La primavera finirà con tempo più fresco ed instabile

0 19
Stiamo per entrare nell’ultima settimana della primavera che dal punto di vista meteorologico si chiuderà sabato 31 maggio. Fino all’ultimo, questa stagione di transizione desidera mantenere inalterate le proprie caratteristiche che, come dovrebbe essere chiaro, denotano ancora l’irrequietezza di un’atmosfera sulla via di cercare una maggiore e prolungata stabilità che, almeno dal punto di vista climatico, dovrebbe essere ormai vicina. Nei prossimi giorni, in particolare, saranno due le attrici che contribuiranno a farci ancora apprezzare questo volto più fresco ed instabile della stagione: dapprima le correnti atlantiche e poi, probabilmente, quelle settentrionali che potrebbero giungere dalle latitudini artiche ma che, spingendosi fino alle basse latitudini, avranno ovviamente modo di mitigarsi strada facendo. Prendendo come riferimento la superficie isobarica di 500 hPa, possiamo quindi affermare che il Mediterraneo e l’Italia si troveranno complessivamente in un regime di altezze di geopotenziale più basse, ovvero risentiranno degli effetti di un avvallamento della superficie di 500 hPa, la cui massima profondità si collocherà in due zone diverse.

Nella prima parte della settimana avrà in mano le redini della circolazione il minimo di altezza di geopotenziale (B) presente ad ovest delle Isole Britanniche che farà scivolare verso la nostra penisola la perturbazione 7 di maggio (il cui transito è previsto tra domani sera e mercoledì): questo sistema nuvoloso si mostrerà probabilmente più attivo sulle regioni centro-settentrionali in quanto qui le isoipse (linee bianche) imprimeranno molto probabilmente una maggiore curvatura ciclonica al flusso. Nella seconda parte della settimana, invece, una modifica del pattern sinottico legato ad un aumento delle altezze di geopotenziale proprio laddove era aperto il canale di connessione all’Oceano Atlantico, sposterà gli equilibri dei centri motore del nostro tempo: continueremo a trovarci in regime di altezze di geopotenziale più basse, ma questa volta il minimo di tali altezze potrebbe collocarsi sull’Europa centro-orientale e, da questa posizione, pilotare ad ampio raggio verso la nostra penisola aria più fresca ed instabile proveniente da latitudini più settentrionali. Queste condizioni saranno quelle che faciliteranno lo sviluppo più e meno diffuso (da valutare nei prossimi giorni) di nubi a sviluppo verticale, associate a rovesci e temporali, che trarranno energia anche dal riscaldamento diurno del terreno.

Foto: LA PRIMAVERA FINIRÀ CON TEMPO PIÙ FRESCO ED INSTABILE

Stiamo per entrare nell’ultima settimana della primavera che dal punto di vista meteorologico si chiuderà sabato 31 maggio. Fino all’ultimo, questa stagione di transizione desidera mantenere inalterate le proprie caratteristiche che, come dovrebbe essere chiaro, denotano ancora l’irrequietezza di un’atmosfera sulla via di cercare una maggiore e prolungata stabilità che, almeno dal punto di vista climatico, dovrebbe essere ormai vicina. Nei prossimi giorni, in particolare, saranno due le attrici che contribuiranno a farci ancora apprezzare questo volto più fresco ed instabile della stagione: dapprima le correnti atlantiche e poi, probabilmente, quelle settentrionali che potrebbero giungere dalle latitudini artiche ma che, spingendosi fino alle basse latitudini, avranno ovviamente modo di mitigarsi strada facendo. Prendendo come riferimento la superficie isobarica di 500 hPa, possiamo quindi affermare che il Mediterraneo e l’Italia si troveranno complessivamente in un regime di altezze di geopotenziale più basse, ovvero risentiranno degli effetti di un avvallamento della superficie di 500 hPa, la cui massima profondità si collocherà in due zone diverse. 

Nella prima parte della settimana avrà in mano le redini della circolazione il minimo di altezza di geopotenziale (B) presente ad ovest delle Isole Britanniche che farà scivolare verso la nostra penisola la perturbazione 7 di maggio (il cui transito è previsto tra domani sera e mercoledì): questo sistema nuvoloso si mostrerà probabilmente più attivo sulle regioni centro-settentrionali in quanto qui le isoipse (linee bianche) imprimeranno molto probabilmente una maggiore curvatura ciclonica al flusso. Nella seconda parte della settimana, invece, una modifica del pattern sinottico legato ad un aumento delle altezze di geopotenziale proprio laddove era aperto il canale di connessione all’Oceano Atlantico, sposterà gli equilibri dei centri motore del nostro tempo: continueremo a trovarci in regime di altezze di geopotenziale più basse, ma questa volta il minimo di tali altezze potrebbe collocarsi sull’Europa centro-orientale e, da questa posizione, pilotare ad ampio raggio verso la nostra penisola aria più fresca ed instabile proveniente da latitudini più settentrionali. Queste condizioni saranno quelle che faciliteranno lo sviluppo più e meno diffuso (da valutare nei prossimi giorni) di nubi a sviluppo verticale, associate a rovesci e temporali, che trarranno energia anche dal riscaldamento diurno del terreno.
Andrea Corigliano
Andrea Corigliano

Andrea Corigliano, laureato in fisica, meteorologo e divulgatore scientifico, ha collaborato con il col. Mario Giuliacci presso il centro MeteoGiuliacci. E' stato docente di meteorologia. Collabora con l’Associazione Bernacca.

View all contributions by Andrea Corigliano

Website: https://www.facebook.com/andreacorigliano.meteorologo

Leave a reply

You must be logged in to post a comment.

Associazione Edmondo Bernacca Onlus
Via Lazio, 14 Località Vivaro 00040 Rocca Di Papa (RM)
P.I. 09202051000 info@associazionebernacca.it