La primavera continua balbettando

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Ci avviamo verso l’estate, ma per il momento le condizioni del tempo si mantengono variabili e non particolarmente calde.
D’altra parte la circolazione dei venti continua ad essere piuttosto vivace ad alta quota: l’aria calda dai Tropici insiste nello spingere verso l’Artico, senza però troppa convinzione, inducendo bolle di aria più fredda a staccarsi dalla calotta per poi scivolare verso le latitudini più basse e giacere lì finché non si esauriscono sotto i colpi di piogge e temporali.
E di conseguenza le alte pressioni calde – senza una spinta decisa che le porti a scaldare la terraferma per poi insediarvisi – fanno fatica a imporsi al di fuori dei loro domini di provenienza.
Pertanto la circolazione dei venti rimane vivace ma sonnacchiosa, riproponendo basse e alte pressioni più o meno sempre nelle stesse posizioni e con le stesse traiettorie; una condizione che non ha motivo di cambiare in un prossimo futuro, per il continuo arrivo di aria fresca dall’Oceano verso la terraferma e quindi per il mancato surriscaldamento delle lande europee come invece la stagione inizierebbe a imporre.

E’ vero, se guardiamo fuori dei confini europei vediamo che in questi ultimi giorni aria calda è stata pompata in massa dai Tropici asiatici verso il Mar Caspio, il sud della Russia e l’Ucraina, ma qui il discorso è diverso: non ci sono oceani vicini che possano soffiare aria umida e fresca a contrastare le invasioni di aria calda, quindi non c’è il terreno pronto per trascinare (con le Correnti a Getto) forti alte pressioni calde fin qua. E di conseguenza l’aria non è stabile, con il tempo che rimane a rischio temporale, anche violento.
Questa condizione sta oltretutto portando ad un doppio effetto: qui l’aria si sta scaldando, fino a superare agevolmente i 30 gradi; ma più a nord – dove l’aria calda si sta spalmando senza trovare grossi ostacoli e stemperandosi solo in parte – la Corrente a Getto sta riprendendo a correre veloce verso est per il contrasto (che a queste latitudini C’E’!) con l’aria ancora fredda che domina a ridosso della calotta artica e della costa nord della Russia.

Ma in tutto questo baillame cosa dobbiamo aspettarci?
A livello di condizioni del cielo non ci saranno cambiamenti per un bel po’ su gran parte d’Italia: come già accennato qualche giorno fa tornerà a formarsi qualche piccola perturbazione che velocemente attraverserà sia il Nord che il sud Italia, portando di quando in quando alcune ore di nuvole e qualche temporale, accompagnati da raffiche di vento, talvolta forti e fastidiose.
A livello di circolazione generale dei venti invece la novità sarà rappresentata – verso venerdì o sabato – dall’arrivo in direzione dei Balcani e dell’Italia di quell’aria fredda dalla calotta russa di cui parlavo poche righe sopra, aria che probabilmente riuscirà a rimescolare alla lunga le carte in tavola, e forse a dare indirettamente la possibilità alle alte pressioni estive di svegliarsi almeno su alcune regioni europee (non necessariamente l’Italia).

Ma sto andando davvero troppo in là, perché stiamo parlando di una prospettiva a 8-10 giorni almeno. Intanto concentriamoci sulla mappa per martedì a tarda sera vedendo che nei dintorni dell’Italia (ma un po’ su tutta l’Europa) non sarà cambiato niente rispetto ad adesso e al recente passato: pressione relativamente bassa, aria instabile, con centri motori sparpagliati sul territorio (uno sulla Francia, come ci aspettavamo), una perturbazione appena passata sul nord Italia e visibile sull’Austria, un’altra in formazione sul nord Africa e pronta ad attraversare il sud.
Verso destra ecco invece delinearsi il lungo fronte di aria più fredda e asciutta dal nord della Russia fino al Baltico, pronto a scivolare verso sud e sfiorare (o toccare? E’ ancora da capire) l’Italia tra venerdì e sabato.

gfs

Lorenzo Catania
Lorenzo Catania

Lorenzo Catania, meteorologo, laureato in Fisica con specializzazione in Fisica dell'Atmosfera e Meteorologia. Redattore per Meteolive, Classmeteo, Meteoreport. Collabora con l’Associazione Bernacca.

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