I botti Meteo di San Silvestro – Andrea Corigliano

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È ormai noto che il modo più diffuso di fare meteorologia da parte di molti siti commerciali sia quello di abbandonare la strada del rigore scientifico per imboccare quella del sensazionalismo e percorrerla non appena tra i scenari ipotizzati dalla modellistica numerica ne spunta uno capace di attirare su di sé molta attenzione. Ed è altrettanto noto che, nella stagione invernale, questo scenario è sempre quello del GELO e della NEVE, come se l’Italia fosse una zolla della Siberia in cui questo tipo di scenario è molto ricorrente e quindi predicibile già a lungo termine. Ma dalla fine di novembre, a dire il vero, abbiamo perso il conto di quante cartucce sono state già sparate a proposito, perché non si fa a tempo di smascherare una bufala che subito ne viene confezionata un’altra. Nell’era dei click forsennati, questa è la linea editoriale preferita: non importa se le leggi della fisica dell’atmosfera sono sempre lì a ricordare che in genere oltre i 6-7 giorni – ma a volte anche prima – il segnale dominante è molto spesso confuso da una sorta di rumore di fondo e quindi bisogna riconoscere che oltre tale limite non bisogna spingersi per mantenere intatto il rispetto e l’onore che la meteorologia come scienza merita di avere nella società. No, non importa tutto questo perché, come si dice… “the show must go on”: la meteorologia, ridotta ormai a spettacolo circense, deve andare avanti così, come vuole la legge del mercato e non più come vorrebbe la teoria del caos. Non importa se poi i meteorologi non ci azzeccano mai e sono coperti di ridicolo. Non importa, perché in realtà l’importante è arrivare alla sera e vedere che la notizia di GELO e NEVE è stata letta da centinaia e centinaia di persone ed è stata condivisa da altrettante. Succederà anche questa volta, con i botti già sparati di San Silvestro osservando appena un singolo scenario – tra i 20 disponibili – che un modello ha calcolato per il 30 dicembre partendo dallo stato iniziale confezionato con i dati della mezzanotte di oggi (figura a sinistra). Dimenticando, però, che quello scenario valido per il 30 dicembre è già cambiato a distanza di 12 ore (figura a destra), semplicemente perché la teoria del caos, e non le leggi del mercato, ci ricordano sempre che l’atmosfera soffre terribilmente il… solletico: è sensibile a piccole variazioni delle condizioni iniziali e di conseguenza non è possibile avere elementi di prognosi consistenti oltre una settimana, ma a volte anche meno.

E allora… visto che i botti sono stati già sparati, tanti auguri cara meteorologia! Già che siamo al tuo capodanno, ti auguriamo un Buon 2015. Che sia un anno di riscatto, in cui tu possa riuscire a svelarti per quello che sei veramente. Perché te lo meriti.

I BOTTI METEO DI SAN SILVESTRO.

È ormai noto che il modo più diffuso di fare meteorologia da parte di molti siti commerciali sia quello di abbandonare la strada del rigore scientifico per imboccare quella del sensazionalismo e percorrerla non appena tra i scenari ipotizzati dalla modellistica numerica ne spunta uno capace di attirare su di sé molta attenzione. Ed è altrettanto noto che, nella stagione invernale, questo scenario è sempre quello del GELO e della NEVE, come se l’Italia fosse una zolla della Siberia in cui questo tipo di scenario è molto ricorrente e quindi predicibile già a lungo termine. Ma dalla fine di novembre, a dire il vero, abbiamo perso il conto di quante cartucce sono state già sparate a proposito, perché non si fa a tempo di smascherare una bufala che subito ne viene confezionata un’altra. Nell’era dei click forsennati, questa è la linea editoriale preferita: non importa se le leggi della fisica dell’atmosfera sono sempre lì a ricordare che in genere oltre i 6-7 giorni – ma a volte anche prima – il segnale dominante è molto spesso confuso da una sorta di rumore di fondo e quindi bisogna riconoscere che oltre tale limite non bisogna spingersi per mantenere intatto il rispetto e l’onore che la meteorologia come scienza merita di avere nella società. No, non importa tutto questo perché, come si dice... “the show must go on”: la meteorologia, ridotta ormai a spettacolo circense, deve andare avanti così, come vuole la legge del mercato e non più come vorrebbe la teoria del caos. Non importa se poi i meteorologi non ci azzeccano mai e sono coperti di ridicolo. Non importa, perché in realtà l’importante è arrivare alla sera e vedere che la notizia di GELO e NEVE è stata letta da centinaia e centinaia di persone ed è stata condivisa da altrettante. Succederà anche questa volta, con i botti già sparati di San Silvestro osservando appena un singolo scenario – tra i 20 disponibili – che un modello ha calcolato per il 30 dicembre partendo dallo stato iniziale confezionato con i dati della mezzanotte di oggi (figura a sinistra). Dimenticando, però, che quello scenario valido per il 30 dicembre è già cambiato a distanza di 12 ore (figura a destra), semplicemente perché la teoria del caos, e non le leggi del mercato, ci ricordano sempre che l’atmosfera soffre terribilmente il... solletico: è sensibile a piccole variazioni delle condizioni iniziali e di conseguenza non è possibile avere elementi di prognosi consistenti oltre una settimana, ma a volte anche meno.  

E allora... visto che i botti sono stati già sparati, tanti auguri cara meteorologia! Già che siamo al tuo capodanno, ti auguriamo un Buon 2015. Che sia un anno di riscatto, in cui tu possa riuscire a svelarti per quello che sei veramente. Perché te lo meriti.
Andrea Corigliano
Massimo Ciccazzo
Massimo Ciccazzo

Geometra Laureato, appassionato di meteorologia. Dal 2006 Segretario dell'Associazione Edmondo Bernacca Onlus

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