Piccole istruzioni per l’uso alla meteorologia 2.0

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Foto: Piccole istruzioni per l'uso alla meteorologia 2.0 (ovvero come districarsi fra migliaia di esternazioni incontrollate, in un immenso minestrone di informazioni che mescola quelle provenienti da seri professionisti del settore con quelle di meteorologi a tempo perso o fai-da-te, con tutto il ventaglio di possibilità intermedie): 

1) le mappe che mostrano la quantità di pioggia al suolo stimata dai modelli numerici NON sono previsioni. Sono il risultato di simulazioni di un modello matematico, che a seconda della situazioni possono essere più o meno rispondenti a quello che effettivamente succederà, a volte risultano abbastanza affidabili, altre volte (specie quelle dei modelli ad area limitata ad alta o altissima risoluzione!) addirittura irrealistiche, sia nella localizzazione che nella quantificazione dei fenomeni.
E' solo il valore aggiunto dell'elaborazione soggettiva umana, sulla base della approfondita consultazione della carte meteorologiche alle varie quote atmosferiche, che volta per volta può validare o correggere tali simulazioni dei modelli e fornire quindi la VERA previsione degna di questo nome. 
Pubblicare sul web o sui social network le mappe di pioggia previste dai modelli, quindi, a mio avviso NON E' CORRETTO, ed è oltremodo fuorviante. E' molto più seria e meritevole di attenzione l'informazione di chi, invece delle mappe di pioggia, vi propone mappe e grafici dei campi dinamici, barici e termici previsti, e dei parametri termodinamici e degli indici ad essi associati, oppure immagini satellitari su cui individua graficamente le varie strutture importanti sulla scena atmosferica e ne schematizza l'evoluzione, e sulla base di queste vi spiega la previsione a parole (eventualmente accompagnate da una sintesi grafica ad hoc) delineando il tipo di fenomeni previsti sulle varie zone del territorio nazionale;

2) chi accompagna le previsioni con termini come avvisi/allerte/eccetera, a meno che non stia riprendendo testualmente i messaggi lasciati dagli enti ufficiali (regionali e statali) che hanno per legge tale compito, commette un abuso (teoricamente anche penalmente perseguibile) e rischia di arrecare un grave danno alle attività istituzionali volte alla tutela della collettività, creando una confusione mediatica deleteria e fuorviante per tutti;

3) quando si prevedono fenomeni particolarmente intensi o in certi casi violenti, il linguaggio utilizzato nei bollettini sarà ovviamente adeguato alla gravità della situazione e quindi potrà essere anche piuttosto pesante, ma senza MAI perdere di vista un linguaggio serio, rigoroso ed asciutto, senza svendere la propria dignità e deontologia professionale, e quindi senza cedere alla tentazione di parole ad effetto o sensazionalistiche. Aggettivi come "incredibile", "pauroso", "terrificante", "devastante", termini come "sciabolata" ed altre amenità, al pari dell'utilizzo di superlativi assoluti  ("fortissimi", "intensissimi", "bruttissimi") o di espressioni farneticanti ("senza scampo") o dal sapore vagamente guerrafondaio ("bombardamento di temporali", "bombe d'acqua", "esplosione", ecc.), per non parlare poi di termini in inglese da colossal hollywoodiano o con folcloristici richiami a personaggi storici o mitologici, sono il miglior indizio per considerare una previsione meteorologica non degna di credibilità, ed un sito o profilo meritevole di essere cestinato senza pietà dai vostri browser. 

4) se applicate queste semplici regole, distinguerete facilmente i contributi (che certamente in rete non mancano) meritevoli di essere letti e condivisi, sia che siate interessati a livello puramente informativo al tempo previsto sia che siate animati da passione verso questa vituperata scienza.Piccole istruzioni per l’uso alla meteorologia 2.0 (ovvero come districarsi fra migliaia di esternazioni incontrollate, in un immenso minestrone di informazioni che mescola quelle provenienti da seri professionisti del settore con quelle di meteorologi a tempo perso o fai-da-te, con tutto il ventaglio di possibilità intermedie):

1) le mappe che mostrano la quantità di pioggia al suolo stimata dai modelli numerici NON sono previsioni. Sono il risultato di simulazioni di un modello matematico, che a seconda della situazioni possono essere più o meno rispondenti a quello che effettivamente succederà, a volte risultano abbastanza affidabili, altre volte (specie quelle dei modelli ad area limitata ad alta o altissima risoluzione!) addirittura irrealistiche, sia nella localizzazione che nella quantificazione dei fenomeni.
E’ solo il valore aggiunto dell’elaborazione soggettiva umana, sulla base della approfondita consultazione della carte meteorologiche alle varie quote atmosferiche, che volta per volta può validare o correggere tali simulazioni dei modelli e fornire quindi la VERA previsione degna di questo nome.
Pubblicare sul web o sui social network le mappe di pioggia previste dai modelli, quindi, a mio avviso NON E’ CORRETTO, ed è oltremodo fuorviante. E’ molto più seria e meritevole di attenzione l’informazione di chi, invece delle mappe di pioggia, vi propone mappe e grafici dei campi dinamici, barici e termici previsti, e dei parametri termodinamici e degli indici ad essi associati, oppure immagini satellitari su cui individua graficamente le varie strutture importanti sulla scena atmosferica e ne schematizza l’evoluzione, e sulla base di queste vi spiega la previsione a parole (eventualmente accompagnate da una sintesi grafica ad hoc) delineando il tipo di fenomeni previsti sulle varie zone del territorio nazionale;

2) chi accompagna le previsioni con termini come avvisi/allerte/eccetera, a meno che non stia riprendendo testualmente i messaggi lasciati dagli enti ufficiali (regionali e statali) che hanno per legge tale compito, commette un abuso (teoricamente anche penalmente perseguibile) e rischia di arrecare un grave danno alle attività istituzionali volte alla tutela della collettività, creando una confusione mediatica deleteria e fuorviante per tutti;

3) quando si prevedono fenomeni particolarmente intensi o in certi casi violenti, il linguaggio utilizzato nei bollettini sarà ovviamente adeguato alla gravità della situazione e quindi potrà essere anche piuttosto pesante, ma senza MAI perdere di vista un linguaggio serio, rigoroso ed asciutto, senza svendere la propria dignità e deontologia professionale, e quindi senza cedere alla tentazione di parole ad effetto o sensazionalistiche. Aggettivi come “incredibile”, “pauroso”, “terrificante”, “devastante”, termini come “sciabolata” ed altre amenità, al pari dell’utilizzo di superlativi assoluti (“fortissimi”, “intensissimi”, “bruttissimi”) o di espressioni farneticanti (“senza scampo”) o dal sapore vagamente guerrafondaio (“bombardamento di temporali”, “bombe d’acqua”, “esplosione”, ecc.), per non parlare poi di termini in inglese da colossal hollywoodiano o con folcloristici richiami a personaggi storici o mitologici, sono il miglior indizio per considerare una previsione meteorologica non degna di credibilità, ed un sito o profilo meritevole di essere cestinato senza pietà dai vostri browser.

4) se applicate queste semplici regole, distinguerete facilmente i contributi (che certamente in rete non mancano) meritevoli di essere letti e condivisi, sia che siate interessati a livello puramente informativo al tempo previsto sia che siate animati da passione verso questa vituperata scienza.

Filippo Thiery
Filippo Thiery

Filippo Thiery meteorologo, laureato in fisica, lavora presso la Protezione Civile ed è il volto della rubrica meteo di Geo & Geo; svolge docenze universitarie. Collabora con l’Associazione Bernacca.

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Website: http://www.meteoroma.it

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