Discussione qualitativa sulla linea di tendenza della seconda metà di Novembre – Andrea Corigliano

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Il Mediterraneo centro-occidentale è ormai entrato sotto l’influenza di un’intensa espansione di un campo anticiclonico che, alimentato da aria particolarmente mite di origine subtropicale marittima, ha fatto letteralmente lievitare le superfici isobariche portandole ad altezze di geopotenziale tipiche dei mesi estivi, anche superiori ai 1600 metri e ai 5900 metri per quel che riguarda, rispettivamente, il piano isobarico di 850 hPa e di 500 hPa (fig. 1). La presenza di questo centro d’azione in questa posizione si traduce, sullo stato del tempo della nostra penisola, in condizioni atmosferiche marcatamente stabili e temperature insolitamente miti per il periodo, non solo in quota ma anche nei bassi strati, dove però l’anomalia è più pronunciata nei valori massimi con scarti dalla climatologia della prima decade di novembre che arrivano fino a 7-9 °C. Anche nei prossimi 3-4 giorni la situazione non è destinata a cambiare, dal momento che il campo anticiclonico è intenzionato a spostarsi ancora più a levante e quindi a interessare ancora più direttamente la nostra penisola dove, lentamente, dovrebbe andare incontro ad un deterioramento: in effetti, a partire dalla seconda parte di questa settimana per proseguire fino intorno a metà mese, l’apporto di aria mite inizierà probabilmente a diminuire in modo lento e graduale, attenuando di conseguenza l’intensità del campo anticiclonico che potrebbe comunque restare ancora posizionato alle nostre latitudini. Per quanto riguarda, invece, la linea di tendenza valida per la seconda parte di novembre, l’aumento dell’incertezza ben individuabile dalla dispersione degli scenari di temperatura a 850 hPa (vedi all’interno del riquadro giallo in fig. 2) è un buon indice di come il sistema probabilistico riesca a “campionare” con successo tutte le possibili evoluzioni e, in questo modo, a far notare come il segnale di cambiamento non abbia la stessa magnitudo in tutti gli scenari calcolati, dal momento che alcuni di questi (in minoranza) propendono verso un raffreddamento anche consistente, altri (in maggioranza) verso un appiattimento del campo termico, sulla scia di quello lasciato in eredita dall’attuale campo anticiclonico. Ma proprio il fatto che il segnale di cambiamento sia considerato solo pochi scenari fa pensare quando esso potrebbe essere debole perché altrimenti, pur andando sempre incontro ad un aumento della divergenza delle soluzioni che caratterizza l’evoluzione a lungo termine, queste ultime avrebbero dovuto subire, più o meno allo stesso modo, gli effetti del cambiamento: ad oggi – tenendo anche conto degli aggiornamenti che si sono susseguiti negli ultimi 2-3 giorni – questo non è successo e quindi si può ipotizzare che il campo di temperatura a 850 hPa, a partire dalla metà di novembre, potrebbe oscillare tra valori in linea con la media del periodo e valori di qualche grado superiori alla stessa media, con effetti al suolo prevalentemente improntati ad un’anomalia positiva, di intensità ovviamente inferiore rispetto a quella di questi giorni. La seconda metà di novembre potrebbe quindi contribuire sullo stato medio finale del mese con un’azione di limatura dell’anomalia che sta caratterizzando questi giorni. Segnali poco incoraggianti anche per quanto riguarda le precipitazioni che potrebbero restare lontane dalla nostra penisola ancora a lungo.

foto di Meteorologia.
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 Andrea Corigliano
Massimo Ciccazzo
Massimo Ciccazzo

Geometra Laureato, appassionato di meteorologia. Dal 2006 Segretario dell'Associazione Edmondo Bernacca Onlus

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