La magia di Guadagnolo

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Ieri notte, uscito dal lavoro ho fatto una sortita a Guadagnolo ormai certo che ci avesse nevicato sopra. E’ questa una piccola frazione isolata della provincia di Roma, a 1215 mt.
La prima neve la incontro a 870 metri in corrispondenza del cartello che segna il confine tra Castel S. Pietro e Capranica Prenestina: è presente sul manto stradale, poco più che una poltiglia.
Un chilometro dopo aver superato Capranica sulla strada per Guadagnolo la cosa comincia a farsi interessante
Decido così di mettere le calze perché è la prima vera volta che guido sulla neve con la Yaris.

La calze montate sulla Yaris

La calze montate sulla Yaris

Salgo salgo salgo ma la rupe di Guadagnolo non si vede, il cielo è ancora molto coperto ma l’ultima precipitazione l’ho incontrata a San Cesareo.
Ad un certo punto capisco che il limite delle nubi è poco sopra la mia testa, vedo una luce, mi fermo. Guadagnolo è lì sopra, immerso in un’atmosfera irreale con le nuvole che lo ammantano:

Guadagnolo nelle nuvole

Guadagnolo nelle nuvole

Poco prima della salita finale sorpasso dei ragazzi che tentano di salire senza catene: sono matti anche più di me, credo che alla fine desistano. Io grazie alle calze riesco a salire e la mitica piazzetta mi appare in tutto il suo bianco splendore.

La rotonda di Guadagnolo

La rotonda di Guadagnolo

La rotonda di Guadagnolo

La rotonda di Guadagnolo

La rotonda di Guadagnolo

La rotonda di Guadagnolo

Non resisto e faccio pure qualche autoscatto: ci sono 0 gradi e la tentazione è di mettermi in maglietta o peggio, ma sono in un luogo pubblico non si sa mai.

La rotonda di Guadagnolo

La rotonda di Guadagnolo

La rotonda di Guadagnolo

La rotonda di Guadagnolo

Parcheggiata l’auto decido di salire al Redentore e prendo decisamente per la porta del borgo, non ci sono impronte di nessuno sulla neve, forse solo un gatto ha violato il manto:

Verso la parte alta del borgo

Verso la parte alta del borgo

Il paesino è avvolto nel silenzio, rotto solo da un lontano latrato.

Poco fuori la porta

Poco fuori la porta

Dentro la porta

Dentro la porta

Se ci penso a mente lucida dico che ok, ho fatto una pazzia a salire a quest’ora, sfidare la neve, il sonno ecc. Ma stare quì a più di 1000 metri, con la neve ed il leggero soffio del vento e sapere che sotto di me c’è un paesino di vecchia gente di montagna che dorme al caldo dei camini è qualcosa che mi rigenera, è una di quelle cose che ti fanno sentire vivo.

Ci siamo io ed il Redentore e le antenne dietro: le ho sempre trovate orrende, ma stavota trovo l’inquadratura per servirmene, mi sembra di essere in una qualche futuribile colonia cristiana su Marte o sulla Luna.

Il Redentore

Il Redentore

Improvviso pure un autoscatto prima di scendere: il cielo si sta aprendo per una grossa pausa precipitativa. La temperatura è di 0 gradi, accumulo di 4 cm, leggerissima ventilazione. Alla prossima avventura.

Il Redentore

Il Redentore

Roberto Esposti
Roberto Esposti

Giornalista scientifico, analista, laureato in Scienze e Tecnologie della Comunicazione. Svolge l’attività di addetto stampa e web content manager. E’ socio fondatore.

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