Correnti ed ENS al 2 gennaio 2015.

L’atmosfera non lascia la vecchia strada: si ritorna a condizioni prevalentemente miti ed anticicloniche.

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Due giorni di freddo intenso e di inverno con la I maiuscola: questo è quanto è riuscito a portare a casa il mese di dicembre che ha chiuso con valori superiori alla norma climatica ed ha passato il testimone a gennaio che, a quanto pare, almeno nella prima parte sembra voler proseguire sulla stessa strada. Da una valutazione generale fatta osservando la linea di tendenza a medio e lungo termine proposta dai principali modelli a scala globale, emerge infatti l’intenzione da parte dell’atmosfera di continuare a mostrare una dinamica poco propensa ad un cambiamento radicale della configurazione sinottica che faccia così pensare ad un deciso cambio di passo di una stagione invernale ancora poco convincente: senza nulla togliere all’intensità della recente ondata di freddo che ha interessato in particolare le regioni centro-meridionali ed agli eventi fenomenologici a cui ha dato origine, la limitata durata di questa fase è comunque la prova che si è trattato di un episodio non riconducibile ad una modifica del segnale atmosferico dominante, caratterizzato da NAO positiva, che tenderà peraltro ad intensificarsi nuovamente nel corso dei prossimi giorni. La situazione che si prospetterebbe almeno fino a metà del mese – caratterizzata da un rinforzo dei campi barici alle alte ed alle basse latitudini con il Ciclone d’Islanda e l’Anticiclone delle Azzorre che saranno molto probabilmente più intensi del normale – potrebbe quindi essere dominata da una ripresa del flusso perturbato che tornerebbe a pilotare le perturbazioni dall’Atlantico al cuore dell’Europa, mantenendo però una traiettoria prevalentemente settentrionale rispetto alle nostre latitudini. La predicibilità del quadro sinottico appena descritto sarà maggiore laddove l’azione dei due centri motore sarà garanzia di un flusso zonale ben impostato perché guidato da un forte gradiente barico nord-sud: ciò non toglie, ovviamente, che le correnti occidentali possano viaggiare in seno ad ondulazioni di scarsa ampiezza (linea bianca tratteggiata) che potrebbero talvolta amplificarsi, soprattutto ad di fuori del raggio d’azione delle due figure bariche, portando così ad un’accentuazione dello scambio meridiano di masse d’aria per il rallentamento del flusso indotto dal venir meno della forza di gradiente. In quest’ottica evolutiva si inserisce il nuovo calo delle temperature, di gran lunga meno intenso rispetto al precedente ma ugualmente rapido nella sua evoluzione verso levante, che dovrebbe interessare le regioni adriatiche e quelle meridionali orientativamente tra il 5 ed il 7 gennaio: sembrerebbe questa, nei prossimi 10-15 giorni, l’unica nota di rilievo capace di spezzare una monotonia che sarà invece caratterizzata, complessivamente, da temperature che torneranno su valori al di sopra della media del periodo e da scarse precipitazioni.

Andrea Corigliano

Correnti ed ENS al 2 gennaio 2015.

Correnti ed ENS al 2 gennaio 2015.

Andrea Corigliano
Andrea Corigliano

Andrea Corigliano, laureato in fisica, meteorologo e divulgatore scientifico, ha collaborato con il col. Mario Giuliacci presso il centro MeteoGiuliacci. E' stato docente di meteorologia. Collabora con l’Associazione Bernacca.

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