L’attuale fase di El Nino permette di fare ipotesi su come trascorrerà l’inverno in Italia o in Europa? – Filippo Thiery

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Mentre stuoli di sedicenti esperti in meteorologia e climatologia (la maggior parte auto-proclamatisi tali nell’era del web 2.0 in cui basta scrivere un titolo professionale accanto al nome nel profilo, alcuni purtroppo in rappresentanza di enti di ricerca, peraltro stipendiati con quattrini pubblici) continuano a raccontarvi di sì, pur di ritagliarsi uno spazio sui media risposti a spacciare le frottole per “notizie”… per fortuna resistono (poche ma buone) sacche di serietà, onestà intellettuale e rispetto deontologico (sia giornalistico che meteorologico), che vi spiegano di no, cioè che fra gli indici di El Niño e le anomalie stagionali in Europa e nel Mediterraneo non sono stati mai individuati segnali di correlazione in grado di supportare ipotesi previsionali sulla stagione che verrà.
Approfitto della segnalazione per (ri)proporvi questa semplice figura, tratta dal sito della NOAA (l’agenzia federale meteorologica e climatologica statunitense), che vi mostra le zone del mondo in cui è possibile delineare ipotesi sulle anomalie stagionali (rispettivamente invernali ed estive nella figura di sopra e in quella di sotto, D=più secco del normale, R=più piovoso del normale, W=più caldo del normale) in conseguenza di episodi di El Niño.
Potete darla come esercizio di geografia in una quarta elementare, e anche gli scolari più disattenti vi sapranno dire che non esiste zona del nostro continente né dell’intero bacino del Mediterraneo dove tale segnale sia presente.
L’articolo serio ed onesto a cui facevo poc’anzi riferimento, invece, lo ha scritto Luca Mercalli su La Stampa, ed è disponibile qui:
http://www.lastampa.it/…/sar-il-nio-pi-caldo-di…/pagina.html

Ne cito solo tre righe, il resto però andatevelo a leggere.
“Se queste previsioni stagionali funzionassero, qualcuno avrebbe dovuto avvertirvi a maggio che avremmo avuto il luglio più caldo di sempre, oppure a settembre si sarebbe dovuto anticipare un novembre tra i più miti da un secolo.”

Ennesima dimostrazione che si può andare sui giornali anche raccontando semplicemente le cose come stanno, in modo asciutto ed essenziale, senza per forza cedere alle smanie dei giornalisti di creare la “notizia”, e che si può avere visibilità sui media senza fare a tutti i costi concessioni alle bufale che questi ultimi reclamano.

foto di Filippo Thiery.
Filippo Thiery
Massimo Ciccazzo
Massimo Ciccazzo

Geometra Laureato, appassionato di meteorologia. Dal 2006 Segretario dell'Associazione Edmondo Bernacca Onlus

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