Il tempo per Pasqua: ecco fin dove possiamo spingerci oggi con la previsione

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Mancano ancora sei giorni alla Domenica di Pasqua. Pochi giorni per il nostro modo di concepire il tempo, ancora parecchio per un modello fisico-matematico che si occupa di “racimolare”, tra i meandri dell’atmosfera, briciole di probabilità da associare ad un pattern sinottico per farlo magari diventare quello più probabile e consegnarlo al meteorologo che, a questo punto, può tentare di fare le prime valutazioni senza incappare in errori grossolani. Ragionando allora in termini puramente probabilistici, come è sempre doveroso fare quando a medio e lungo termine il determinismo incontra il… “rumore del caos” che annebbia gli orizzonti, commentiamo quelli che, AD OGGI, sono gli scenari probabili attesi per il 20 aprile.

I quattro pattern sinottici, che emergono mediando gli scenari che confluiscono per similitudine di configurazione barica all’interno del solito cluster, lasciano intendere che l’Italia sarà interessata da una circolazione depressionaria: tale previsione è praticamente una certezza perché i quattro pattern, aventi probabilità diverse, disegnano tutti una circolazione di bassa pressione che, in modo più o meno incisivo, interesserà il bacino centro-occidentale del Mediterraneo e che in quota rientrerà all’interno di un’ampia ondulazione che farà molto probabilmente capo alla depressione d’Islanda. Alle alte latitudini, sia in Atlantico che sull’Europa settentrionale, è invece molto probabile la presenza di campi anticiclonici che apporteranno ovvie condizioni di tempo stabile. Ma è altrettanto ovvio che, laddove sarà in azione la circolazione ciclonica che, come abbiamo detto, ingloberà anche l’Italia, dovremo aspettarci delle precipitazioni (vedi macchie in colore azzurro), legate al passaggio di una perturbazione o a fenomeni di instabilità.

Ma ad oggi non possiamo fornire ulteriori dettagli. Perché se è vero che il pattern sinottico è stato tutto sommato inquadrato ed esclude – ed anche in modo piuttosto categorico – la presenza di un’area di alta pressione sulle nostre regioni, è anche vero che le incertezze della previsione si sono ora trasferite sulla tempistica del possibile passaggio di una perturbazione e sulle modalità di tale passaggio. Senza dimenticare i fenomeni di instabilità che, in questo contesto, non sono davvero esclusi. Anticipi o ritardi di 8-12 ore nel transito di un sistema perturbato cambiano il tempo di una giornata. Ma tempistiche simili, che fanno parte di un tempo estremamente mutevole come è quello primaverile, NON POSSONO ESSERE ANCORA PREVISTE con 6 giorni di anticipo, per cui è necessario ancora avere la pazienza di aspettare. Si rischierebbe, da oggi a domenica, di assistere a continui balletti del “metti e togli la nuvoletta con la pioggia” perché il modello è ancora indeciso su dove e quando potrebbe piovere. Come è giusto che sia…

Accontentiamoci – e non è poco – di sapere per il momento che a Pasqua saremo molto probabilmente in compagnia di in un regime depressionario. A 6 giorni, basta e avanza…

PASQUA

 

Andrea Corigliano

 

Andrea Corigliano
Andrea Corigliano

Andrea Corigliano, laureato in fisica, meteorologo e divulgatore scientifico, ha collaborato con il col. Mario Giuliacci presso il centro MeteoGiuliacci. E' stato docente di meteorologia. Collabora con l’Associazione Bernacca.

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