Novembre 2015: tra informazione nascosta e informazione da falsi scoop – Andrea Corigliano

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Nel grafico che potete osservare è indicato l’andamento giornaliero dell’anomalia di temperatura del mese di novembre appena conclusosi. Si evidenzia, in modo molto netto, il brusco cambiamento della circolazione che si è verificato tra il 21 e il 22 novembre, quando l’aria molto mite sub-tropicale è stata sostituita da quella artica: dopo un lungo periodo di tre settimane all’insegna della stabilità atmosferica e di temperature insolitamente miti per la stagione, la dinamica meteorologica è intervenuta in modo piuttosto drastico per provare a contenere una pesante anomalia positiva che comunque, a conti fatti, chiude sempre attestandosi su un valore di tutto rispetto e superiore a 1.5 °C (calcolato tenendo conto dei dati di temperatura provenienti da un campione di 35 stazioni distribuite sul territorio nazionale e gestite dall’Aeronautica Militare). Se questo dato fosse confermato anche dall’analisi dei dati condotta dai ricercatori dell’ISAC-CNR di Bologna, il mese appena passato consegnerebbe all’anno meteorologico 2015 (che va da dicembre 2014 a novembre 2015) la palma dell’anno più caldo di sempre, battendo il precedente che risale appena al 2014: vedremo nei prossimi giorni se il nuovo record per l’Italia sarà battuto o no. Nel frattempo, con il senno dei poi – perché forse è il modo migliore per fissare le idee – possiamo vedere se l’informazione ha dato il giusto risalto agli eventi che si sono susseguiti nel corso di questi 30 giorni.

Abbiamo forse sentito parlare di un mese caratterizzato da caldo marcatamente anomalo nelle prime tre settimane, come testimonia il grafico? Non mi sembra.

Abbiamo forse sentito parlare di un mese in cui lo zero termico sulle Alpi si è portato anche oltre i 4000 metri, superando anche la quota a cui dovrebbe arrivare normalmente nel periodo estivo? Non mi sembra.

Abbiamo forse sentito parlare di un mese in cui, in quota, ha fatto caldo come in estate e in cui, sul Monte Cimone a 2165 metri, con una temperatura massima di 17 °C è stato battuto il record di caldo da quando sono iniziate le rilevazioni, cioè dal 1946 (fonte Aeronautica Militare)? Non mi sembra.

Abbiamo forse sentito parlare dell’assenza del passaggio di perturbazioni atlantiche che ha penalizzato in modo particolare le regioni settentrionali ed il versante tirrenico, dove in alcune regioni ci sono state località che non hanno visto cadere una goccia di pioggia? Non mi sembra.

Abbiamo forse sentito parlare dell’arrivo di aria gelida dal 21 novembre? Sì, ne abbiamo sentito parlare fino allo sfinimento.

Ma abbiamo “scoperto” (vedi articolo successivo a questo) che, tutto sommato, questa irruzione di aria “gelida” ha finito per far chiudere in media climatologica solo la terza decade di novembre: i dati ci hanno cioè dimostrato che si è trattato di un episodio freddo tardo autunnale che è però balzato immeritevolmente agli onori della cronaca. Avrebbe invece dovuto meritare più spazio il caldo anomalo che ci ha interessato nelle prime tre settimane: c’erano tanti veri record per essere snocciolati e scrivere titoli da scoop e non sono stati utilizzati. In effetti, siamo così talmente abituati a questo tipo di condizioni meteorologiche che ci sembrano “normali”, quando invece non lo sono. Ed il fatto che siano “la nuova normalità”, non ci autorizza a non parlarne: semmai, bisognerebbe parlarne di più.

Andrea Corigliano

foto di Meteorologia.
Massimo Ciccazzo
Massimo Ciccazzo

Geometra Laureato, appassionato di meteorologia. Dal 2006 Segretario dell'Associazione Edmondo Bernacca Onlus

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