Ed il “gelo apocalittico” si dissolse in una bolla di sapone…

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Abbiamo recentemente affrontato l’argomento su quanto siano ancora affette da grande incertezza le proiezioni stagionali e su come vada affrontato un argomento che, dato in pasto alla gente comune senza le dovute avvertenze e precauzioni, rischia di fare un danno non indifferente alla credibilità della meteorologia. L’occasione per parlarne è venuta fuori a seguito di alcuni articoli che sono stati pubblicati on-line da alcuni quotidiani, aventi un largo bacino di utenza (Libero ed Affaritaliani), che hanno dato ampio riscontro alla notizia sull’arrivo del “gelo apocalittico” in Italia nel prossimo inverno. Avevamo fatto notare che la mappa che aveva dato fuoco alle polveri del sensazionalismo era quella che – non coperta da alcun segreto di stato come si voleva far credere solo per invogliare a schiacciare il dito sul mouse – avrebbe previsto uno scarto di temperatura a 850 hPa (cioè a circa 1500 metri di quota) tra i 6 e gli 8 gradi in meno rispetto alla media climatica tra l’Europa centrale ed il Nord Italia (figura a sinistra): da qui, la fantasiosa previsione che in Pianura Padana si sarebbero toccati i -20 °C ed un abbozzo di configurazione sinottica che, come letto su qualche sito, prevedeva… “l’azione continua di flussi di aria siberiana”. Una bella storiella… che purtroppo hanno letto in tanti e che ha certamente contribuito a riversare l’ennesima camionata di fango addosso alla meteorologia, non contenti della pessima performance che ha avuto la proiezione dell’estate 2014 fatta nel febbraio scorso, secondo la quale il trimestre giugno-agosto sarebbe dovuto essere… “torrido, con temperature elevate e clima secco”. Se è vero ora che questa versione sull’inverno gelido ha già fatto il giro del web e dei social network, è anche vero che adesso l’altra versione non sarà resa pubblica: resterà all’oscuro perché non è potenzialmente così tanto cliccabile e quindi fonte di introiti pubblicitari garantiti. E qual è questa versione? Non è altro che un aggiornamento, uno dei tanti che si rincorreranno nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, di quella mappa colorata di quell’azzurro così carico e che è stata presa in prestito proprio per gridare al “gelo apocalittico”. In effetti, andando a vedere la stessa previsione dell’anomalia di temperatura a 850 hPa calcolata sempre per febbraio 2015 ed aggiornata al 23 agosto 2014 (figura a destra), la situazione si sarebbe completamente ribaltata: al posto di anomalie pesantemente negative, ritroviamo adesso scarti positivi compresi tra 0 e +2 °C. Ovvio che la mappa, che illustrerebbe una situazione ben diversa dalla precedente, non si presta ugualmente ad alcun tipo di commento che sia scientificamente serio e valido, ma è doveroso far notare lo stesso il cambiamento di prospettiva proprio per mettere in risalto l’incertezza troppo elevata che accompagna questo tipo di proiezioni climatiche. Ma statene certi: per tutto questo non sarà sprecata una goccia di inchiostro. Si continuerà a far credere che in Val Padana, tra gennaio e febbraio, si toccheranno i -20 °C e che a Roma magari nevicherà. Anche perché, cambiando versione dopo una settimana saltando agli antipodi, coloro che hanno gridato “Al lupo, al lupo!” si ricoprirebbero di ridicolo. Ma la cosa buffa e che, se per caso a gennaio o febbraio dovesse arrivare un’ondata di freddo (evento non così tanto improbabile nella stagione invernale), si dirà che era stata prevista con 5-6 mesi di anticipo grazie a super-modelli, frutto di anni di ricerche: sappiate, già fin d’ora, che sarà una presa in giro.Ringrazio l’amico Giuseppe Petricca che mi ha fatto presente l’aggiornamento della mappa, da cui ho preso spunto per questo nuovo articolo.

Foto: ED IL “GELO APOCALITTICO” SI DISSOLSE IN UNA BOLLA DI SAPONE...</p>
<p>Abbiamo recentemente affrontato l’argomento su quanto siano ancora affette da grande incertezza le proiezioni stagionali e su come vada affrontato un argomento che, dato in pasto alla gente comune senza le dovute avvertenze e precauzioni, rischia di fare un danno non indifferente alla credibilità della meteorologia. L’occasione per parlarne è venuta fuori a seguito di alcuni articoli che sono stati pubblicati on-line da alcuni quotidiani, aventi un largo bacino di utenza (Libero ed Affaritaliani), che hanno dato ampio riscontro alla notizia sull’arrivo del “gelo apocalittico” in Italia nel prossimo inverno. Avevamo fatto notare che la mappa che aveva dato fuoco alle polveri del sensazionalismo era quella che – non coperta da alcun segreto di stato come si voleva far credere solo per invogliare a schiacciare il dito sul mouse – avrebbe previsto uno scarto di temperatura a 850 hPa (cioè a circa 1500 metri di quota) tra i 6 e gli 8 gradi in meno rispetto alla media climatica tra l’Europa centrale ed il Nord Italia (figura a sinistra): da qui, la fantasiosa previsione che in Pianura Padana si sarebbero toccati i -20 °C ed un abbozzo di configurazione sinottica che, come letto su qualche sito, prevedeva... “l’azione continua di flussi di aria siberiana”. Una bella storiella... che purtroppo hanno letto in tanti e che ha certamente contribuito a riversare l’ennesima camionata di fango addosso alla meteorologia, non contenti della pessima performance che ha avuto la proiezione dell’estate 2014 fatta nel febbraio scorso, secondo la quale il trimestre giugno-agosto sarebbe dovuto essere... “torrido, con temperature elevate e clima secco”. Se è vero ora che questa versione sull’inverno gelido ha già fatto il giro del web e dei social network, è anche vero che adesso l’altra versione non sarà resa pubblica: resterà all’oscuro perché non è potenzialmente così tanto cliccabile e quindi fonte di introiti pubblicitari garantiti. E qual è questa versione? Non è altro che un aggiornamento, uno dei tanti che si rincorreranno nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, di quella mappa colorata di quell’azzurro così carico e che è stata presa in prestito proprio per gridare al “gelo apocalittico”. In effetti, andando a vedere la stessa previsione dell’anomalia di temperatura a 850 hPa calcolata sempre per febbraio 2015 ed aggiornata al 23 agosto 2014 (figura a destra), la situazione si sarebbe completamente ribaltata: al posto di anomalie pesantemente negative, ritroviamo adesso scarti positivi compresi tra 0 e +2 °C. Ovvio che la mappa, che illustrerebbe una situazione ben diversa dalla precedente, non si presta ugualmente ad alcun tipo di commento che sia scientificamente serio e valido, ma è doveroso far notare lo stesso il cambiamento di prospettiva proprio per mettere in risalto l’incertezza troppo elevata che accompagna questo tipo di proiezioni climatiche. Ma statene certi: per tutto questo non sarà sprecata una goccia di inchiostro. Si continuerà a far credere che in Val Padana, tra gennaio e febbraio, si toccheranno i -20 °C e che a Roma magari nevicherà. Anche perché, cambiando versione dopo una settimana saltando agli antipodi, coloro che hanno gridato "Al lupo, al lupo!" si ricoprirebbero di ridicolo. Ma la cosa buffa e che, se per caso a gennaio o febbraio dovesse arrivare un’ondata di freddo (evento non così tanto improbabile nella stagione invernale), si dirà che era stata prevista con 5-6 mesi di anticipo grazie a super-modelli, frutto di anni di ricerche: sappiate, già fin d’ora, che sarà una presa in giro.  </p>
<p>Ringrazio l’amico Giuseppe Petricca che mi ha fatto presente l’aggiornamento della mappa, da cui ho preso spunto per questo nuovo articolo.
Andrea Corigliano
Andrea Corigliano

Andrea Corigliano, laureato in fisica, meteorologo e divulgatore scientifico, ha collaborato con il col. Mario Giuliacci presso il centro MeteoGiuliacci. E' stato docente di meteorologia. Collabora con l’Associazione Bernacca.

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