Inverno 2014-2015: un’occasione per capire la differenza tra “tempo” e “clima”.

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Mancano tre settimane alla fine dell’inverno meteorologico e non è ancora tempo di bilanci definitivi. Ma possiamo comunque osservare l’andamento della stagione fino a questo momento per comprendere alcuni concetti importanti su cui spesso di fa confusione: il “tempo meteorologico” ed il “clima”. La motivazione che mi spinge a proporre questo chiarimento è la superficialità con cui, molto spesso, si parla del comportamento di una stagione: si tratta di giudizi che focalizzano l’attenzione sui particolari e che perdono di vista l’andamento d’insieme, forse per far notare che previsioni fantasiose emesse con mesi e mesi di anticipo sono state azzeccate. In pratica, il tutto funziona come se, osservando in una scatola 95 biglie colorate e 5 biglie bianche, si sostenesse che la maggior parte delle biglie sono bianche. Un grave errore di valutazione, non trovate?

Partiamo allora dal comportamento d’insieme, che nel nostro caso si chiama “clima”: per definizione, dico che il clima è “la traccia lasciata nel tempo cronologico dal tempo meteorologico”. Vale a dire che il comportamento complessivo di una stagione – in questo caso dell’inverno – è data da un’evoluzione nel tempo cronologico dell’evoluzione meteorologica quotidiana. Se mediando questa evoluzione otteniamo un certo segnale, significa che quel segnale mi rappresenta quelle che sono state le condizioni meteorologiche prevalenti che si sono avvicendate nel corso della stagione. Al momento, che cosa possiamo dire allora per la stagione in atto? Qual è stato il segnale significativo dell’inverno? Dai dati elaborati dall’Istituito di Scienze dell’Atmosfera e del Clima di Bologna, apprendiamo che il segnale caratteristico dell’inverno 2014-2015 è quello positivo: i primi due mesi sono stati cioè più caldi del normale. In particolare, dicembre ha segnato un’anomalia di temperatura di +1.8 °C e gennaio di +1.2 °C rispetto ai valori climatici di riferimento del trentennio 1971-2000. Probabilmente anche febbraio sarà contrassegnato dal segno positivo, visto che dando credito alla linea di tendenza nei prossimi giorni sarebbe in vista un periodo piuttosto lungo caratterizzato da temperature al di sopra della norma.

Se dalla visione di insieme – e cioè valutando il comportamento climatico della stagione – ci spostiamo ad osservare nel dettaglio i singoli eventi meteorologi, possiamo osservare come gli episodi invernali si contano, alla fin fine, sulle dita di una mano: annotiamo le due nevicate su alcune aree del Nord di fine dicembre e di inizio febbraio e le due ondate di freddo intenso di fine dicembre e quella attuale – ma di breve durata – che hanno interessato in particolare le regioni adriatiche centrali ed il Sud Italia, con tanto di neve che si è spinta lungo la costa, anche in zone dove i paesaggi imbiancati sono davvero una rarità. Non deve meravigliare, allora, il fatto che un inverno più caldo del normale può essere composto anche da eventi che possono apparire insoliti, ma che si prestano molto bene ad essere definiti “epocali” e che facilmente vengono poi presi come rappresentativi del comportamento di un’intera stagione. Attenzione, si commette un errore in questo tipo di valutazione. Perché un inverno si definisce “più freddo nella norma” quando è il segnale complessivo a portare il segno “meno”, perché quel segnale – come abbiamo detto prima – rappresenta quelle che sono state le condizioni meteorologiche dominanti che si sono avvicendate nel corso della stagione. Potete benissimo comprendere allora che, senza sminuire eventi insoliti che troveranno sicuramente il loro posto negli annali climatologici, un numero limitato di fenomeni riconducibili all’inverno vero e proprio non possono far cambiare un giudizio d’insieme legato ad un segnale ben preciso che, per l’inverno 2014-2015, porterà inevitabilmente il segno più.

tempo e clima

Andrea Corigliano
Andrea Corigliano

Andrea Corigliano, laureato in fisica, meteorologo e divulgatore scientifico, ha collaborato con il col. Mario Giuliacci presso il centro MeteoGiuliacci. E' stato docente di meteorologia. Collabora con l’Associazione Bernacca.

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