Normalità Invernale cercasi – Andrea Corigliano

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Negli ultimi due mesi l’Italia ha avuto la febbre alta. Molto alta. Come possiamo osservare nelle due immagini, la temperatura media mensile ha presentato pesanti scarti positivi rispetto alla climatologia 1981-2010: ottobre, a seconda delle aree, ha chiuso tra +0.5 °C e +2.5 °C mentre novembre tra +1.0 e +3.0 °C. Indubbiamente, la magnitudo di queste due anomalie condizionerà pesantemente anche l’anomalia dell’autunno meteorologico conclusosi lo scorso 30 novembre, dal momento che settembre – almeno in Italia – è trascorso senza dare un contributo rilevante all’entità dello scarto dai valori climatici: il mese ha infatti registrato un campo di temperatura mediamente in linea con la norma, con anomalie debolmente negative sui versanti orientali che hanno complessivamente bilanciato quelle debolmente positive dei versanti occidentali, fatta eccezione per la Sardegna dove invece lo scarto è stato più rilevante. Veniamo quindi da un lungo periodo caldo che ha fatto la voce grossa soprattutto negli ultimi due mesi e ci apprestiamo a vivere adesso una stagione invernale che scopriremo solo strada facendo, cercando di cogliere con sufficiente anticipo – ma tenendo sempre a mente i limiti imposti dalla predicibilità – i segnali che l’atmosfera vorrà inviarci tramite i modelli di previsione. Ma proiettarsi verso il futuro non significa dimenticare il passato ed ancor di più non significa dimenticare il pesante fardello di un’anomalia marcatamente positiva che ci portiamo sulle spalle; segno evidente che qualcosa, nel complesso marchingegno atmosferico, si è rotto. Perché sarà anche vero che la media climatica è fatta per starci un po’ sopra ed un po’ sotto, ma è anche vero che non bisogna starci quasi sempre sopra… e non di poco, se poi ottobre e novembre sono riusciti a presentarci un conto così salato. E non è la prima volta. In questa situazione, diventa quindi auspicabile che la normalità si faccia viva: sarebbe già un grande successo rientrare nelle medie del periodo e quindi sperare che la dinamica atmosferica acquisti una maggiore linearità, proprio quella che è le manca da diverso tempo. Utopia? Non lo sappiamo, ma certamente è strano vedere che stiamo qui a sperare che, nei prossimi tre mesi, si abbiano valori più consoni alla climatologia invernale, quasi come se quella normalità sia diventata un qualcosa da conquistare e che non ci spetta più. Fa riflettere. E molto…

NORMALITÀ INVERNALE CERCASI. 

Negli ultimi due mesi l’Italia ha avuto la febbre alta. Molto alta. Come possiamo osservare nelle due immagini, la temperatura media mensile ha presentato pesanti scarti positivi rispetto alla climatologia 1981-2010: ottobre, a seconda delle aree, ha chiuso tra +0.5 °C e +2.5 °C mentre novembre tra +1.0 e +3.0 °C. Indubbiamente, la magnitudo di queste due anomalie condizionerà pesantemente anche l’anomalia dell’autunno meteorologico conclusosi lo scorso 30 novembre, dal momento che settembre – almeno in Italia – è trascorso senza dare un contributo rilevante all’entità dello scarto dai valori climatici: il mese ha infatti registrato un campo di temperatura mediamente in linea con la norma, con anomalie debolmente negative sui versanti orientali che hanno complessivamente bilanciato quelle debolmente positive dei versanti occidentali, fatta eccezione per la Sardegna dove invece lo scarto è stato più rilevante. Veniamo quindi da un lungo periodo caldo che ha fatto la voce grossa soprattutto negli ultimi due mesi e ci apprestiamo a vivere adesso una stagione invernale che scopriremo solo strada facendo, cercando di cogliere con sufficiente anticipo – ma tenendo sempre a mente i limiti imposti dalla predicibilità – i segnali che l’atmosfera vorrà inviarci tramite i modelli di previsione. Ma proiettarsi verso il futuro non significa dimenticare il passato ed ancor di più non significa dimenticare il pesante fardello di un’anomalia marcatamente positiva che ci portiamo sulle spalle; segno evidente che qualcosa, nel complesso marchingegno atmosferico, si è rotto. Perché sarà anche vero che la media climatica è fatta per starci un po’ sopra ed un po’ sotto, ma è anche vero che non bisogna starci quasi sempre sopra... e non di poco, se poi ottobre e novembre sono riusciti a presentarci un conto così salato. E non è la prima volta. In questa situazione, diventa quindi auspicabile che la normalità si faccia viva: sarebbe già un grande successo rientrare nelle medie del periodo e quindi sperare che la dinamica atmosferica acquisti una maggiore linearità, proprio quella che è le manca da diverso tempo. Utopia? Non lo sappiamo, ma certamente è strano vedere che stiamo qui a sperare che, nei prossimi tre mesi, si abbiano valori più consoni alla climatologia invernale, quasi come se quella normalità sia diventata un qualcosa da conquistare e che non ci spetta più. Fa riflettere. E molto...
Andrea Corigliano
Massimo Ciccazzo
Massimo Ciccazzo

Geometra Laureato, appassionato di meteorologia. Dal 2006 Segretario dell'Associazione Edmondo Bernacca Onlus

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