Il varco da Nord-Ovest

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L’estate 2014 non mostra ancora segnali di stabilità permanente. Stiamo ormai per archiviare il primo mese estivo ed ancora non abbiamo trascorso un periodo caratterizzato da stabilità atmosferica che abbia abbracciato per almeno 7-10 giorni l’intero territorio nazionale. L’atmosfera ci ha invece riservato una dinamica in cui a prevalere sono stati gli scambi meridiani tra aria calda di origine sahariana, portata da espansioni piuttosto fugaci del promontorio subtropicale nord africano, ed aria fresca di origine continentale o marittima: indipendentemente dalla zona di origine, l’inevitabile scontro tra masse d’aria dalle caratteristiche così diverse ha favorito lo sviluppo di fenomeni anche particolarmente intensi, distribuiti a macchia di leopardo, su buona parte del nostro territorio. Il non aver sperimentato, almeno fino ad ora, alcuna espansione dell’Anticiclone delle Azzorre, ha messo così il Mediterraneo centrale e l’Italia nelle condizioni di non aver potuto evitare questo tipo di tempo abbastanza… “estremo”: è infatti noto come il campo anticiclonico atlantico sia capace di tenere a debita distanza le masse d’aria più fresche presenti alle alte latitudini da quelle più calde che sostano sul Nord Africa. Proprio per questo motivo, un Anticiclone delle Azzorre allungato da ovest verso est rappresenta una sorta di scudo capace di impedire prima l’accumulo di energia potenziale per le massicce avvezioni di aria calda dell’Anticiclone Nord Africano e poi la liberazione di questa energia una volta che l’arrivo di aria più fresca in quota rende la colonna atmosferica libera di sprigionare il potenziale energetico accumulato. In realtà, proprio per una posizione non ideale che l’Anticiclone delle Azzorre sta assumendo, è lui stesso un po’ l’artefice di quanto abbiamo sperimentato e di quanto potremmo sperimentare ancora nei primi giorni di luglio (vedi figura). Perché con la sua dislocazione probabile nei prossimi 7-8 giorni, ancora sufficientemente lontana dall’Europa occidentale, potrebbe offrire il proprio bordo settentrionale alla discesa di nuovi impulsi di aria più fresca che si muoverebbero verso le latitudini mediterranee in seno a piccole ondulazioni delle correnti portanti in quota, sul cui ramo ascendente potrebbero inserirsi nuove risposte di aria calda, sempre di matrice sahariana, dirette in particolar modo verso il Centro-Sud. Possiamo quindi dar credito all’ipotesi che il segnale dominante, almeno alla fine della prima decade di luglio, potrebbe essere quello di un canale aperto di aria instabile da nord-ovest entro cui potrebbero avere ancora sfogo gli impulsi atlantici diretti in parte anche verso l’Italia, ma al momento senza specificare dove.

Ci ritorneremo. Per il momento, buona domenica a tutti!

nordovest

Andrea Corigliano

Andrea Corigliano
Andrea Corigliano

Andrea Corigliano, laureato in fisica, meteorologo e divulgatore scientifico, ha collaborato con il col. Mario Giuliacci presso il centro MeteoGiuliacci. E' stato docente di meteorologia. Collabora con l’Associazione Bernacca.

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