Le incognite di una depressione Nord Africana in probabile movimento verso il Mar Ionio tra mercoledì 9 e giovedì 10 settembre – Andrea Corigliano

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Il cambio di circolazione che abbiamo avuto nelle ultime 24-48 ore ha portato anche sul Mediterraneo aria più fresca, con conseguente calo generalizzato delle temperature: la posizione di un campo anticiclonico sulle Isole Britanniche, in spostamento verso la penisola scandinava con il suo carico di aria fresca in discesa lungo il suo bordo orientale, è stato decisivo per allontanare dalle nostre latitudini il gran caldo che ha interessato le regioni meridionali fino all’altro ieri. Ma non tutte le potenzialità di questa nuova massa d’aria sono state ancora sfruttate: dal momento che è prevista sprofondare ancora più a sud fino a spingersi fin sull’entroterra algerino e tunisino, andrà ad interagire con l’aria più calda proveniente dall’entroterra libico. Tale dinamica sarà quindi proficua per la nascita di una perturbazione afro-mediterranea, a cui sarà associata una depressione che i modelli fisico-matematici prevedono in movimento verso il Mar Ionio tra mercoledì 9 e giovedì 10 settembre. La situazione, in realtà, è più complessa di come è stata appena descritta: stiamo infatti parlando di una ciclogenesi che la modellistica numerica fatica non poco ad inquadrare anche per via del fatto che sul Nord Africa i dati di inizializzazione forniti ai modelli – cioè le misure che mi dicono qual è lo stato iniziale dell’atmosfera da cui il modello inizia a prevedere lo stato futuro – non sono così fitti da avere una mappatura più realistica possibile dello stato iniziale dell’atmosfera. Per questo motivo, tra un modello e l’altro possono sussistere anche notevoli discrepanze sulla previsione, anche a poche ore dall’evento, di tutti i parametri meteorologici: da quanto potrebbe essere o meno marcato il calo della pressione al suolo, alla posizione che andrà ad assumere realmente il minimo quando si sarà formato, alla traiettoria che effettivamente intraprenderà la depressione stessa, all’interazione con l’orografia delle correnti cicloniche che, attivandosi, saranno più o meno intense a seconda di quanto sarà rispettivamente più o meno intenso il gradiente barico, alla localizzazione delle precipitazioni più forti e persistenti. Tenendo quindi conto di queste considerazioni, si ritiene che al momento la notizia più sensata da comunicare sia solo quella di affermare che i settori ionici di Sicilia, Calabria, e Basilicata, nonché la Puglia (specie i settori centro-meridionali) sono le aree che, tra mercoledì e giovedì, vedranno la probabilità più alta di avere temporali intensi capaci di portare piogge a carattere di nubifragio, anche particolarmente violento: ciò significa, ovviamente, che non avremo nubifragi su tutta la zona indicata, ma che ci saranno aree maggiormente soggette a tali fenomeni rispetto ad altre. Aree che, al momento, non è ancora possibile inquadrare con più precisione.

 

foto di Meteorologia.
 Andrea Corigliano

 

Massimo Ciccazzo
Massimo Ciccazzo

Geometra Laureato, appassionato di meteorologia. Dal 2006 Segretario dell'Associazione Edmondo Bernacca Onlus

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