Due respiri a pieni polmoni dell’anticiclone nord Africano prepareranno ancora il terreno a forti temporali

0 30
Nei prossimi 7-8 giorni avremo ancora modo di osservare quanto l’evoluzione del tempo di questa stagione estiva possa essere particolarmente dinamica e, di conseguenza, ancora lontana dall’assumere quelle caratteristiche di stabilità atmosferica che proprio in questo periodo dell’anno, dal punto di vista climatico, dovrebbero affermarsi senza troppe esitazioni. Osservando infatti gli ultimi aggiornamenti dei modelli numerici di previsione, è infatti evidente come il filo conduttore dell’evoluzione del tempo resti un’alternanza di fasi che mirano ad inasprire eventi meteorologici in un senso e nell’altro, perché capaci di contrapporre prima, e di far scontrare poi, masse d’aria di natura opposta. Come per giugno, in cui le vicende del tempo ci hanno messo di fronte aria calda sahariana ed aria fresca proveniente dalle latitudini settentrionali, anche in questa prima decade di luglio il copione sarà pressoché lo stesso. Siamo infatti alla vigilia di una nuova ondata di caldo, la terza della stagione, che saprà anch’essa dimostrare, a suo modo, quanto l’evoluzione del tempo abbia una certa velocità di evoluzione: si tratterà infatti di un’ondata di caldo che potrà essere paragonata a due respiri profondi dell’Anticiclone nord africano capace, nella fase di espirazione, di far giungere su parte della nostra penisola aria molto calda direttamente dal deserto algerino-tunisino. Gli effetti del primo respiro saranno avvertiti tra giovedì 3 e sabato 5 (vedi figure), quando un’area di BASSA (da intendere sempre come “altezza di geopotenziale”) sulla penisola iberica agevolerà la risalita di un promontorio in quota diretto soprattutto verso le regioni centro-meridionali. L’avvezione di aria calda indotta sarà localmente molto intensa, specie sulle due Isole Maggiori dove a 850 hPa (circa 1500 metri di quota) si prevede anche il superamento della soglia dei 25 °C. Al suolo, questa situazione comporterà il raggiungimento di temperature massime elevate soprattutto in quelle aree che si troveranno all’interno dell’isoterma di +20 °C alla stessa quota isobarica (vedi la linea gialla in figura): su queste zone, in generale, i valori potrebbero oscillare – a seconda della vicinanza o meno dal mare e di effetti locali legati all’interazione del flusso nei bassi strati con l’orografia del territorio che potrebbero causare ulteriore subsidenza – tra i 33 ed i 38 °C, con qualche punta che potrebbe spingersi anche attorno ai 40 °C. Insomma… normale amministrazione per le ondate di caldo più intense che possono capitare in estate in Italia. Domenica 6, invece, dovrebbe verificarsi un temporaneo calo delle temperature (ad eccezione probabilmente delle estreme regioni meridionali), in attesa del secondo respiro che potrebbe farsi sentire all’inizio della prossima settimana ma che, questa volta, sarà indotto dalla discesa di una saccatura nord atlantica che, percorrendo quel VARCO DA NORD-OVEST discusso nell’ultima analisi proposta, potrebbe poi dar vita ad un nuovo peggioramento temporalesco, ancora tutto da valutare, che sarà in grado di proporre fenomeni anche intensi per l’elevata quantità di energia potenziale che sarà presente sul suo cammino.
DUE RESPIRI A PIENI POLMONI DELL’ANTICICLONE NORD AFRICANO PREPARERANNO ANCORA IL TERRENO A FORTI TEMPORALI.

Nei prossimi 7-8 giorni avremo ancora modo di osservare quanto l’evoluzione del tempo di questa stagione estiva possa essere particolarmente dinamica e, di conseguenza, ancora lontana dall’assumere quelle caratteristiche di stabilità atmosferica che proprio in questo periodo dell’anno, dal punto di vista climatico, dovrebbero affermarsi senza troppe esitazioni. Osservando infatti gli ultimi aggiornamenti dei modelli numerici di previsione, è infatti evidente come il filo conduttore dell’evoluzione del tempo resti un’alternanza di fasi che mirano ad inasprire eventi meteorologici in un senso e nell’altro, perché capaci di contrapporre prima, e di far scontrare poi, masse d’aria di natura opposta. Come per giugno, in cui le vicende del tempo ci hanno messo di fronte aria calda sahariana ed aria fresca proveniente dalle latitudini settentrionali, anche in questa prima decade di luglio il copione sarà pressoché lo stesso. Siamo infatti alla vigilia di una nuova ondata di caldo, la terza della stagione, che saprà anch’essa dimostrare, a suo modo, quanto l’evoluzione del tempo abbia una certa velocità di evoluzione: si tratterà infatti di un’ondata di caldo che potrà essere paragonata a due respiri profondi dell’Anticiclone nord africano capace, nella fase di espirazione, di far giungere su parte della nostra penisola aria molto calda direttamente dal deserto algerino-tunisino. Gli effetti del primo respiro saranno avvertiti tra giovedì 3 e sabato 5 (vedi figure), quando un’area di BASSA (da intendere sempre come “altezza di geopotenziale”) sulla penisola iberica agevolerà la risalita di un promontorio in quota diretto soprattutto verso le regioni centro-meridionali. L’avvezione di aria calda indotta sarà localmente molto intensa, specie sulle due Isole Maggiori dove a 850 hPa (circa 1500 metri di quota)  si prevede anche il superamento della soglia dei 25 °C. Al suolo, questa situazione comporterà il raggiungimento di temperature massime elevate soprattutto in quelle aree che si troveranno all’interno dell’isoterma di +20 °C alla stessa quota isobarica (vedi la linea gialla in figura): su queste zone, in generale, i valori potrebbero oscillare – a seconda della vicinanza o meno dal mare e di effetti locali legati all’interazione del flusso nei bassi strati con l’orografia del territorio che potrebbero causare ulteriore subsidenza – tra i 33 ed i 38 °C, con qualche punta che potrebbe spingersi anche attorno ai 40 °C. Insomma... normale amministrazione per le ondate di caldo più intense che possono capitare in estate in Italia. Domenica 6, invece, dovrebbe verificarsi un temporaneo calo delle temperature (ad eccezione probabilmente delle estreme regioni meridionali), in attesa del secondo respiro che potrebbe farsi sentire all’inizio della prossima settimana ma che, questa volta, sarà indotto dalla discesa di una saccatura nord atlantica che, percorrendo quel VARCO DA NORD-OVEST discusso nell’ultima analisi proposta, potrebbe poi dar vita ad un nuovo peggioramento temporalesco, ancora tutto da valutare, che sarà in grado di proporre fenomeni anche intensi per l’elevata quantità di energia potenziale che sarà presente sul suo cammino.
Andrea Corigliano
Andrea Corigliano
Andrea Corigliano

Andrea Corigliano, laureato in fisica, meteorologo e divulgatore scientifico, ha collaborato con il col. Mario Giuliacci presso il centro MeteoGiuliacci. E' stato docente di meteorologia. Collabora con l’Associazione Bernacca.

View all contributions by Andrea Corigliano

Website: https://www.facebook.com/andreacorigliano.meteorologo

Leave a reply

You must be logged in to post a comment.

Associazione Edmondo Bernacca Onlus
Via Lazio, 14 Loc. Vivaro 00040
Rocca Di Papa (RM)
P.I. 09202051000
info@associazionebernacca.it