Estate viziata dal flusso atlantico: la storia continua fino alla fine

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Mancano dieci giorni all’inizio dell’autunno meteorologico e, di conseguenza, anche alla fine di questa stagione estiva che è stata particolarmente generosa di instabilità atmosferica soprattutto sulle regioni settentrionali che più del restante territorio italiano hanno subìto il passaggio di fasi temporalesche anche ben organizzate. La collocazione longitudinale dell’Italia ha un po’ riparato da queste condizioni meteorologiche le regioni centrali ed ancor di più quelle meridionali, dove invece qualche periodo più stabile e più caldo non è certo mancato a causa dell’espansione, spesso fugace, dell’Anticiclone nord africano indotto dall’affondo delle correnti più fresche. Quest’anno la circolazione atmosferica si è mostrata fin troppo disponibile nell’aprire le porte del Mediterraneo ad un flusso umido proveniente dall’Atlantico, a causa della cronica assenza dell’Anticiclone delle Azzorre che non si è mai offerto come scudo per chiudere il fronte occidentale e deviare le perturbazioni verso latitudini più settentrionali. Va da sé che ora, giunti ormai alle porte della nuova stagione che vedrà fisiologicamente aumentare il gradiente termico nord-sud e quindi un’intensificazione della corrente a getto, l’Oceano Atlantico potrebbe trovarsi avvantaggiato nella ripresa dell’attività ciclogenetica. D’altro canto, anche osservando l’attuale circolazione che interessa i settori centro-occidentali del nostro continente (vedi figura), si può osservare come le redini del gioco siano in mano a due distinte circolazioni cicloniche: quella d’Islanda che sull’isola omonima è di casa e quella scandinava che all’inizio di questo mese si è insediata laddove era presente quell’anomalia positiva barica a tutte le quote, legata alla presenza di un anticiclone di blocco. Non c’è invece traccia di aree anticicloniche salde e stabili, se non fosse per altezze di geopotenziale a 500 hPa più elevate che si collocano ai margini del raggio d’azione di questa ampia conca depressionaria: in particolare, per quanto riguarda il nostro territorio italiano, sono soprattutto le regioni meridionali ad essere interessate da aria più calda trasportata dall’anticiclone nord africano che mostra i suoi massimi in quota sulla Libia. In seno a questa vasta circolazione ciclonica, tra l’altro, si sta muovendo un corpo nuvoloso, fotografato alle 8 di questa mattina tra la Spagna ed il sud della Francia, che nelle prossime ore si muoverà da W/SW verso E/NE, ovvero seguendo i binari delle correnti a 500 hPa evidenziati in figura dalle linee verdi. Questo impulso instabile sarà responsabile di un modesto peggioramento che dalla prossima notte si farà strada a partire dal Levante Ligure e dalla Toscana settentrionale e che entro la giornata di domani interesserà buona parte delle regioni centro-settentrionali, grosso modo secondo le modalità indicate dalla distribuzione delle precipitazioni in base alle proiezioni del Lamma Toscana, su base GFS. Anche nei giorni successivi, e probabilmente fino alla fine del mese, il copione non dovrebbe cambiare più di tanto, oscillando attorno ad uno scenario che in generale vedrà mantenere questa disposizione del flusso: le regioni settentrionali, di conseguenza, potrebbero restare maggiormente vulnerabili a cali di altezze di geopotenziale che, seppur si prospettino non particolarmente incisivi, potrebbero agevolare il passaggio di nuovi nuclei di instabilità. Tempo più stabile, invece, al Centro-Sud, con qualche incertezza maggiore al Centro.

situazione domani agosto

Andrea Corigliano
Andrea Corigliano

Andrea Corigliano, laureato in fisica, meteorologo e divulgatore scientifico, ha collaborato con il col. Mario Giuliacci presso il centro MeteoGiuliacci. E' stato docente di meteorologia. Collabora con l’Associazione Bernacca.

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