Le linee guida del tempo della prossima settimana

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Come sappiamo, la previsioni meteorologiche sono un prodotto che scade piuttosto in fretta man mano che si allunga l’orizzonte temporale. E sappiamo anche che, in un bacino circondato da orografia complessa come il Mediterraneo, questa scadenza accelera e molto spesso… arriva prima che altrove, specie quando l’obiettivo della modellistica numerica diventa quello di inquadrare il possibile ingresso di una saccatura che magari poi evolve in goccia fredda. Pur restando fedeli ai limiti della predicibilità atmosferica che costituiscono le basi di un corretto approccio scientifico alle previsioni del tempo, bisogna anche riconoscere che ci sono casi – non così frequenti – il cui la previsione di una particolare “combinazione” di figure bariche non dà grossi problemi: i modelli numerici riescono così a simulare il comportamento del tempo anche fino a 7-10 giorni riuscendo a mostrare in modo piuttosto chiaro la linea di tendenza, senza perdersi nelle nebbie del caos atmosferico. A scanso di equivoci, ciò non significa che adesso sarà possibile allora dettagliare il tempo comune per comune ed ora per ora fino al 21 settembre, giorno ultimo del periodo di analisi che andiamo a considerare, ma che una volta tanto le soluzioni proposte dal modello mantengono nel tempo una certa stabilità che traduciamo con una maggiore attendibilità previsionale, espressa sempre in termini di “linea di tendenza”. È questo il caso della prossima settimana, quando le figure bariche dominanti sullo scenario europeo dovrebbero essere tre: un vortice di bassa pressione sulle coste meridionali dell’Europa occidentale, una rimonta anticiclonica di matrice subtropicale dall’entroterra nord africano ed un campo di alta pressione alle alte latitudini (vedi figura rielaborata). Ora, se si osserva in sequenza l’evoluzione di questo quadro sinottico compreso tra il 3° ed l’8° giorno di previsione a partire da oggi e descritto anche dalla sola corsa ufficiale, si può osservare che nel complesso l’intera struttura appena descritta rimane quasi stazionaria per tutto il periodo: vale a dire che si muove molto, molto lentamente da ovest verso est, nel letto delle correnti occidentali. Piccoli movimenti non possono che conferire quindi una certa stabilità al modello che, in questo modo, riuscirà a “controllare” meglio l’evoluzione rispetto ad una situazione molto più dinamica. È come se ci trovassimo quindi nelle condizioni di un perfetto equilibrio di “forze” tra il vortice ciclonico che, in quella posizione, troverà il modo di inviare soprattutto verso il Nord Italia impulsi di aria umida ed instabile che potrebbero portare, a tratti, delle piogge sul Nord Italia (come è credibile osservando gli scenari di precipitazione, senza però dar troppo importanza, almeno per il momento, alle cumulate); la rimonta anticiclonica indotta che potrebbe causare un’avvezione di aria calda verso le regioni meridionali (come è credibile osservando gli scenari di temperatura a 850 hPa, orientati verso valori intorno ai 20 °C) e, infine, l’area anticiclonica con perno sulla penisola scandinava. E le regioni centrali? Si troveranno probabilmente nel mezzo e quindi dovrebbero sperimentare una sorta di “compromesso meteorologico” tra il tipo di tempo che probabilmente interesserà il Nord e quello che interesserà il Sud.

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Andrea Corigliano
Andrea Corigliano

Andrea Corigliano, laureato in fisica, meteorologo e divulgatore scientifico, ha collaborato con il col. Mario Giuliacci presso il centro MeteoGiuliacci. E' stato docente di meteorologia. Collabora con l’Associazione Bernacca.

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Website: https://www.facebook.com/andreacorigliano.meteorologo

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