Il valore scientifico di un dato – Andrea Corigliano

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Attorno all’abbondante nevicata di Capracotta si è scatenata un’autentica bufera mediatica che ha trovato modo di essere diffusa oltre i confini dell’Italia: anche le televisioni ed i quotidiani stranieri hanno infatti dato risalto a quello che è stato considerato il nuovo accumulo record mondiale di caduta di neve avuto nell’arco delle 24 ore. Se il cittadino normale, sentendo la notizia, rimane passivo e non si pone alcuna domanda sul come sia stato misurato questo accumulo, chi invece dà un’importanza scientifica al dato misurato ha il diritto di indagare, di chiedere e di porre degli interrogativi: è la prassi, non è una ripicca o il non voler riconoscere un record. Nell’indagine volta a conoscere, bisogna iniziare da quale sia la fonte che ha diffuso questo dato record perché, visto che si tratterebbe di un valore di rilevante importanza, ci si aspetta che il compito della sua diffusione spetti ad una Istituzione meteorologica certificata. Ed invece, purtroppo, si scopre che la fonte è un sito meteo che si presta molto al sensazionalismo: è lo stesso sito che per esempio, qualche mese fa, parlò dell’arrivo sull’Italia di Gonzalo, un uragano che partito dall’Oceano Atlantico tropicale era riuscito a passare indenne sulle fredde acque dell’Atlantico settentrionale per poi essere deviato verso il Mediterraneo sfidando i principi della fisica dell’atmosfera. Ecco… se questa è la fonte della notizia della neve record, lasciate che dei dubbi sulla veridicità del dato inizino ad essere più che leciti. Se poi non si risponde ad una serie di domande, tipo…

1) Date le condizioni in cui si è verificata la nevicata, come è stato scelto il punto in cui è stata effettuata la misurazione?
2) Questa misura era conforme ai canoni dettati dall’Organizzazione Meteorologica Mondiale?
3) È stato tenuto conto di neve vecchia già presente al suolo?
4) C’è una documentazione (foto, filmati) che certifichino la corretta misurazione del dato?

Se queste domande rimangono senza risposta, allora i dubbi si fanno sempre più forti. Un dato va sempre certificato: si chiama “metodo scientifico”. Senza togliere nulla alla zona più nevosa d’Italia.

Andrea Corigliano

Massimo Ciccazzo
Massimo Ciccazzo

Geometra Laureato, appassionato di meteorologia. Dal 2006 Segretario dell'Associazione Edmondo Bernacca Onlus

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