Le ondate di freddo e di gelo a 10 giorni che vengono dal mondo dei sogni – Andrea Corigliano

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Il 12 ottobre scorso una delle tante corse deterministiche del modello Global Forecast System paventava l’arrivo, per il prossimo 22 ottobre, di aria gelida fin sul Nord Italia, con l’ingresso dell’isoterma di -10 °C alla quota isobarica di 850 hPa. È stata la prima volta in questa stagione e, molto probabilmente, non sarà nemmeno l’ultima perché in quello spazio delle fasi dove la modellistica va a pescare i futuri stati dell’atmosfera, da qui a marzo capiteranno altre volte in cui, scrutando l’orizzonte dei 10 giorni, saranno estratti scenari che vedranno il respiro gelido dell’est europeo giungere fino a noi. Si tratta ovviamente di situazioni su cui, senza pensarci due volte, si ricamano facili previsioni nevose fino in pianura perché promettono altrettanto facili guadagni a colpi di click, tralasciando beatamente che stiamo parlando di uno scenario, che questo scenario è solo una previsione che si spinge a 10 giorni e che questa evoluzione, a tale distanza temporale, ha la stessa probabilità di accadimento di un’altra evoluzione che, per lo stesso giorno, prevede magari l’arrivo di aria molto mite.

Questo discorso per ribadire, ancora una volta, che i parametri atmosferici calcolati dai modelli fisico-matematici devono essere commentati adottando sempre un giudizio critico e tenendo bene a mente che i limiti della predicibilità dell’atmosfera non fanno sconti. Troppo spesso, questa fondamentale regola di base – necessaria per inquadrare il giusto approccio alla previsione del tempo a lungo termine – non è presa in considerazione e si finisce così per leggere analisi sul tempo che potrebbe fare tra dieci giorni come se si stesse commentando una situazione prevista per il giorno dopo. Esattamente un anno e mezzo fa, mi capitò di descrivere in un’analisi proprio una situazione analoga, legata ad una previsione deterministica: un’ondata di gelo prevista arrivare in Europa e avente una scadenza proprio di 10 giorni. Se per molti l’occasione fu ghiotta per imbastirci sopra l’ennesima previsione da fiera, per me l’occasione fu ghiotta per far vedere come, invece, si trattasse solo di una previsione che cozzava già con una previsione media di ensemble, cioè con la previsione risultante dalla media di tutti gli scenari calcolati dal modello. Desidero riproporre quell’analisi, sperando che venga ricordata quanto, nei prossimi mesi, spunteranno ondate di gelo a 10 giorni dirette verso l’Italia, volutamente strombazzate ai quattro venti per indurvi a leggere.

PREMESSA – Questa previsione deterministica è stata emessa il 12 febbraio 2014 e prevedeva l’arrivo di aria fredda/gelida sull’Europa centrale, e poi sul Mediterraneo occidentale, per il 22 febbraio 2014. Ecco come avevo analizzato quella situazione…

<< Nella fig.1 è rappresentata la previsione deterministica elaborata per il 22 febbraio prossimo e mostra un pattern sinottico favorevole ad una discesa di aria molto fredda dalla Russia, in prospettiva verso il Mediterraneo centro-occidentale. Si tratta di una previsione a 10 giorni che, se fosse stata a 24 ore, avremmo potuto commentare parlando in questi termini…

“L’azione congiunta tra la rimonta in Oceano dell’alta pressione delle Azzorre e l’anticiclone scandinavo farà scivolare, lungo il bordo orientale di questa struttura, aria sempre più fredda dalla Russia verso l’Europa centrale e da qui verso il Mediterraneo centro-occidentale: la discesa dell’aria fredda verso le nostre latitudini sarà agevolata anche dalla presenza di tre depressioni, posizionate tra la Spagna e la penisola balcanica, che interagendo con il campo anticiclonico presente più ad ovest, manterranno attivo un moderato gradiente barico, capace di guidare l’aria fredda verso sud”.

Sono quindi noti, a questo punto, i tre step che deve superare l’aria fredda per giungere fino al Mediterraneo: il primo, in cui deve essere necessariamente presente un serbatoio di aria gelida a cui attingere; il secondo, in cui deve concretizzarsi un primo canale che trasporti parte di questo freddo verso l’Europa centrale e infine il terzo, in cui deve realizzarsi un prolungamento del canale precedente verso latitudini ancor più meridionali, fino a raggiungere il Mediterraneo.

Detto questo, non ci resta allora che andare a valutare se questi tre distinti step sono evidenti anche nella previsione media di ensemble, sempre a 10 giorni, illustrata nella fig.2. Andiamo cioè a valutare se il segnale atmosferico, che abbiamo appena discusso dettagliatamente come se stessimo parlando di una previsione a 24 ore, rimane, scompare o in che modo viene modificato. Si può osservare che il primo step viene sostanzialmente confermato: ciò, ai fini pratici, significa che sarebbe abbastanza attendibile una previsione, a 10 giorni, di un intenso raffreddamento tra la penisola scandinava e la Russia, dove si andrebbe a collocare un lobo del Vortice Polare (il serbatoio del freddo). Per quanto riguarda invece il secondo step, nella previsione media di ensemble non c’è più traccia del primo canale responsabile dell’arrivo del freddo sull’Europa centrale: non sussiste alcun gradiente barico, dal momento che ad ovest viene meno il segnale della rimonta anticiclonica delle Azzorre ed ad est viene meno il segnale di un campo depressionario sui Balcani. Resta solo un campo di altezza di geopotenziale mediamente più basso che è davvero ben poca cosa per poterci sopra emettere una previsione degna di tale nome. Per quanto riguarda infine il terzo step, al posto di una depressione sulla Spagna troviamo un campo mediamente anticiclonico: come dire che lo scenario deterministico a cui si riferisce la fig.1 potrebbe essere isolato e non concorde con quanto previsto dalla maggior parte degli altri scenari di ensemble del sistema probabilistico. Morale della favola: il segnale di un’ondata di gelo che era bene evidente nella previsione deterministica a 10 giorni, a tale distanza temporale si perde nella previsione media di ensemble man mano che l’irruzione è prevista scendere di latitudine. Non è una novità: nella stragrande maggioranza dei casi è la prassi ed è per questo che bisogna sempre diffidare da annunci di gelo in arrivo a così lunga scadenza>>.

Questo tipo di analisi potrebbe essere riproposta ogni volta, ad ogni ondata di gelo previsto da una corsa deterministica a 10 giorni, cambiando solo la data di previsione. Mi auguro che venga fissata bene a mente e che, al prossimo canto delle sirene, si abbia la forza di non cascare nella rete. Per il bene de ‪#‎labuonameteo‬.

foto di Meteorologia.
foto di Meteorologia.
 Andrea Corigliano
Massimo Ciccazzo
Massimo Ciccazzo

Geometra Laureato, appassionato di meteorologia. Dal 2006 Segretario dell'Associazione Edmondo Bernacca Onlus

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