Il primo weekend di maggio tra maltempo ed incertezze

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Anche nei prossimi giorni il flusso fresco ed instabile atlantico continuerà a transitare dal Mediterraneo centrale e dall’Italia, assumendo però una componente di moto più settentrionale rispetto a quella nord-occidentale che ha accompagnato il passaggio, negli ultimi quattro giorni, delle perturbazioni n.8 e n.9 di aprile e di alcune linee di instabilità. Una spinta meridiana, in aperto Oceano Atlantico, dell’Anticiclone delle Azzorre favorirà infatti la discesa di altra aria fresca che avrà modo di entrare sul nostro bacino passando, almeno in un primo momento, dalla Valle del Rodano. Una dinamica ben nota che, inevitabilmente, sarà responsabile del mantenimento di condizioni di tempo incerto sulla maggior parte del nostro territorio, al seguito della perturbazione n.1 di maggio che interesserà il Centro-Nord venerdì 2 e che avvierà, a seguire, questa nuova fase instabile. Proprio per venerdì (vedi figure a sinistra), giorno in cui la predicibilità dell’atmosfera è ancora abbastanza elevata perché la previsione media di ensemble è quasi coincidente con la sovrapposizione della maggior parte degli scenari relativi alla posizione dell’isoipsa di 552 dam di altezza di geopotenziale sul piano isobarico di 500 hPa, si apprezza l’ingresso di una goccia fredda sul Golfo del Leone che genererà una ciclogenesi sul Golfo Ligure, destinata probabilmente ad allargare la sua modesta rete di isobare anche alle restanti regioni centro-settentrionali. Se però allunghiamo l’orizzonte temporale di sole 24 ore (vedi figure centrali), passando così ad analizzare la situazione prevista per sabato, è chiaro come il veloce sparpagliamento dei vari scenari ci invita ad avere maggiore cautela nel prevedere cosa potrebbe succedere nel corso del week-end. Perché se, nelle linee generali, è sempre vero che saremo in compagnia di tempo complessivamente instabile, basterebbe osservare la posizione alquanto differente e la tipologia gli scenari A e B indicati dalla freccia nera (il primo è una saccatura, il secondo è una goccia fredda) per avere tra le mani gli estremi di uno spettro di evoluzioni possibili calcolate dall’EPS (Ensemble Prediction System) a cui corrisponderebbero, ad oggi, previsioni diverse se si desidera scendere nel dettaglio spazio-temporale. Inutile, a questo punto, provare a capire cosa potrebbe accadere nelle 24 ore successive, visto il veloce aumento dell’incertezza e vista l’alta sensibilità dell’atmosfera nel momento in cui, in presenza di condizioni mediamente instabili, deve interagire con un territorio così complesso come quello italiano, in cui basta uno spostamento di 100 km nella disposizione di un minimo per cambiare le aree interessate dalle precipitazioni. E di spostamenti di 50-100-200 e passa chilometri, nella mappa prevista per domenica, ne abbiamo ad oggi quanti ne vogliamo…

Per il momento, quindi, prendiamo per buono il passaggio perturbato di venerdì al Centro-Nord. Sul dopo, aspettiamo i prossimi aggiornamenti.

Foto: Anche nei prossimi giorni il flusso fresco ed instabile atlantico continuerà a transitare dal Mediterraneo centrale e dall’Italia, assumendo però una componente di moto più settentrionale rispetto a quella nord-occidentale che ha accompagnato il passaggio, negli ultimi quattro giorni, delle perturbazioni n.8 e n.9 di aprile e di alcune linee di instabilità. Una spinta meridiana, in aperto Oceano Atlantico, dell’Anticiclone delle Azzorre favorirà infatti la discesa di altra aria fresca che avrà modo di entrare sul nostro bacino passando, almeno in un primo momento, dalla Valle del Rodano. Una dinamica ben nota che, inevitabilmente, sarà responsabile del mantenimento di condizioni di tempo incerto sulla maggior parte del nostro territorio, al seguito della perturbazione n.1 di maggio che interesserà il Centro-Nord venerdì 2 e che avvierà, a seguire, questa nuova fase instabile. Proprio per venerdì (vedi figure a sinistra), giorno in cui la predicibilità dell’atmosfera è ancora abbastanza elevata perché la previsione media di ensemble è quasi coincidente con la sovrapposizione della maggior parte degli scenari relativi alla posizione dell’isoipsa di 552 dam di altezza di geopotenziale sul piano isobarico di 500 hPa, si apprezza l’ingresso di una goccia fredda sul Golfo del Leone che genererà una ciclogenesi sul Golfo Ligure, destinata probabilmente ad allargare la sua modesta rete di isobare anche alle restanti regioni centro-settentrionali. Se però allunghiamo l’orizzonte temporale di sole 24 ore (vedi figure centrali), passando così ad analizzare la situazione prevista per sabato, è chiaro come il veloce sparpagliamento dei vari scenari ci invita ad avere maggiore cautela nel prevedere cosa potrebbe succedere nel corso del week-end. Perché se, nelle linee generali, è sempre vero che saremo in compagnia di tempo complessivamente instabile, basterebbe osservare la posizione alquanto differente e la tipologia gli scenari A e B indicati dalla freccia nera (il primo è una saccatura, il secondo è una goccia fredda) per avere tra le mani gli estremi di uno spettro di evoluzioni possibili calcolate dall’EPS (Ensemble Prediction System) a cui corrisponderebbero, ad oggi, previsioni diverse se si desidera scendere nel dettaglio spazio-temporale. Inutile, a questo punto, provare a capire cosa potrebbe accadere nelle 24 ore successive, visto il veloce aumento dell’incertezza e vista l’alta sensibilità dell’atmosfera nel momento in cui, in presenza di condizioni mediamente instabili, deve interagire con un territorio così complesso come quello italiano, in cui basta uno spostamento di 100 km nella disposizione di un minimo per cambiare le aree interessate dalle precipitazioni. E di spostamenti di 50-100-200 e passa chilometri, nella mappa prevista per domenica, ne abbiamo ad oggi quanti ne vogliamo... 

Per il momento, quindi, prendiamo per buono il passaggio perturbato di venerdì al Centro-Nord. Sul dopo, aspettiamo i prossimi aggiornamenti.
Andrea Corigliano
Andrea Corigliano

Andrea Corigliano, laureato in fisica, meteorologo e divulgatore scientifico, ha collaborato con il col. Mario Giuliacci presso il centro MeteoGiuliacci. E' stato docente di meteorologia. Collabora con l’Associazione Bernacca.

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