) certi sulla fase iniziale del raffreddamento: quanto succederà dopo saremo in grado di decifrarlo nei prossimi giorni. Giovedì ritorneremo sull’argomento e avremo sicuramente qualche dettaglio in più su cui discutere, precipitazioni associate comprese.

 

foto di Meteorologia.
Andrea Corigliano
Massimo Ciccazzo
Massimo Ciccazzo

Geometra Laureato, appassionato di meteorologia. Dal 2006 Segretario dell'Associazione Edmondo Bernacca Onlus

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