Nuova fase temporalesca tra il 7 ed il 9 Luglio; una prima analisi dell’evoluzione prevista

0 31
Nell’analisi proposta ieri avevamo fatto riferimento ai due respiri dell’Anticiclone nord africano che tra domani e l’inizio della prossima settimana trasporteranno aria particolarmente calda verso le regioni centro-meridionali, dove le isoterme in quota (ovvero sulla superficie isobarica di 850 hPa, a circa 1500 metri) saranno anche superiori ai 20 °C: in particolare, avevamo lasciato in sospeso la dinamica evolutiva del secondo respiro perché indotto dalla discesa di una saccatura dal nord Atlantico che dovrebbe temporaneamente rinvigorire il flusso sahariano proprio all’inizio della prossima settimana ma che, allo stesso tempo, dovrebbe anche far avanzare verso l’Italia una nuova fase temporalesca. E visto che, ancora una volta, la dinamica atmosferica spianerà probabilmente la strada allo scontro tra una massa d’aria più fresca – in questo caso di natura POLARE MARITTIMA – con quella più calda che si insedierà a breve, è ovvio aspettarsi la formazione di fenomeni anche localmente intensi. Per loro natura, circoscritta nel tempo e nello spazio, la localizzazione di questi fenomeni può essere prevista in modo piuttosto affidabile a partire da 36-48 ore dall’evento, ma indicando sempre un’area abbastanza vasta (e non di certo il vostro Comune che puntualmente vi invitano a consultare nelle molteplici applicazioni scaricate INUTILMENTE sui cellulari!) in cui dall’analisi completa degli indici temporaleschi si abbia l’OK per poter parlare di un’ALTA PROBABILITÀ di fenomeni intensi proprio in quell’area. Ad oggi, cioè a 4 giorni dal probabile inizio del cambiamento di circolazione che ci farà entrare probabilmente in una nuova fase instabile, l’unica informazione meteorologica che possiamo lasciar passare è quella legata alla discussione sull’incertezza che ci sarebbe ancora attorno alla configurazione sinottica che sarà probabilmente responsabile di questo peggioramento. Incertezza che, come sempre, diventa apprezzabile nel momento in cui una saccatura, proprio come quella in probabile ingresso all’inizio della prossima settimana, si accinge ad entrare in un bacino circondato da orografia complessa come il Mediterraneo: è infatti ancora abbastanza significativo il “salto” della magnitudo dell’errore – rappresentato con la scala cromatica che accompagna nelle figure la previsione media di ensemble riferita al 7 luglio (a sinistra) ed all’8 luglio (a destra), in cui si osserva l’avanzamento dell’asse della saccatura (linea rossa tratteggiata) verso la nostra penisola. Dal momento che i fenomeni più intensi si formeranno a destra dell’asse, ovvero dove ci sarà la risalita di una corrente a getto che scorrerà al di sopra di una massa d’aria calda (potenziale energetico dei temporali), questa incertezza legata alla previsione media si ripercuoterà anche sulla posizione della “Jet Streak” in alta troposfera, ovvero sulla posizione riguardo a dove andrà a collocarsi la parte della corrente a getto con velocità più elevata: di conseguenza, non conoscendo ancora dove si posizionerà in quota la massima divergenza effettiva della massa d’aria che causando convergenza nei bassi strati incentiverà l’innesco di intesi moti convettivi, non possiamo ancora precisare le aree che potrebbero essere soggette a fenomenologie intense a parità di potenziale energetico o ad indici temporaleschi già previsti grossolanamente e che potrebbero essere già favorevoli. Non ha quindi senso, stando questa incertezza che governa ancora le soluzioni odierne dei modelli numerici, prevedere già adesso nel dettaglio dove colpiranno i temporali intensi, aiutandosi magari con qualche mappa di precipitazione dai colori molto accesi: come illustrato in figura, si può solo ritenere credibile che il passaggio dell’area di contrasto, sull’Italia, tra l’aria più fresca in arrivo e quella più calda preesistente possa avvenire tra il 7 ed il 9 luglio. Per il momento, basta e avanza.

Ci aggiorneremo sicuramente nei prossimi giorni. Per il momento, è il turno del caldo africano.

Foto: NUOVA FASE TEMPORALESCA TRA IL 7 ED IL 9 LUGLIO: UNA PRIMA ANALISI DELL’EVOLUZIONE PREVISTA.

Nell’analisi proposta ieri avevamo fatto riferimento ai due respiri dell’Anticiclone nord africano che tra domani e l’inizio della prossima settimana trasporteranno aria particolarmente calda verso le regioni centro-meridionali, dove le isoterme in quota (ovvero sulla superficie isobarica di 850 hPa, a circa 1500 metri) saranno anche superiori ai 20 °C: in particolare, avevamo lasciato in sospeso la dinamica evolutiva del secondo respiro perché indotto dalla discesa di una saccatura dal nord Atlantico che dovrebbe temporaneamente rinvigorire il flusso sahariano proprio all’inizio della prossima settimana ma che, allo stesso tempo, dovrebbe anche far avanzare verso l’Italia una nuova fase temporalesca. E visto che, ancora una volta, la dinamica atmosferica spianerà probabilmente la strada allo scontro tra una massa d’aria più fresca – in questo caso di natura POLARE MARITTIMA – con quella più calda che si insedierà a breve, è ovvio aspettarsi la formazione di fenomeni anche localmente intensi. Per loro natura, circoscritta nel tempo e nello spazio, la localizzazione di questi fenomeni può essere prevista in modo piuttosto affidabile a partire da 36-48 ore dall’evento, ma indicando sempre un’area abbastanza vasta (e non di certo il vostro Comune che puntualmente vi invitano a consultare nelle molteplici applicazioni scaricate INUTILMENTE sui cellulari!) in cui dall’analisi completa degli indici temporaleschi si abbia l’OK per poter parlare di un’ALTA PROBABILITÀ di fenomeni intensi proprio in quell’area. Ad oggi, cioè a 4 giorni dal probabile inizio del cambiamento di circolazione che ci farà entrare probabilmente in una nuova fase instabile, l’unica informazione meteorologica che possiamo lasciar passare è quella legata alla discussione sull’incertezza che ci sarebbe ancora attorno alla configurazione sinottica che sarà probabilmente responsabile di questo peggioramento. Incertezza che, come sempre, diventa apprezzabile nel momento in cui una saccatura, proprio come quella in probabile ingresso all’inizio della prossima settimana, si accinge ad entrare in un bacino circondato da orografia complessa come il Mediterraneo: è infatti ancora abbastanza significativo il "salto" della magnitudo dell'errore – rappresentato con la scala cromatica che accompagna nelle figure la previsione media di ensemble riferita al 7 luglio (a sinistra) ed all’8 luglio (a destra), in cui si osserva l’avanzamento dell’asse della saccatura (linea rossa tratteggiata) verso la nostra penisola. Dal momento che i fenomeni più intensi si formeranno a destra dell’asse, ovvero dove ci sarà la risalita di una corrente a getto che scorrerà al di sopra di una massa d’aria calda (potenziale energetico dei temporali), questa incertezza legata alla previsione media si ripercuoterà anche sulla posizione della “Jet Streak” in alta troposfera, ovvero sulla posizione riguardo a dove andrà a collocarsi la parte della corrente a getto con velocità più elevata: di conseguenza, non conoscendo ancora dove si posizionerà in quota la massima divergenza effettiva della massa d’aria che causando convergenza nei bassi strati incentiverà l’innesco di intesi moti convettivi, non possiamo ancora precisare le aree che potrebbero essere soggette a fenomenologie intense a parità di potenziale energetico o ad indici temporaleschi già previsti grossolanamente e che potrebbero essere già favorevoli. Non ha quindi senso, stando questa incertezza che governa ancora le soluzioni odierne dei modelli numerici, prevedere già adesso nel dettaglio dove colpiranno i temporali intensi, aiutandosi magari con qualche mappa di precipitazione dai colori molto accesi: come illustrato in figura, si può solo ritenere credibile che il passaggio dell’area di contrasto, sull’Italia, tra l’aria più fresca in arrivo e quella più calda preesistente possa avvenire tra il 7 ed il 9 luglio. Per il momento, basta e avanza. 

Ci aggiorneremo sicuramente nei prossimi giorni. Per il momento, è il turno del caldo africano.

 

Andrea Corigliano
Andrea Corigliano

Andrea Corigliano, laureato in fisica, meteorologo e divulgatore scientifico, ha collaborato con il col. Mario Giuliacci presso il centro MeteoGiuliacci. E' stato docente di meteorologia. Collabora con l’Associazione Bernacca.

View all contributions by Andrea Corigliano

Website: https://www.facebook.com/andreacorigliano.meteorologo

Leave a reply

You must be logged in to post a comment.

Associazione Edmondo Bernacca Onlus
Via Lazio, 14 Loc. Vivaro 00040
Rocca Di Papa (RM)
P.I. 09202051000
info@associazionebernacca.it