Dominio Anticiclonico fino a Natale, calo termico a Santo Stefano… poi… il solito ‘cicaleggio’!

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21aaa26dicGli amanti del freddo e della neve dovranno tollerare ancora diversi giorni i “capricci” di questo inverno in ‘giacca e cravatta‘. Al momento, infatti, è ancora l’Anticiclone delle Azzorre a dominare la scena meteorologica su gran parte del Mediterraneo, Italia compresa. E’ chiaro che, come spesso ribadiamo, nel corso della stagione invernale Anticiclone non è sempre sinonimo di bel tempo. L’incremento barico, difatti, assicura una maggiore stabilizzazione atmosferica ma, a causa del fenomeno dell’inversione termica (dovuto ai cieli pressappoco sereni) e la conseguente stagnazione dell’umidità nei bassi strati, sono le solite foschie ed i banchi di nebbia a farla da padrone, specie di notte e di primo mattino lungo le pianure e le vallate Centro-Settentrionali. Tutto ciò unitamente ad un peggioramento della qualità dell’aria.

21aaaspaghinataleAnticiclone che, se si eccettua la giornata di domani (domenica 21) quando mostrerà un lieve cedimento a favore di un impulso freddo in discesa dal Nord Europa, ha tutte le carte in regola per governare il canovaccio meteorologico italiano almeno sino a Natale. Quanto scritto è confermato dagli Spaghi Ensemble: la carta di fianco mostra, difatti, una certa uniformità di ‘giudizio’ da parte dei modelli deterministici fino alla giornata di giovedì 25 dicembre. Gli spaghi, come dice la parola stessa, non sono altro che linee grafiche di tendenza ognuna delle quali rappresenta una variabile meteo rispetto all’emissione ufficiale di riferimento. Più gli spaghi sono raggruppati e vicini, maggiormente la tendenza previsionale sarà sicura. Più gli spaghi appaiono disuniti e lontani più la tendenza previsionale sarà incerta.

21aaatemp85026dicEd è ciò che accade volendoci spingere al di là della predicibilità atmosferica……così come accade, ahinoi, quotidianamente sulle ‘pagine’ web dei soliti venditori di fumo,  nonchè pseudo esperti di meteorologia. Negli ultimi giorni, infatti, alcuni di questi ‘scienziati’ hanno rivolto la loro attenzione (dopo aver clamorosamente ed inevitabilmente lisciato il gelo e la neve dell’Immacolata) ad una possibile irruzione d’aria fredda prevista sul nostro Paese dalla giornata di Santo Stefano. E’ inutile soffermarsi ad esaminare l’enfasi con la quale si annuncia questa ennesima, epocale, colata gelida. Proviamo, invece, a capire cosa effettivamente potrebbe accadere dopo il Santo Natale: a giudicare dalle mappe generate dalla tecnica Ensemble del modello americano GFS, ciò che balza all’occhio di un attento osservatore è una probabile diminuzione delle temperature proprio per la giornata di Santo Stefano rispetto, comunque, a valori fuori dalla norma attesi per martedì 23 dicembre. 21aaaFINEANNOCiò a causa, o per merito, di un cedimento dell’Anticiclone delle Azzorre il quale favorirà l’ingresso, sulla nostra Penisola, di un impulso più freddo proveniente dal Nord-Europa. Calo termico certamente più evidente sulle regioni Settentrionali e su quelle del medio versante Adriatico. Per ciò che concerne, invece, il paventato arrivo del GELO nei giorni a seguire ed in concomitanza con il Capodanno vi consigliamo di dare uno sguardo a ciò che propongono le elaborazioni d’ensemble relativamente ai giorni 27, 28 e 29 dicembre: i cosiddetti ‘spaghi’ si alterano in fretta sino a diventare inutilizzabili ai fini di una corretta previsione.

Per tale motivo vi invitiamo a seguire tutti gli opportuni e necessari aggiornamenti.

Angelo Ruggieri

Angelo Ruggieri
Angelo Ruggieri

Angelo Ruggieri giornalista, per MeteoWeb.eu dove svolge attività redazionale. E’ presente nei collegamenti meteo di diverse televisioni locali abruzzesi. E’ socio dell’Associazione Bernacca.

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