Correnti previste il 10 gennaio 2015.

Intenso flusso zonale alle alte latitudini. Ed in Italia arriva l’aria calda subtropicale.

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L’immagine rappresenta la posizione della corrente a getto polare prevista per sabato 10 gennaio, ovvero la posizione di quel fiume d’aria che si muove a circa 9000 metri di quota con velocità spesso superiori ai 150 chilometri orari e che individua un po’ la linea di confine tra le aree occupate dall’aria fredda polare (a nord) e quelle occupate dall’aria calda subtropicale (a sud). In questa dinamica sono scritte le vicissitudini del tempo a scala planetaria e nell’ondulazione di questa corrente lo scambio energetico tra le alte e le basse latitudini. Non c’è nulla di strano in questo meccanismo che si rinnova di continuo, se non fosse che nel prossimo fine settimana la posizione di questa corrente sarà a latitudini più settentrionali del solito a causa di una configurazione sinottica di tipo NAO positiva che, come abbiamo avuto già modo di vedere, si traduce con un’intensificazione sia del Ciclone d’Islanda nelle aree occupate dall’aria fredda, sia dell’Anticiclone delle Azzorre nelle aree occupate dall’aria calda. Lo spostamento verso più alte latitudini della zona di interazione tra due masse d’aria così diverse sposterà inevitabilmente verso nord anche la posizione del flusso perturbato che proprio da questa interazione trae linfa per strutturarsi e sostenersi. Ma inevitabilmente, si estenderà verso nord anche il raggio d’azione della circolazione di aria calda subtropicale che, proprio nel prossimo fine settimana, ingloberà in pieno anche tutto il Mediterraneo centro-occidentale. Ed è qui che bisognerà ricercare la causa della pesante anomalia di temperatura che, tra sabato e domenica, farà sì che l’Italia viva molto probabilmente due giornate dal clima prettamente primaverile, soprattutto sulle regioni settentrionali dove torneranno probabilmente a soffiare venti di föhn. Non è tanto, infatti, il fenomeno del föhn a fare notizia – visto che l’interazione di una massa d’aria con il baluardo alpino può portare spesso a questo tipo di dinamica – quanto piuttosto gli ingredienti che l’atmosfera sceglierà per creare l’evento. Il raggiungimento di picchi di temperatura anche superiori ai 20 °C, nel caso del Nord-Ovest, sarà più che altro dovuto all’origine della massa d’aria che parteciperà all’evento: si tratta di una massa d’aria subtropicale, cioè già calda in partenza, che riceverà un ulteriore riscaldamento per compressione adiabatica dopo aver scavalcato la catena alpina. Volendo fare un paragone, sarebbe un po’ come dire che il föhn userà sostanze dopanti (cioè una massa d’aria già calda in partenza) prima di arrivare a valle. All’origine quindi di condizioni particolarmente miti, seppure in parte indotte da effetti locali come nel caso del Nord-Ovest, c’è la presenza di una massa d’aria che non dovrebbe, in questo periodo dell’anno, raggiungere le nostre latitudini perché l’Anticiclone delle Azzorre non dovrebbe occupare la posizione che andrà ad occupare. Ed allora, ecco che si fa presto ad avvicinarsi ai record.

Andrea Corigliano

Correnti previste il 10 gennaio 2015.

Correnti previste il 10 gennaio 2015.

Andrea Corigliano
Andrea Corigliano

Andrea Corigliano, laureato in fisica, meteorologo e divulgatore scientifico, ha collaborato con il col. Mario Giuliacci presso il centro MeteoGiuliacci. E' stato docente di meteorologia. Collabora con l’Associazione Bernacca.

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