Fa e farà ancora caldo per essere Ottobre – Andrea Corigliano

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Nel complesso, abbiamo trascorso un’estate temporalesca in cui sono state poche e temporanee le ondate di caldo che hanno interessato l’Italia e che si sono concentrate soprattutto sulle regioni centro-meridionali. La stagione “mancata” ha magari acceso le speranze in chi desiderava che le condizioni di stabilità atmosferica potessero prendere il sopravvento con l’avvio dell’autunno, per recuperare un po’ di tempo perso. E così purtroppo è stato. Perché… “purtroppo”? Per un motivo molto semplice, che magari ai più può sfuggire: se ci si colloca nell’ottica della dinamica atmosferica, si potrà infatti comprendere che ciò che magari riteniamo rappresenti il meglio per noi e per il nostro vivere quotidiano non è sempre la soluzione migliore. Perché tutto ciò che è fuori norma ha, a volte, un prezzo da pagare che può essere anche molto salato. Se questa anomalia della temperatura porta infatti il segno positivo, significa che l’atmosfera si trova nelle condizioni di poter accumulare una quantità di vapore acqueo superiore al normale nel momento in cui si creeranno i presupposti affinché ciò possa accadere. In pratica, volendo fare un esempio in parallelo, la temperatura dell’aria sta alla quantità di vapore acqueo che l’aria può contenere come le dimensioni di un serbatoio stanno alla quantità di carburante che il serbatoio può contenere: più è alta la temperatura (e quindi maggiore è il volume del serbatoio), più sarà elevato il contenuto di vapore acqueo (carburante) che l’aria (il serbatoio) può contenere. Anche se le soluzioni che l’atmosfera propone per sfogare eventualmente il surplus di energia incamerato non sono mai determinate da leggi note di proporzionalità tra “intensità dei fenomeni” ed “energia a disposizione per gli stessi”, tenendo in mente l’esempio sopra citato è comunque facile concludere come un “autunno caldo” faccia aumentare le probabilità che si possano formare quei fenomeni molto intensi che rientrano nella categoria di “eventi estremi”, capaci cioè di sfogare molto velocemente una parte di questa energia in aree ristrette ed in tempi piuttosto ridotti. Se poi lo stato atmosferico persiste nelle condizioni di mantenere inalterato il volume del serbatoio, è altrettanto facile comprendere come sarà sempre in anomalia positiva anche la quantità di vapore acqueo che l’aria potrà contenere: anomalia che, di fatto, si traduce quindi in un aumento della probabilità di avere piogge più abbondanti. È proprio questo quello che accadrà nei prossimi giorni: è infatti altamente probabile che il caldo anomalo che ci sta accompagnando in queste ultime due settimane – limitando l’attenzione al solo mese di ottobre – possa continuare ancora e ricevere, per mantenersi tale, il contributo di una nuova avvezione di aria calda di matrice nord africana, legata ad un’espansione di un promontorio subtropicale, che nel corso del prossimo fine settimana si estenderà molto probabilmente verso l’Italia, in risposta ad una discesa di aria fresca sull’Oceano Atlantico dove si allungherà dall’Islanda una saccatura. Con questo NON si vuole affermare che nuovi episodi alluvionali saranno prima o poi alle porte, ma solo evidenziare il fatto che potenzialmente l’atmosfera continuerà a trovarsi, probabilmente, nelle condizioni di poterli generare. Perché farà ancora più caldo del normale. Perché l’atmosfera sarà messa nelle condizioni di accumulare più vapore acqueo. Perché se ci sarà più vapore acqueo in atmosfera aumenterà la probabilità di avere piogge più intense. Come dire: ci sono gli ingredienti, ma spetta alle configurazioni sinottiche ed alle forzanti (orografiche) la decisione se sfogare o meno questa energia potenziale nei fenomeni atmosferici di tipo estremo. Sperando ovviamente che questo non accada e che rimanga solo una percentuale.
Foto: FA E FARÀ ANCORA CALDO PER ESSERE OTTOBRE. E NON VA BENE...

Nel complesso, abbiamo trascorso un’estate temporalesca in cui sono state poche e temporanee le ondate di caldo che hanno interessato l’Italia e che si sono concentrate soprattutto sulle regioni centro-meridionali. La stagione “mancata” ha magari acceso le speranze in chi desiderava che le condizioni di stabilità atmosferica potessero prendere il sopravvento con l’avvio dell’autunno, per recuperare un po’ di tempo perso. E così purtroppo è stato. Perché... “purtroppo”? Per un motivo molto semplice, che magari ai più può sfuggire: se ci si colloca nell’ottica della dinamica atmosferica, si potrà infatti comprendere che ciò che magari riteniamo rappresenti il meglio per noi e per il nostro vivere quotidiano non è sempre la soluzione migliore. Perché tutto ciò che è fuori norma ha, a volte, un prezzo da pagare che può essere anche molto salato. Se questa anomalia della temperatura porta infatti il segno positivo, significa che l’atmosfera si trova nelle condizioni di poter accumulare una quantità di vapore acqueo superiore al normale nel momento in cui si creeranno i presupposti affinché ciò possa accadere. In pratica, volendo fare un esempio in parallelo, la temperatura dell’aria sta alla quantità di vapore acqueo che l’aria può contenere come le dimensioni di un serbatoio stanno alla quantità di carburante che il serbatoio può contenere: più è alta la temperatura (e quindi maggiore è il volume del serbatoio), più sarà elevato il contenuto di vapore acqueo (carburante) che l’aria (il serbatoio) può contenere. Anche se le soluzioni che l’atmosfera propone per sfogare eventualmente il surplus di energia incamerato non sono mai determinate da leggi note di proporzionalità tra “intensità dei fenomeni” ed “energia a disposizione per gli stessi”, tenendo in mente l’esempio sopra citato è comunque facile concludere come un “autunno caldo” faccia aumentare le probabilità che si possano formare quei fenomeni molto intensi che rientrano nella categoria di “eventi estremi”, capaci cioè di sfogare molto velocemente una parte di questa energia in aree ristrette ed in tempi piuttosto ridotti. Se poi lo stato atmosferico persiste nelle condizioni di mantenere inalterato il volume del serbatoio, è altrettanto facile comprendere come sarà sempre in anomalia positiva anche la quantità di vapore acqueo che l’aria potrà contenere: anomalia che, di fatto, si traduce quindi in un aumento della probabilità di avere piogge più abbondanti. È proprio questo quello che accadrà nei prossimi giorni: è infatti altamente probabile che il caldo anomalo che ci sta accompagnando in queste ultime due settimane – limitando l’attenzione al solo mese di ottobre – possa continuare ancora e ricevere, per mantenersi tale, il contributo di una nuova avvezione di aria calda di matrice nord africana, legata ad un’espansione di un promontorio subtropicale, che nel corso del prossimo fine settimana si estenderà molto probabilmente verso l’Italia, in risposta ad una discesa di aria fresca sull’Oceano Atlantico dove si allungherà dall’Islanda una saccatura. Con questo NON si vuole affermare che nuovi episodi alluvionali saranno prima o poi alle porte, ma solo evidenziare il fatto che potenzialmente l’atmosfera continuerà a trovarsi, probabilmente, nelle condizioni di poterli generare. Perché farà ancora più caldo del normale. Perché l’atmosfera sarà messa nelle condizioni di accumulare più vapore acqueo. Perché se ci sarà più vapore acqueo in atmosfera aumenterà la probabilità di avere piogge più intense. Come dire: ci sono gli ingredienti, ma spetta alle configurazioni sinottiche ed alle forzanti (orografiche) la decisione se sfogare o meno questa energia potenziale nei fenomeni atmosferici di tipo estremo. Sperando ovviamente che questo non accada e che rimanga solo una percentuale.

 

Andrea Corigliano

Massimo Ciccazzo
Massimo Ciccazzo

Geometra Laureato, appassionato di meteorologia. Dal 2006 Segretario dell'Associazione Edmondo Bernacca Onlus

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