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I benefici di una primavera particolarmente piovosa

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Come ormai molti di noi sanno, la primavera è stagione di transizione, una cerniera tra l’eredità dell’inverno che ancora domina alle alte latitudini e i prodromi dell’estate che invece scaldano i motori al di là del Mediterraneo. La primavera dunque, proprio per via di questo continuo braccio di ferro, è stagione di forti contrasti favorevole alle precipitazioni. E’ quindi normale che piova in primavera, evenienza che invece durante l’estate tende a diminuire per concentrarsi essenzialmente a ridosso delle zone alpine.

Ma cosa succede se in primavera piove molto? E se piove invece molto poco?

Per spiegarlo ci serviamo della cartina allegata qui a fianco: ci mostra l’attuale situazione dei suoli in relazione al quantitativo di umidità da essi contenuti. Per l’Italia si nota ad esempio che al nord e nelle zone interne del centro i suoli sono intrisi d’acqua per diversi centimetri di profondità. Situazione opposta invece sull’Europa centrale dove i terreni in superficie sono piuttosto aridi.

Ebbene dovete sapere che quell’acqua contenuta nel terreno funziona come un isolante; il terreno bagnato possiede infatti un’inerzia termica maggiore rispetto ad un suolo secco. A parità di energia solare incidente (o di avvezioni di aria calda) un suolo umido smaltirà parte del calore per attuare i processi di evaporazione, limitando così l’aumento delle temperature, cosa che non avviene invece in caso di terreni secchi, dove tutta l’energia incidente contribuirà al riscaldamento.

Nel primo caso (suolo bagnato) le temperature saliranno ma l’ascesa verrà presto rallentata o interrotta, mentre nel secondo caso (suolo secco), l’ascesa continuerà accumulando calore. E’ stato calcolato che la differenza tra un suolo particolarmente umido e uno particolarmente secco si aggira intorno a 2,5 –3°C.

Ora, potete ben capire che, nel caso sopravvengano ondate di calore estive, con apporto di aria rovente dal nord Africa, una primavera particolarmente piovosa può contribuire a mitigare in parte gli effetti, ritardandoli oltretutto nel tempo. Sono solo 3 gradi è vero, ma possono fare la differenza.

Luca Angelini

Luca Angelini
Luca Angelini

Naturalista, ha lavorato come previsore presso il sito MeteoLive.it, collabora come redattore per l'Associazione Meteonetwork e con l'Associazione Bernacca di cui è socio.

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