Meteorologia 1.0 e Meteorologia 2.0… ovvero ieri ed oggi a confronto

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Foto: METEOROLOGIA 1.0 E METEOROLOGIA 2.0... OVVERO IERI ED OGGI A CONFRONTO.

Oggi non me la sento di proporre una nuova analisi di aggiornamento sull’evoluzione meteorologica dei prossimi giorni perché ritengo che sia più interessante invitarvi ad una riflessione, ponendo a confronto due approcci diversi nei confronti della scienza del tempo: quello di oggi e quello di ieri. Colgo proprio questo giorno, in cui la dinamica atmosferica si appresta a far cambiare il tempo sul Mediterraneo e sull’Italia, perché è in occasioni come queste in cui la nuova meteorologia – o la METEOROLOGIA 2.0 – riesce a dare il peggio di sé, risucchiando in un vortice di sensazionalismo esasperato, che incute ansia e preoccupazione, chi si lascia facilmente impressionare dai titoli a caratteri cubitali che sembrano annunciare l'arrivo, dal cielo, dell’apocalisse. SUPER, MAXI, TREMENDO, ECCEZIONALE e VIOLENTISSIMO sono solo alcuni dei termini o degli aggettivi che accompagnano, con mille punti esclamativi, la descrizione di un temporale o di una perturbazione scaccia-caldo: dinamiche che sono sempre appartenute e sempre apparterranno al momento in cui avviene il passaggio di consegne tra una massa d’aria calda preesistente ed una più fresca in arrivo. Lo abbiamo detto più volte... si chiama CONTRASTO TERMICO. Si può anche discutere, poi, se  questi fenomeni siano o meno aumentati in frequenza rispetto al passato, ma questo è un altro discorso che magari potremmo sviluppare in un’altra occasione.  

La ricerca, quasi spasmodica, della localizzazione della TROMBA D’ARIA o della GRANDINATA per uscire con una "ULTIMISSIMA" che sa solo di SCOOP, svilisce non poco la meteorologia del secolo scorso, quella METEOROLOGIA 1.0 a cui si rifanno i veri professionisti di oggi ed i veri appassionati della materia. In quella meteorologia la prudenza non era mai troppa. Ed era anche quella meteorologia in cui certi limiti non venivano mai superati: questi limiti, sono in vigore ancora oggi. Se poi capitava di "sbagliare" una previsione a pochi giorni, era solo perché lo facevi in buona fede: il Generale Andrea Baroni, per una previsione "sbagliata" in una Pasqua degli anni 80-90, disse: “Mi dovete credere... mi viene da piangere!”, quasi a voler sottolineare il rispetto incondizionato nei confronti di una scienza che è somma e sublime e che non bisogna avere mai il coraggio di “offendere”. Oggi, è la METEOROLOGIA 1.0 che piange lacrime amare per come viene costantemente ridotta. Perché, al contrario di ieri, oggi la METEOROLOGIA 2.0 vede cambiare previsione anche più volte al giorno: è sempre un vero e proprio divertimento, ed ancor di più in occasioni come quelle dei prossimi giorni in cui sarà l’instabilità a dettare le regole del gioco e ad invitare alla prudenza come non mai. Ricordandosi che stiamo pur sempre parlando della probabilità che un fenomeno, come un temporale, si possa verificare su un area alquanto ristretta: nessun fenomeno, proprio come un forte temporale associato a nubifragi, colpi di vento, o grandinate, invita alla PRECISIONE LESSICALE nella formulazione della sua previsione! Ma tutto questo non interessa: si rilancia in continuazione con dovizia di particolari perché altrimenti il click non mi arriva. 

E allora, cari amici, vi dico che preferisco la meteorologia poverissima di ieri rispetto a quella ricchissima di oggi, tanto per restare ai superlativi. Perché quella poverissima di ieri era ricchissima di conoscenza, di prevenzione e di utilità. Quella di oggi, che rende ricchi solo poche persone, è invece poverissima di conoscenza, di prevenzione e di utilità. E questo, francamente, è un danno immane per la popolazione.Oggi non me la sento di proporre una nuova analisi di aggiornamento sull’evoluzione meteorologica dei prossimi giorni perché ritengo che sia più interessante invitarvi ad una riflessione, ponendo a confronto due approcci diversi nei confronti della scienza del tempo: quello di oggi e quello di ieri. Colgo proprio questo giorno, in cui la dinamica atmosferica si appresta a far cambiare il tempo sul Mediterraneo e sull’Italia, perché è in occasioni come queste in cui la nuova meteorologia – o la METEOROLOGIA 2.0 – riesce a dare il peggio di sé, risucchiando in un vortice di sensazionalismo esasperato, che incute ansia e preoccupazione, chi si lascia facilmente impressionare dai titoli a caratteri cubitali che sembrano annunciare l’arrivo, dal cielo, dell’apocalisse. SUPER, MAXI, TREMENDO, ECCEZIONALE e VIOLENTISSIMO sono solo alcuni dei termini o degli aggettivi che accompagnano, con mille punti esclamativi, la descrizione di un temporale o di una perturbazione scaccia-caldo: dinamiche che sono sempre appartenute e sempre apparterranno al momento in cui avviene il passaggio di consegne tra una massa d’aria calda preesistente ed una più fresca in arrivo. Lo abbiamo detto più volte… si chiama CONTRASTO TERMICO. Si può anche discutere, poi, se questi fenomeni siano o meno aumentati in frequenza rispetto al passato, ma questo è un altro discorso che magari potremmo sviluppare in un’altra occasione.

La ricerca, quasi spasmodica, della localizzazione della TROMBA D’ARIA o della GRANDINATA per uscire con una “ULTIMISSIMA” che sa solo di SCOOP, svilisce non poco la meteorologia del secolo scorso, quella METEOROLOGIA 1.0 a cui si rifanno i veri professionisti di oggi ed i veri appassionati della materia. In quella meteorologia la prudenza non era mai troppa. Ed era anche quella meteorologia in cui certi limiti non venivano mai superati: questi limiti, sono in vigore ancora oggi. Se poi capitava di “sbagliare” una previsione a pochi giorni, era solo perché lo facevi in buona fede: il Generale Andrea Baroni, per una previsione “sbagliata” in una Pasqua degli anni 80-90, disse: “Mi dovete credere… mi viene da piangere!”, quasi a voler sottolineare il rispetto incondizionato nei confronti di una scienza che è somma e sublime e che non bisogna avere mai il coraggio di “offendere”. Oggi, è la METEOROLOGIA 1.0 che piange lacrime amare per come viene costantemente ridotta. Perché, al contrario di ieri, oggi la METEOROLOGIA 2.0 vede cambiare previsione anche più volte al giorno: è sempre un vero e proprio divertimento, ed ancor di più in occasioni come quelle dei prossimi giorni in cui sarà l’instabilità a dettare le regole del gioco e ad invitare alla prudenza come non mai. Ricordandosi che stiamo pur sempre parlando della probabilità che un fenomeno, come un temporale, si possa verificare su un area alquanto ristretta: nessun fenomeno, proprio come un forte temporale associato a nubifragi, colpi di vento, o grandinate, invita alla PRECISIONE LESSICALE nella formulazione della sua previsione! Ma tutto questo non interessa: si rilancia in continuazione con dovizia di particolari perché altrimenti il click non mi arriva.

E allora, cari amici, vi dico che preferisco la meteorologia poverissima di ieri rispetto a quella ricchissima di oggi, tanto per restare ai superlativi. Perché quella poverissima di ieri era ricchissima di conoscenza, di prevenzione e di utilità. Quella di oggi, che rende ricchi solo poche persone, è invece poverissima di conoscenza, di prevenzione e di utilità. E questo, francamente, è un danno immane per la popolazione.

Andrea Corigliano
Andrea Corigliano

Andrea Corigliano, laureato in fisica, meteorologo e divulgatore scientifico, ha collaborato con il col. Mario Giuliacci presso il centro MeteoGiuliacci. E' stato docente di meteorologia. Collabora con l’Associazione Bernacca.

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