Ecco la primavera, vista da 9000 metri di quota…

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La disposizione delle correnti in alta troposfera, osservata alle ore 10 di questa mattina, ci offre l’opportunità di leggere nitidamente la carta d’identità della stagione primaverile. Seguendo il movimento delle masse d’aria sulla superficie isobarica di 300 hPa, cioè a circa 9-10 chilometri di quota, il tempo di dà l’occasione, ancora una volta, di comprendere come la primavera sia sinonimo di dinamiche particolarmente vivaci. In seno ad un’ondulazione ben strutturata della corrente a getto polare, prendono infatti forma promontori (sedi delle alte pressioni) e saccature (sedi delle basse pressioni) che si susseguono e che evolvono da ovest verso est modellando le condizioni meteorologiche nelle aree che ne vengono interessate. Limitatamente all’Italia, per esempio, stiamo attualmente attraversando la fase di sviluppo di una saccatura che richiamerà aria più fredda dalle latitudini settentrionali e che attualmente vede il transito della jet streak (cioè della parte più intensa della corrente a getto) tra il Mar di Sardegna e l’Italia centrale: sarà proprio questa accelerazione della corrente ad agevolare, al suolo, lo sviluppo di una depressione che sarà responsabile di un’accentuazione delle condizioni di instabilità nelle prossime ore, in particolar modo tra Emilia Romagna e regioni centrali del versante adriatico, dove si prevedono i fenomeni (rovesci e temporali) più diffusi ed intensi. È altrettanto interessante notare come l’altra corrente a getto, quella subtropicale (che è quella che ci porta l’estate…), benché si trovi ad ondulare ancora a latitudini lontane dal Mediterraneo riesca con un ramo secondario a lambire la Sicilia, dove nel pomeriggio odierno avremo temporaneamente il passaggio dell’isoterma di +20 °C a 850 hPa (a circa 1500 metri): per l’afflusso di aria calda indotto, ieri a Catania è stata raggiunta la temperatura massima di 32.8 °C ed oggi è molto probabile che si raggiunga un altro picco simile. Ma dal momento che sarà la corrente a getto polare ad avere la meglio, con l’irruzione di aria fresca che arriverà anche al Sud tra domani e dopodomani, si può osservare come il cambiamento di circolazione (da sud-occidentale a nord-occidentale) porti inevitabilmente ad un crollo dei valori termici in quota anche sulla Sicilia, dove limitatamente al settore sud-orientale dell’isola si potrà avere, in poche ore, una diminuzione anche di 13-15 °C, sempre a 850 hPa.

Questa è proprio la primavera: con i suoi alti e bassi, con le sue fasi stabili e miti (o calde) intervallate a periodi instabili e più freschi, con i suoi contrasti. Eppure non lo si vuole capire e si continua a parlare, a seconda dei casi, di primavera zoppicante, di autunno, di inverno e di estate…

Foto: ECCO LA PRIMAVERA, VISTA DA 9000 METRI DI QUOTA...

La disposizione delle correnti in alta troposfera, osservata alle ore 10 di questa mattina, ci offre l’opportunità di leggere nitidamente la carta d’identità della stagione primaverile. Seguendo il movimento delle masse d’aria sulla superficie isobarica di 300 hPa, cioè a circa 9-10 chilometri di quota, il tempo di dà l’occasione, ancora una volta, di comprendere come la primavera sia sinonimo di dinamiche particolarmente vivaci. In seno ad un’ondulazione ben strutturata della corrente a getto polare, prendono infatti forma promontori (sedi delle alte pressioni) e saccature (sedi delle basse pressioni) che si susseguono e che evolvono da ovest verso est modellando le condizioni meteorologiche nelle aree che ne vengono interessate. Limitatamente all’Italia, per esempio, stiamo attualmente attraversando la fase di sviluppo di una saccatura che richiamerà aria più fredda dalle latitudini settentrionali e che attualmente vede il transito della jet streak (cioè della parte più intensa della corrente a getto) tra il Mar di Sardegna e l’Italia centrale: sarà proprio questa accelerazione della corrente ad agevolare, al suolo, lo sviluppo di una depressione che sarà responsabile di un’accentuazione delle condizioni di instabilità nelle prossime ore, in particolar modo tra Emilia Romagna e regioni centrali del versante adriatico, dove si prevedono i fenomeni (rovesci e temporali) più diffusi ed intensi. È altrettanto interessante notare come l’altra corrente a getto, quella subtropicale (che è quella che ci porta l’estate...), benché si trovi ad ondulare ancora a latitudini lontane dal Mediterraneo riesca con un ramo secondario a lambire la Sicilia, dove nel pomeriggio odierno avremo temporaneamente il passaggio dell’isoterma di +20 °C a 850 hPa (a circa 1500 metri): per l’afflusso di aria calda indotto, ieri a Catania è stata raggiunta la temperatura massima di 32.8 °C ed oggi è molto probabile che si raggiunga un altro picco simile. Ma dal momento che sarà la corrente a getto polare ad avere la meglio, con l’irruzione di aria fresca che arriverà anche al Sud tra domani e dopodomani, si può osservare come il cambiamento di circolazione (da sud-occidentale a nord-occidentale) porti inevitabilmente ad un crollo dei valori termici in quota anche sulla Sicilia, dove limitatamente al settore sud-orientale dell’isola si potrà avere, in poche ore, una diminuzione anche di 13-15 °C, sempre a 850 hPa. 

Questa è proprio la primavera: con i suoi alti e bassi, con le sue fasi stabili e miti (o calde) intervallate a periodi instabili e più freschi, con i suoi contrasti. Eppure non lo si vuole capire e si continua a parlare, a seconda dei casi, di primavera zoppicante, di autunno, di inverno e di estate...
Andrea Corigliano
Andrea Corigliano

Andrea Corigliano, laureato in fisica, meteorologo e divulgatore scientifico, ha collaborato con il col. Mario Giuliacci presso il centro MeteoGiuliacci. E' stato docente di meteorologia. Collabora con l’Associazione Bernacca.

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