Ondata di caldo tra l’8 e il 15 giugno: vorrei prevederla anch’io ma non ce la faccio

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SONDATA DI CALDO TRA L’8 ED IL 15 GIUGNO: VORREI PREVEDERLA ANCHE IO, MA NON CE LA FACCIO! 

Se è vero che il mondo è bello perché è vario, internet lo è ancora di più. Perché cliccando a destra ed a manca puoi trovare proprio ciò che vuoi leggere. Anche la meteorologia, ovviamente, non si sottrae a questo bel gioco del... “chiedi che ti sarà dato”, capace anche di dirti in modo perentorio che tra 10-15 giorni arriverà una bella ondata di caldo. Magari da... morire! Questa sera, voglio provare anche io a sbilanciarmi in una previsione che si spinge fino a metà giugno, ovvero che copre un orizzonte temporale che abbraccia ben 17 giorni! Vi avviso, però, che purtroppo non possiedo i mezzi infallibili di altri e, dovendomi accontentare di quel che passa il convento, non posso fare altro che andare a consultare i miei fedeli compagni di... sventura che si chiamano “previsioni medie di ensemble” e “scenari di ensemble”. Vecchi ed obsoleti, in quanto progettati nel Medioevo, sono proprio loro che mi fanno arrivare sempre ultimo nel dire come POTREBBE ESSERE il tempo e mai come SARÀ: ripeto, non possiedo tecniche infallibili che sono riuscite a vincere il caos atmosferico, per cui non posso che andare avanti percorrendo questa strada piena di buche e di insidie, in cui mai nulla fila liscio come l’olio.   

Magari, con un colpo di fortuna, anche con queste tecniche ormai da museo posso trovare quel segnale che mi dia la possibilità di prevedere questa benedetta ondata di caldo. Ci proviamo? Mettiamoci all’opera! Centriamo l’analisi dell’evento per il 12 giugno, giorno di mezzo della fase calda prevista. Iniziamo esaminando la previsione media di ensemble dell’altezza di geopotenziale a 500 hPa (figura 1), andando a cercare almeno una bozza di rigonfiamento della superficie isobarica a 500 hPa che mi faccia capire in qualche modo che in quota potrebbe essere presente una bolla di aria calda, magari di matrice nord-africana. Prendendo allora come riferimento l’isoipsa di 576 gpdam, indicata dalla linea nera tratteggiata di figura 1, vedo però che tale rigonfiamento, rappresentato a mo’ di promontorio che si allunga dall’entroterra sahariano, non è presente! Sarà... forse queste vecchie tecniche non ce la fanno a cogliere il segnale perché, a così lunga scadenza, è proprio il segnale a perdersi e la previsione media ad avere scarso significato. 

Proviamo allora con i singoli scenari (figura 2): magari, tra loro, c’è qualche previsione che mi possa far gridare... Eureka! Non so voi, ma purtroppo io non ci capisco nulla anche in questo caso: vedo solo un groviglio di ipotesi di scenario in cui non si distinguono nemmeno i tre fasci di isoipse. Noi saremmo interessati al fascio formato dalle isoipse aventi il valore più elevato di 576, ma è un’impresa cogliere capo e coda di ciascun scenario appartenente a questo fascio. Anche da qui, non riesco a concludere nulla! Ma non mi do per vinto... andiamo avanti alla ricerca di un altro indizio! Proviamo allora a vedere se, intorno al 12 giugno, a 850 hPa (cioè a circa 1500 metri di quota), si prevede possibilmente un’avvezione di aria calda dal Nord Africa, vista come anomalia di temperatura piuttosto consistente. Ebbene... al vedere la figura 3, che mi indica l’anomalia media di ensemble della temperatura a quella quota isobarica, noto che sul Mediterraneo e sull’Italia i valori potrebbero essere in media, o addirittura sottomedia sul Nord Africa. Cioè, cerchiamo di capirci un attimino: un’avvezione di aria calda sarebbe capace di portare temperature inferiori alla norma? No, non può essere... voglio prevedere anche io questa ondata di caldo! Magari, anche in questo caso, trattandosi di una previsione a lunghissima distanza, il segnale si perde e sono io a non saperlo leggere in questo caotico labirinto! Ma c’è... ci deve essere! Devo trovare un altro indizio, maledizione!!! 

Sapete cosa facciamo? Proviamo l’ultima carta e poi mi arrendo: prendiamo gli scenari di ensemble della temperatura a 850 hPa previsti per il sud della Sardegna (fig. 4). Eccola!!! L’ho trovata: l’ondata di caldo è quella linea azzurra in grassetto (indicata con la freccia) per proprio per il 12 giugno mi dice che sul cagliaritano arriverà sicuramente l’isoterma di +20 °C a 850 hPa. È matematico! O forse no... non saprei... perché se dovessi ricorrere alla vecchia previsione probabilistica, fatta con le tecniche medioevali e non con quelle di ultimissima generazione che purtroppo non conosco, dovrei in realtà affermare che la probabilità che arrivi un’ondata di caldo è pari al 5% perché un solo scenario su 20 darebbe oggi questa eventualità. E dal momento che tutti gli scenari sono equiprobabili, ci sarebbe anche il 5% di probabilità che invece di 20 °C ce ne possano essere 10. Non so proprio che fare. Sicuramente la colpa è di questi vecchi modelli che non vedono ciò che è invece lapalissiano! Chiedo venia...e è vero che il mondo è bello perché è vario, internet lo è ancora di più. Perché cliccando a destra ed a manca puoi trovare proprio ciò che vuoi leggere. Anche la meteorologia, ovviamente, non si sottrae a questo bel gioco del… “chiedi che ti sarà dato”, capace anche di dirti in modo perentorio che tra 10-15 giorni arriverà una bella ondata di caldo. Magari da… morire! Questa sera, voglio provare anche io a sbilanciarmi in una previsione che si spinge fino a metà giugno, ovvero che copre un orizzonte temporale che abbraccia ben 17 giorni! Vi avviso, però, che purtroppo non possiedo i mezzi infallibili di altri e, dovendomi accontentare di quel che passa il convento, non posso fare altro che andare a consultare i miei fedeli compagni di… sventura che si chiamano “previsioni medie di ensemble” e “scenari di ensemble”. Vecchi ed obsoleti, in quanto progettati nel Medioevo, sono proprio loro che mi fanno arrivare sempre ultimo nel dire come POTREBBE ESSERE il tempo e mai come SARÀ: ripeto, non possiedo tecniche infallibili che sono riuscite a vincere il caos atmosferico, per cui non posso che andare avanti percorrendo questa strada piena di buche e di insidie, in cui mai nulla fila liscio come l’olio.

Magari, con un colpo di fortuna, anche con queste tecniche ormai da museo posso trovare quel segnale che mi dia la possibilità di prevedere questa benedetta ondata di caldo. Ci proviamo? Mettiamoci all’opera! Centriamo l’analisi dell’evento per il 12 giugno, giorno di mezzo della fase calda prevista. Iniziamo esaminando la previsione media di ensemble dell’altezza di geopotenziale a 500 hPa (figura 1), andando a cercare almeno una bozza di rigonfiamento della superficie isobarica a 500 hPa che mi faccia capire in qualche modo che in quota potrebbe essere presente una bolla di aria calda, magari di matrice nord-africana. Prendendo allora come riferimento l’isoipsa di 576 gpdam, indicata dalla linea nera tratteggiata di figura 1, vedo però che tale rigonfiamento, rappresentato a mo’ di promontorio che si allunga dall’entroterra sahariano, non è presente! Sarà… forse queste vecchie tecniche non ce la fanno a cogliere il segnale perché, a così lunga scadenza, è proprio il segnale a perdersi e la previsione media ad avere scarso significato.

Proviamo allora con i singoli scenari (figura 2): magari, tra loro, c’è qualche previsione che mi possa far gridare… Eureka! Non so voi, ma purtroppo io non ci capisco nulla anche in questo caso: vedo solo un groviglio di ipotesi di scenario in cui non si distinguono nemmeno i tre fasci di isoipse. Noi saremmo interessati al fascio formato dalle isoipse aventi il valore più elevato di 576, ma è un’impresa cogliere capo e coda di ciascun scenario appartenente a questo fascio. Anche da qui, non riesco a concludere nulla! Ma non mi do per vinto… andiamo avanti alla ricerca di un altro indizio! Proviamo allora a vedere se, intorno al 12 giugno, a 850 hPa (cioè a circa 1500 metri di quota), si prevede possibilmente un’avvezione di aria calda dal Nord Africa, vista come anomalia di temperatura piuttosto consistente. Ebbene… al vedere la figura 3, che mi indica l’anomalia media di ensemble della temperatura a quella quota isobarica, noto che sul Mediterraneo e sull’Italia i valori potrebbero essere in media, o addirittura sottomedia sul Nord Africa. Cioè, cerchiamo di capirci un attimino: un’avvezione di aria calda sarebbe capace di portare temperature inferiori alla norma? No, non può essere… voglio prevedere anche io questa ondata di caldo! Magari, anche in questo caso, trattandosi di una previsione a lunghissima distanza, il segnale si perde e sono io a non saperlo leggere in questo caotico labirinto! Ma c’è… ci deve essere! Devo trovare un altro indizio, maledizione!!!

Sapete cosa facciamo? Proviamo l’ultima carta e poi mi arrendo: prendiamo gli scenari di ensemble della temperatura a 850 hPa previsti per il sud della Sardegna (fig. 4). Eccola!!! L’ho trovata: l’ondata di caldo è quella linea azzurra in grassetto (indicata con la freccia) per proprio per il 12 giugno mi dice che sul cagliaritano arriverà sicuramente l’isoterma di +20 °C a 850 hPa. È matematico! O forse no… non saprei… perché se dovessi ricorrere alla vecchia previsione probabilistica, fatta con le tecniche medioevali e non con quelle di ultimissima generazione che purtroppo non conosco, dovrei in realtà affermare che la probabilità che arrivi un’ondata di caldo è pari al 5% perché un solo scenario su 20 darebbe oggi questa eventualità. E dal momento che tutti gli scenari sono equiprobabili, ci sarebbe anche il 5% di probabilità che invece di 20 °C ce ne possano essere 10. Non so proprio che fare. Sicuramente la colpa è di questi vecchi modelli che non vedono ciò che è invece lapalissiano! Chiedo venia…

Andrea Corigliano
Andrea Corigliano

Andrea Corigliano, laureato in fisica, meteorologo e divulgatore scientifico, ha collaborato con il col. Mario Giuliacci presso il centro MeteoGiuliacci. E' stato docente di meteorologia. Collabora con l’Associazione Bernacca.

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