La perturbazione numero 3 del mese spazzerà via il caldo: rischio forti temporali sabato sul Nord

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Foto: NEL FINE SETTIMANA LA PERTURBAZIONE N.3 DI GIUGNO METTERÀ FINE ALL’ONDATA DI CALDO: PROBABILI FORTI TEMPORALI, SABATO, SU PARTE DEL NORD. 

La strada verso il cambio di circolazione è ormai confermata: nel corso del prossimo fine settimana aria più fresca proveniente dal Nord Europa metterà fine a questa prima ondata di caldo dell’estate, portata come è noto dal promontorio in quota subtropicale di matrice nord-africana. Tale cambiamento farà affluire verso le nostre latitudini una massa d’aria che, avendo caratteristiche differenti rispetto a quella preesistente, darà luogo inevitabilmente ad contrasti che potrebbero essere anche piuttosto accesi: volendo usare una metafora, la situazione che si prefigura è paragonabile ad un FIAMMIFERO (cioè l’aria più fresca in arrivo, al seguito della PERTURBAZIONE 3 di giugno che nella notte tra venerdì e sabato si addosserà all’arco alpino centro-orientale come illustrato in figura 1), gettato in un CONTENITORE (cioè il catino padano), ricolmo di CARBURANTE (cioè il calore accumulato in questa ondata di caldo). Sulla carta, abbiamo detto che in questo tipo di dinamiche aumenta la probabilità di avere FORTI TEMPORALI, anche a carattere di NUBIFRAGIO con GRANDINATE e COLPI DI VENTO (si tratta comunque di fenomeni localizzati nello spazio-tempo). Visto che siamo arrivati a 72 ore dall’evento, possiamo iniziare ad inquadrare l’area che potrebbe essere soggetta a questo tipo di fenomeni, partendo dalla formulazione di tre domande consequenziali, le cui risposte ci aiuteranno a emettere una previsione che potrebbe avvicinarsi molto alla realtà. È lecito chiedersi: 

1) C’è una sufficiente quantità di energia che possa alimentare i temporali?
2) Ci sono le condizioni affinché, nei bassi strati atmosferici, possa partire la convezione temporalesca?
3) Ci sono le condizioni affinché tale convezione si mantenga e si rafforzi lungo tutta la colonna atmosferica? 

Se queste domande saranno tutte di risposta affermativa, è ovvio allora che sarà piuttosto elevata la probabilità che i temporali, anche di una certa intensità, si possano verificare. E dove? Nella figura 2, troviamo la risposta alla prima domanda: il parametro raffigurato mostra il CAPE, cioè l’energia potenziale che una particella d’aria ha a disposizione per la convezione, cioè per salire di quota. Come si può osservare, l’intervallo di valori previsti spazia all’incirca dai 1500 ai 2400 joule (unità di misura dell’energia) per ciascun chilogrammo di aria se quest’ultima avesse la possibilità di salire. Si tratta di un buon valore per la formazione di temporali. Nella figura 3, troviamo invece la risposta alla seconda domanda: con questo parametro, chiamato TOTAL TOTALS si vuole prevedere il grado di instabilità dell’aria nei bassi strati dell’atmosfera, cioè dove deve innescarsi il moto convettivo che vada a sostenere, dalle fondamenta, il temporale. I valori indicati, superiori a 50, dicono che diventa piuttosto elevata, per sabato, la probabilità di avere temporali intensi. Nella quarta figura, invece, troviamo la risposta all’ultima domanda: con questo parametro, chiamato LIFTED INDEX, si prevede il grado di instabilità della colonna atmosferica e valori, come quelli indicati, per lo più oscillanti tra -4 e -6 indicano, anche in questo caso, che la probabilità di avere temporali è piuttosto elevata. 

CONCLUSIONI: l’area compresa all’interno della linea rossa indicata nella quarta immagine è quella in cui sarà maggiormente elevata la probabilità, nella giornata di SABATO, di avere TEMPORALI DI FORTE INTENSITÀ, cioè di temporali che potrebbero dar luogo a NUBIFRAGI, GRANDINATE e COLPI DI VENTO. Per quanto riguarda il Levante Ligure e la Toscana settentrionale, che si troveranno sottovento al flusso da nord-est che accompagnerà il cambio di circolazione, non si esclude lo sconfinamento dei fenomeni dalla regione appenninica o qualche veloce fenomeno di passaggio, da monte verso mare. 

PS: ricordiamoci che eventuali messaggi di allerta meteo possono essere diramati solo dalla Protezione Civile. Lasciamo perdere gli annunci catastrofistici che girano o gireranno in rete. Non sono di pubblica utilità per la comprensione dell'evento e per fare prevenzione.La strada verso il cambio di circolazione è ormai confermata: nel corso del prossimo fine settimana aria più fresca proveniente dal Nord Europa metterà fine a questa prima ondata di caldo dell’estate, portata come è noto dal promontorio in quota subtropicale di matrice nord-africana. Tale cambiamento farà affluire verso le nostre latitudini una massa d’aria che, avendo caratteristiche differenti rispetto a quella preesistente, darà luogo inevitabilmente ad contrasti che potrebbero essere anche piuttosto accesi: volendo usare una metafora, la situazione che si prefigura è paragonabile ad un FIAMMIFERO (cioè l’aria più fresca in arrivo, al seguito della PERTURBAZIONE 3 di giugno che nella notte tra venerdì e sabato si addosserà all’arco alpino centro-orientale come illustrato in figura 1), gettato in un CONTENITORE (cioè il catino padano), ricolmo di CARBURANTE (cioè il calore accumulato in questa ondata di caldo). Sulla carta, abbiamo detto che in questo tipo di dinamiche aumenta la probabilità di avere FORTI TEMPORALI, anche a carattere di NUBIFRAGIO con GRANDINATE e COLPI DI VENTO (si tratta comunque di fenomeni localizzati nello spazio-tempo). Visto che siamo arrivati a 72 ore dall’evento, possiamo iniziare ad inquadrare l’area che potrebbe essere soggetta a questo tipo di fenomeni, partendo dalla formulazione di tre domande consequenziali, le cui risposte ci aiuteranno a emettere una previsione che potrebbe avvicinarsi molto alla realtà. È lecito chiedersi:

1) C’è una sufficiente quantità di energia che possa alimentare i temporali?
2) Ci sono le condizioni affinché, nei bassi strati atmosferici, possa partire la convezione temporalesca?
3) Ci sono le condizioni affinché tale convezione si mantenga e si rafforzi lungo tutta la colonna atmosferica?

Se queste domande saranno tutte di risposta affermativa, è ovvio allora che sarà piuttosto elevata la probabilità che i temporali, anche di una certa intensità, si possano verificare. E dove? Nella figura 2, troviamo la risposta alla prima domanda: il parametro raffigurato mostra il CAPE, cioè l’energia potenziale che una particella d’aria ha a disposizione per la convezione, cioè per salire di quota. Come si può osservare, l’intervallo di valori previsti spazia all’incirca dai 1500 ai 2400 joule (unità di misura dell’energia) per ciascun chilogrammo di aria se quest’ultima avesse la possibilità di salire. Si tratta di un buon valore per la formazione di temporali. Nella figura 3, troviamo invece la risposta alla seconda domanda: con questo parametro, chiamato TOTAL TOTALS si vuole prevedere il grado di instabilità dell’aria nei bassi strati dell’atmosfera, cioè dove deve innescarsi il moto convettivo che vada a sostenere, dalle fondamenta, il temporale. I valori indicati, superiori a 50, dicono che diventa piuttosto elevata, per sabato, la probabilità di avere temporali intensi. Nella quarta figura, invece, troviamo la risposta all’ultima domanda: con questo parametro, chiamato LIFTED INDEX, si prevede il grado di instabilità della colonna atmosferica e valori, come quelli indicati, per lo più oscillanti tra -4 e -6 indicano, anche in questo caso, che la probabilità di avere temporali è piuttosto elevata.

CONCLUSIONI: l’area compresa all’interno della linea rossa indicata nella quarta immagine è quella in cui sarà maggiormente elevata la probabilità, nella giornata di SABATO, di avere TEMPORALI DI FORTE INTENSITÀ, cioè di temporali che potrebbero dar luogo a NUBIFRAGI, GRANDINATE e COLPI DI VENTO. Per quanto riguarda il Levante Ligure e la Toscana settentrionale, che si troveranno sottovento al flusso da nord-est che accompagnerà il cambio di circolazione, non si esclude lo sconfinamento dei fenomeni dalla regione appenninica o qualche veloce fenomeno di passaggio, da monte verso mare.

PS: ricordiamoci che eventuali messaggi di allerta meteo possono essere diramati solo dalla Protezione Civile. Lasciamo perdere gli annunci catastrofistici che girano o gireranno in rete. Non sono di pubblica utilità per la comprensione dell’evento e per fare prevenzione.

Andrea Corigliano
Andrea Corigliano

Andrea Corigliano, laureato in fisica, meteorologo e divulgatore scientifico, ha collaborato con il col. Mario Giuliacci presso il centro MeteoGiuliacci. E' stato docente di meteorologia. Collabora con l’Associazione Bernacca.

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