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La quinta ondata di caldo dell’estate si prepara per i primi di agosto

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Facciamo incetta del fresco, finchè possiamo. Il consiglio scaturisce dall’analisi degli ultimi prodotti numerici probabilistici di previsione. Partendo dal fatto che, ai fini di prognosi, va al momento consultata esclusivamente la cartografia elaborata con tecnica d’ensemble – escludendo in tal modo di rincorrere a vuoto gli sbalzi di umore di ogni singolo run dei modelli cosiddetti deterministici”, commentiamo cosa ci attende nell’evoluzione a media scadenza.

La nostra attenzione va in particolare al nuovo probabile rialzo delle temperature sul nostro Paese all’esaurimento dell’attuale sventagliata fresca, ossia all’inizio di agosto. Il target che si impone all’attenzione è quello della prima settimana del nuovo mese allorquando, per motivi legati alla circolazione generale, pare possibile l’ennesima sortita dell’anticiclone nord-africano sulle lande euro-mediterranee.

Partiamo dagli elementi probabili: carta in alto (click per aprirla). Rappresenta la distribuzione delle masse d’aria sul piano isobarico di 850hPa (circa 1.500 metri di quota) prevista dalle 20 corse parallele del modello americano GFS per le ore centrali del 2 agosto prossimo. Si nota la probabile invasione di aria calda sull’Italia (area rossa) e l’allontanamento di quella fresca (area azzurra).

ens-gfsNel mezzo un canale, largo mediamente 800 chilometri, entro il quale si collocherà l’isoterma di 15°C. Va da sè che, già da questi elementi, si può ritenere probabile una
nuova ondata di caldo sull’Italia, in modo particolare al centro, al sud e sulle Isole Maggiori. Resta da calibrare la posizione di quell’isoterma, ma soprattutto della +20°C e della +25°C (qui non rappresentate), ovvero quelle corrispondenti al nocciolo duro del caldo, che intersecheranno l’Italia permettendo di quantificare l’intensità di questa nuova fase canicolare. In altre parole, caldo, si, ma quanto caldo ancora non si può sapere.

Passiamo alle altre due figure proposte qui a fianco (sempre click per ingrandirle): entrambe rappresentano lo stesso parametro, ossia il campo di temperatura prevista a 1.500 metri, prendendo come riferimento la verticale di Roma. La prima figura mostra i 20 scenari del ens-ecmwfmodello GFS, la seconda i 50 scenari paralleli del modello inglese ECMWF. Ebbene, anche in questo caso il segnale di una nuova fase calda è piuttosto evidente, mentre si nota una relativa incertezza sull’entità e la durata dell’ondata di caldo in esame.

Il modello europeo è un po’ più clemente, quello americano va giù invece in modo più pesante. Anche in questo caso rimane comunque l’incertezza sull’esatta intensità del caldo in arrivo (vedi freccetta bianca con spread di circa 8-10 gradi tra i cluster estremi). Sarà argomento che seguiremo scrupolosamente nei prossimi editoriali.

Luca Angelini

Luca Angelini
Luca Angelini

Naturalista, ha lavorato come previsore presso il sito MeteoLive.it, collabora come redattore per l'Associazione Meteonetwork e con l'Associazione Bernacca di cui è socio.

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