La difficile previsione dei temporali di forte intensità e l’inutilità delle previsioni comune per comune : il caso dello Spezzino ne è un chiaro esempio

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Nella notte scorsa un forte temporale ha interessato lo spezzino. La distribuzione delle precipitazioni ci fornisce utili indicazioni su quanto sia difficile la localizzazione di questi fenomeni che, limitati nel tempo e nello spazio, non interessano mai un intero territorio provinciale. Ed anche a livello comunale, tra l’altro, possono esserci evidenti differenze per quanto riguarda gli accumuli. La mappa areale delle precipitazioni cadute, elaborata da ARPA Liguria, mostra innanzitutto che le cumulate più significative si sono verificate a cavallo tra le province di Genova e La Spezia, con i picchi che comunque hanno interessato soprattutto l’alta Val di Vara: in particolare, spiccano i 185 mm di Varese Ligure ed i 220 mm del Monte Cuccarello. I pluviometri delle due stazioni meteo hanno rilevato ratei orari tipici del NUBIFRAGIO (si vedano le barre indicate dalle frecce nere): l’intensa precipitazione è risultata più insistente su Varese Ligure dove, a seguito dei 63 mm caduti tra le ore 01:00 e le ore 02:00 si sono sommati altri 70 mm caduti tra le ore 02:00 e le ore 03:00 (ore locali). Ma anche il golfo spezzino, tra le 6 e le 8 di questa mattina, è stato interessato da precipitazioni localmente intense generale da un temporale alquanto localizzato. Sembra quasi una forzatura affermare che, LIMITATAMENTE AD UN GOLFO, le precipitazioni sono state LOCALMENTE di forte intensità (ed, in effetti, in sede previsionale è una forzatura bella e buona!): solo in sede di analisi dell’evento avvenuto si può invece osservare fino a che punto si possa spingere la localizzazione di questo tipo di fenomeni: dai dati si può osservare, infatti, la differenza di cumulata tra l’area centrale del Golfo – la stazione del Comune ha totalizzato in tutto l’evento appena 20 mm – e quella orientale dove sono caduti fino a 90 mm. Credete davvero che un’applicazione scaricata sul cellulare sia riuscita a dare, anche con sole 6 ore di anticipo, una previsione così accurata? Ho molti dubbi. Ma tanti!

Morale del discorso: la previsione dei fenomeni intensi si fa indicando un’area piuttosto vasta dove, in base ai vari strumenti che il meteorologo ha a disposizione, risulta elevata la probabilità che tali fenomeni si possano verificare. È importante capire questo: perché se da un lato si evitano fregature, dall’altro si apprezza meglio una meteorologia più scientifica.

Foto: LA DIFFICILE PREVISIONE DEI TEMPORALI DI FORTE INTENSITÀ E L’INUTILITÀ DELLE PREVISIONI COMUNE PER COMUNE: IL CASO DELLO SPEZZINO NE È UN CHIARO ESEMPIO.

Nella notte scorsa un forte temporale ha interessato lo spezzino. La distribuzione delle precipitazioni ci fornisce utili indicazioni su quanto sia difficile la localizzazione di questi fenomeni che, limitati nel tempo e nello spazio, non interessano mai un intero territorio provinciale. Ed anche a livello comunale, tra l’altro, possono esserci evidenti differenze per quanto riguarda gli accumuli. La mappa areale delle precipitazioni cadute, elaborata da ARPA Liguria, mostra innanzitutto che le cumulate più significative si sono verificate a cavallo tra le province di Genova e La Spezia, con i picchi che comunque hanno interessato soprattutto l’alta Val di Vara: in particolare, spiccano i 185 mm di Varese Ligure ed i 220 mm del Monte Cuccarello. I pluviometri delle due stazioni meteo hanno rilevato ratei orari tipici del NUBIFRAGIO (si vedano le barre indicate dalle frecce nere): l’intensa precipitazione è risultata più insistente su Varese Ligure dove, a seguito dei 63 mm caduti tra le ore 01:00 e le ore 02:00 si sono sommati altri 70 mm caduti tra le ore 02:00 e le ore 03:00 (ore locali). Ma anche il golfo spezzino, tra le 6 e le 8 di questa mattina, è stato interessato da precipitazioni localmente intense generale da un temporale alquanto localizzato. Sembra quasi una forzatura affermare che, LIMITATAMENTE AD UN GOLFO, le precipitazioni sono state LOCALMENTE di forte intensità (ed, in effetti, in sede previsionale è una forzatura bella e buona!): solo in sede di analisi dell’evento avvenuto si può invece osservare fino a che punto si possa spingere la localizzazione di questo tipo di fenomeni: dai dati si può osservare, infatti, la differenza di cumulata tra l’area centrale del Golfo – la stazione del Comune ha totalizzato in tutto l’evento appena 20 mm – e quella orientale dove sono caduti fino a 90 mm. Credete davvero che un’applicazione scaricata sul cellulare sia riuscita a dare, anche con sole 6 ore di anticipo, una previsione così accurata? Ho molti dubbi. Ma tanti!  

Morale del discorso: la previsione dei fenomeni intensi si fa indicando un’area piuttosto vasta dove, in base ai vari strumenti che il meteorologo ha a disposizione, risulta elevata la probabilità che tali fenomeni si possano verificare. È importante capire questo: perché se da un lato si evitano fregature, dall’altro si apprezza meglio una meteorologia più scientifica.

 

Andrea Corigliano

Andrea Corigliano
Andrea Corigliano

Andrea Corigliano, laureato in fisica, meteorologo e divulgatore scientifico, ha collaborato con il col. Mario Giuliacci presso il centro MeteoGiuliacci. E' stato docente di meteorologia. Collabora con l’Associazione Bernacca.

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