Possibile un nuovo disturbo dopo il 20 maggio, ma siamo ancora in alto mare

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Ancora per i prossimi tre giorni la scena meteorologica italo-balcanica sarà occupata da una goccia fredda quasi stazionaria che, seppur in fase di lenta attenuazione, avrà modo di sospingere anche verso le nostre regioni – specie quelle orientali – aria più fresca ed instabile. Se ormai questa previsione è quasi in dirittura di arrivo, ce n’è un’altra che dovrà veder passare ancora qualche giorno per trovare conferme e per subire aggiustamenti: si tratta di un nuovo guasto che potrebbe farsi strada intorno al 20 maggio e che potrebbe essere legato ad una nuova ondulazione della corrente a getto polare, particolarmente dinamica in questa stagione primaverile ormai agli sgoccioli. Oggi, per analizzare la linea di tendenza, arriviamo fino al limite di un orizzonte temporale abbordabile in extremis, ovvero quel limite oltre il quale la predicibilità atmosferica diventa davvero scarsa: arriviamo cioè fino al momento in cui è percepibile solo la presenza di un segnale dominante, ma non è assolutamente possibile quantificarlo in tutto e per tutto per l’eccessiva incertezza che ancora lo contraddistingue. Come al solito, facciamo il confronto tra la previsione media di ensemble ed i vari scenari di ensemble che finiscono, mediamente, per plasmarla. Notiamo allora che intorno al 22 maggio è piuttosto evidente la discesa di una saccatura sull’Europa occidentale che potrebbe esporre la nostra penisola ad un richiamo di correnti sud-occidentali in quota; ma allo stesso tempo la totale confusione che regna sulla posizione del pattern apre un ventaglio di soluzioni sulla posizione delle due isoipse che prendiamo sempre come riferimento: l’isoipsa di 5520 metri di altezza di geopotenziale che è rappresentativa della posizione più bassa che potrebbe assumere la superficie isobarica di 500 hPa, e quella di 5760 metri, che è altrettanto rappresentativa della posizione più alta che potrebbe assumere la medesima superficie isobarica. Ebbene, se la posizione dell’isoipsa di 5520 metri spazia, al momento, dal vicino Atlantico alle Alpi occidentali e quella di 5760 metri dalle Alpi occidentali alla Sicilia, significa che al momento abbiamo un notevole numero di previsioni diverse, per il 22 maggio, che rientrano in questo ventaglio di scenari calcolato su come e dove potrebbero disporsi rispettivamente saccatura e promontorio. Aspettiamo quindi gli aggiornamenti di “assestamento” che ci forniranno in modo più preciso quello che potrebbe essere il raggio d’azione della figura perturbata e poi tireremo le conclusioni sui possibili fenomeni ed anche sulla possibile avvezione calda che caratterizza inevitabilmente una tale disposizione sinottica.
Foto: POSSIBILE UN NUOVO DISTRURBO DOPO IL 20 MAGGIO, MA SIAMO ANCORA IN ALTO MARE.

Ancora per i prossimi tre giorni la scena meteorologica italo-balcanica sarà occupata da una goccia fredda quasi stazionaria che, seppur in fase di lenta attenuazione, avrà modo di sospingere anche verso le nostre regioni – specie quelle orientali – aria più fresca ed instabile. Se ormai questa previsione è quasi in dirittura di arrivo, ce n’è un’altra che dovrà veder passare ancora qualche giorno per trovare conferme e per subire aggiustamenti: si tratta di un nuovo guasto che potrebbe farsi strada intorno al 20 maggio e che potrebbe essere legato ad una nuova ondulazione della corrente a getto polare, particolarmente dinamica in questa stagione primaverile ormai agli sgoccioli. Oggi, per analizzare la linea di tendenza, arriviamo fino al limite di un orizzonte temporale abbordabile in extremis, ovvero quel limite oltre il quale la predicibilità atmosferica diventa davvero scarsa: arriviamo cioè fino al momento in cui è percepibile solo la presenza di un segnale dominante, ma non è assolutamente possibile quantificarlo in tutto e per tutto per l’eccessiva incertezza che ancora lo contraddistingue. Come al solito, facciamo il confronto tra la previsione media di ensemble ed i vari scenari di ensemble che finiscono, mediamente, per plasmarla. Notiamo allora che intorno al 22 maggio è piuttosto evidente la discesa di una saccatura sull’Europa occidentale che potrebbe esporre la nostra penisola ad un richiamo di correnti sud-occidentali in quota; ma allo stesso tempo la totale confusione che regna sulla posizione del pattern apre un ventaglio di soluzioni sulla posizione delle due isoipse che prendiamo sempre come riferimento: l’isoipsa di 5520 metri di altezza di geopotenziale che è rappresentativa della posizione più bassa che potrebbe assumere la superficie isobarica di 500 hPa, e quella di 5760 metri, che è altrettanto rappresentativa della posizione più alta che potrebbe assumere la medesima superficie isobarica. Ebbene, se la posizione dell’isoipsa di 5520 metri spazia, al momento, dal vicino Atlantico alle Alpi occidentali e quella di 5760 metri dalle Alpi occidentali alla Sicilia, significa che al momento abbiamo un notevole numero di previsioni diverse, per il 22 maggio, che rientrano in questo ventaglio di scenari calcolato su come e dove potrebbero disporsi rispettivamente saccatura e promontorio. Aspettiamo quindi gli aggiornamenti di “assestamento” che ci forniranno in modo più preciso quello che potrebbe essere il raggio d’azione della figura perturbata e poi tireremo le conclusioni sui possibili fenomeni ed anche sulla possibile avvezione calda che caratterizza inevitabilmente una tale disposizione sinottica.
Andrea Corigliano
Andrea Corigliano

Andrea Corigliano, laureato in fisica, meteorologo e divulgatore scientifico, ha collaborato con il col. Mario Giuliacci presso il centro MeteoGiuliacci. E' stato docente di meteorologia. Collabora con l’Associazione Bernacca.

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