Lento ed inesorabile aumento delle temperature fino a raggiungere valori tipici delle normali ondate di caldo estivo, specie al centro-sud e sulle isole, intorno al 3 – 6 Maggio – Andrea Corigliano

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Alle medie quote troposferiche, intorno a 5500 metri, l’Europa centro-occidentale è attualmente interessata da un flusso di correnti che mantiene una componente di moto mediamente occidentale e che è capace di guidare, anche verso le nostre regioni, impulsi perturbati di origine atlantica che trovano, una volta entrati nel Mediterraneo, la possibilità di rallentare la loro corsa grazie alla formazione di depressioni secondarie che nascono, come di consueto, dall’interazione tra tali correnti portanti con l’orografia di cui è particolarmente ricco il nostro bacino. Nell’ottica delle normali oscillazioni che ci riserva l’atmosfera, a partire dal 2-3 maggio questa direzione di moto inizierà probabilmente ad ondularsi ancora di più e ad acquistare, in questo modo, una componente più meridionale: la probabile discesa di un’ampia saccatura in pieno Oceano, ricolma di aria fredda polare marittima, potrebbe infatti incentivare l’innesco di un’importante risposta di aria calda dall’entroterra sahariano in direzione del Mediterraneo centrale e della nostra penisola, in seno all’espansione di un promontorio di matrice subtropicale continentale: in poche parole, l’Anticiclone nord africano (fig. 1). Sebbene ci separino dalla fase iniziale dell’evento ancora 5-6 giorni – e quindi si tratterebbe di una distanza temporale che inviterebbe ancora alla prudenza – lo sparpagliamento degli scenari deterministici che compongono il sistema probabilistico di ensemble riesce a rimanere abbastanza contenuto almeno fino al momento che ci potrebbe accompagnare al clou dell’espansione anticiclonica: come si può ad esempio osservare nel caso della previsione della temperatura a 850 hPa (circa 1500 metri) relativa alla Sardegna (fig. 2, a sinistra), si può apprezzare il mantenimento di una buona predicibilità atmosferica fino al 5 maggio, ovvero fino a quando potrebbe essere raggiunto il picco dell’avvezione di aria calda: per tale motivo, si può ritenere credibile che la stessa affidabilità possa caratterizzare anche la distribuzione del campo di temperatura media di ensemble, sempre alla stessa quota isobarica, prevista sul bacino del Mediterraneo per lo stesso giorno. A tal proposito si evidenzierebbe, per la prima volta in quest’anno, l’arrivo dell’isoterma di +20 °C a 850 hPa almeno sulle due Isole Maggiori (fig. 2, a destra): si tratterebbe di un valore tipico delle normali ondate di caldo che, nella stagione estiva, possono interessare la nostra penisola. Tale peculiarità dell’ondata di calore, davvero inconsueta per il periodo, è bene evidenziata dall’anomalia che la caratterizza: collocandoci sempre alla stessa quota isobarica di riferimento, si ritiene infatti credibile che i probabili valori raggiunti possano essere tra gli 8 ed i 12 o più gradi superiori alla media climatica di riferimento su una buona parte della penisola ed in modo particolare sulle regioni centro-meridionali (fig. 3). Difficile valutare adesso le temperature che potrebbero essere raggiunte al suolo, perché se è vero che l’avvezione appare davvero di buona fattura, bisogna anche considerare che le zone costiere beneficeranno delle brezze che spireranno al di sopra di una superficie marina ancora fresca e quindi capace di contenere la risalita del termometro. Discorso diverso, invece, per le aree interne, dove questo beneficio verrà a mancare: in ogni caso, è comunque bene aspettare ancora qualche giorno prima di dare una previsione di massima dei valori che potrebbero essere raggiunti ma che saranno, probabilmente, anche superiori ai 30-32 °C nelle aree delle regioni centro-meridionali che si trovano lontane dal mare.

 

foto di Andrea Corigliano - meteorologo.
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Andrea Corigliano
Massimo Ciccazzo
Massimo Ciccazzo

Geometra Laureato, appassionato di meteorologia. Dal 2006 Segretario dell'Associazione Edmondo Bernacca Onlus

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