In attesa di una goccia fredda che probabilmente rimbalzerà sull’Arco Alpino

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La ripresa di un modesto campo di alta pressione sul Mediterraneo centrale ha permesso, nelle ultime 24-36 ore, il ripristino di condizioni più stabili a seguito della fase temporalesca, a tratti anche molto intensa, che ha lasciato il segno soprattutto sulla Puglia garganica. Non siamo però sulla strada che potrebbe portare il bel tempo a rafforzarsi ulteriormente perché, come indicato nelle previsioni a medio termine elaborate dalla modellistica numerica, le condizioni meteorologiche su una parte dell’Italia torneranno presto ad essere influenzate da un’altra goccia fredda, attualmente sul Mare del Nord, che nelle prossime 48 ore troverà la spinta di muoversi verso sud grazie ad un campo anticiclonico che si rinforzerà alle alte latitudini, tra le Isole Britanniche, la penisola scandinava e la Russia. Come si può osservare nella previsione ufficiale che arriva fino a +84 ore e che quindi è valida per il pomeriggio di giovedì 11 settembre sulla superficie isobarica di 500 hPa (ci troviamo a circa 5600-5700 metri), una nuova circolazione chiusa di bassa pressione in quota si avvicinerà probabilmente al settore alpino centro-orientale ed al Nord-Est con il suo carico di aria più fresca che, sulla Germania, potrebbe far scendere la temperatura, sempre a quella quota, su valori intorno ai -20 °C. Quale potrebbe essere la traiettoria che intraprenderà la goccia fredda? Questa volta, l’incertezza che accompagna come sempre le dinamiche legate a questo tipo di configurazioni particolari non sembra essere così elevata, almeno se ci spingiamo fino al 12-13 settembre. Gli scenari di ensemble, infatti, sono orientati a dar credito ad un’evoluzione non propensa ad un ingresso deciso della struttura sul Mediterraneo: la goccia fredda, infatti, dovrebbe rimanere parcheggiata con il suo nucleo più fresco oltralpe e da qui estendere la sua influenza, ancora tutta da valutare in termini di fenomeni, specie alle regioni centro-settentrionali. Più marginali, invece, dovrebbero essere gli effetti per le regioni del Sud.
Foto: IN ATTESA DI UNA GOCCIA FREDDA CHE PROBABILMENTE RIMBALZERÀ SULL’ARCO ALPINO.

La ripresa di un modesto campo di alta pressione sul Mediterraneo centrale ha permesso, nelle ultime 24-36 ore, il ripristino di condizioni più stabili a seguito della fase temporalesca, a tratti anche molto intensa, che ha lasciato il segno soprattutto sulla Puglia garganica. Non siamo però sulla strada che potrebbe portare il bel tempo a rafforzarsi ulteriormente perché, come indicato nelle previsioni a medio termine elaborate dalla modellistica numerica, le condizioni meteorologiche su una parte dell’Italia torneranno presto ad essere influenzate da un’altra goccia fredda, attualmente sul Mare del Nord, che nelle prossime 48 ore troverà la spinta di muoversi verso sud grazie ad un campo anticiclonico che si rinforzerà alle alte latitudini, tra le Isole Britanniche, la penisola scandinava e la Russia. Come si può osservare nella previsione ufficiale che arriva fino a +84 ore e che quindi è valida per il pomeriggio di giovedì 11 settembre sulla superficie isobarica di 500 hPa (ci troviamo a circa 5600-5700 metri), una nuova circolazione chiusa di bassa pressione in quota si avvicinerà probabilmente al settore alpino centro-orientale ed al Nord-Est con il suo carico di aria più fresca che, sulla Germania, potrebbe far scendere la temperatura, sempre a quella quota, su valori intorno ai -20 °C. Quale potrebbe essere la traiettoria che intraprenderà la goccia fredda? Questa volta, l’incertezza che accompagna come sempre le dinamiche legate a questo tipo di configurazioni particolari non sembra essere così elevata, almeno se ci spingiamo fino al 12-13 settembre. Gli scenari di ensemble, infatti, sono orientati a dar credito ad un’evoluzione non propensa ad un ingresso deciso della struttura sul Mediterraneo: la goccia fredda, infatti, dovrebbe rimanere parcheggiata con il suo nucleo più fresco oltralpe e da qui estendere la sua influenza, ancora tutta da valutare in termini di fenomeni, specie alle regioni centro-settentrionali. Più marginali, invece, dovrebbero essere gli effetti per le regioni del Sud.

 

Andrea Corigliano
Andrea Corigliano

Andrea Corigliano, laureato in fisica, meteorologo e divulgatore scientifico, ha collaborato con il col. Mario Giuliacci presso il centro MeteoGiuliacci. E' stato docente di meteorologia. Collabora con l’Associazione Bernacca.

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