L’anomalia della circolazione atmosferica di luglio in Europa: ecco i segnali dominanti che hanno plasmato il nostro tempo

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Abbiamo più volte presentato, nelle ultime analisi, la pesante impronta dell’instabilità che ha condizionato i primi due mesi estivi andando a seguire la frequenza temporalesca sulla nostra penisola e sulle aree prospicienti. Limitatamente al mese di luglio, troviamo riscontro anche a più vasta scala delle condizioni piuttosto anomale che ci hanno interessato andando ad analizzare l’anomalia del campo di altezza di geopotenziale a 500 hPa (Z500), valutando cioè di quanto si è portata a “quote” più alte o più basse del normale la superficie isobarica di 500 hPa (vedi figura). Si osservano tre segnali atmosferici dominanti. Il primo: una debole anomalia negativa di Z500 sull’arcipelago delle Azzorre, ad indicare che nel mese passato l’Anticiclone omonimo è stato, in questa zona, un po’ più debole del normale ed in queste condizioni non ha avuto la forza di spingersi con convinzione verso il Mediterraneo. Il secondo: una debole anomalia negativa di Z500 anche sull’Islanda, ad indicare che il Ciclone omonimo è stato un po’ più intenso del normale ed è stato quindi in grado di mantenere mediamente più attiva l’attività perturbata atlantica. Il terzo: una forte anomalia positiva di Z500 sulla penisola scandinava, ad indicare la frequenza con cui un’area di alta pressione di natura dinamica ha interessato le alte latitudini ed è stata responsabile non solo di temperature al suolo che qui si sono spinte fino a 4-6 °C oltre la media del periodo, ma anche di impedire al flusso atlantico di scorrere a quelle latitudini.

Ed alle nostre latitudini? In Italia non abbiamo avuto altro che l’effetto combinato di questi tre segnali, in quanto:

1) la presenza di una frequente figura anticiclonica alle alte latitudini ha costretto un ramo della corrente a getto a spianarsi la strada a latitudini inferiori (è un caso classico: già il Generale Bernacca, nelle sue trasmissioni, diceva che ad un’area di alta pressione sulla Scandinavia corrisponde molto spesso un’area di bassa pressione sul Mediterraneo);

2) un Anticiclone delle Azzorre più debole del normale non ha avuto la forza di contrastare il flusso perturbato atlantico che è stato in parte costretto a scendere a latitudini un po’ insolite per il periodo;

3) un Ciclone d’Islanda più intenso del normale ha impresso una maggiore spinta ai sistemi perturbati, permettendo loro di trovare in quel VARCO da NW (vi ricordate quante volte lo abbiamo nominato nelle analisi?) l’unica strada facilmente percorribile.

ANOMALIA LUGLIO

Andrea Corigliano
Andrea Corigliano

Andrea Corigliano, laureato in fisica, meteorologo e divulgatore scientifico, ha collaborato con il col. Mario Giuliacci presso il centro MeteoGiuliacci. E' stato docente di meteorologia. Collabora con l’Associazione Bernacca.

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Website: https://www.facebook.com/andreacorigliano.meteorologo

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