Previsioni di ondate di gelo oltre i 10 giorni…e la storia ricomincia

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Non è ancora iniziato l’inverno che debutterà dal punto di vista meteorologico lunedì prossimo, 1° dicembre, che già sul web si rincorrono titoli di articoli sull’arrivo di ondate di gelo da nord o da est. Quando ancora la modellistica numerica mostra ancora molte incertezze e non riesce per il momento a trovare il bandolo della matassa – come è giusto che sia perché il metodo di indagine deve fare i conti con la predicibilità atmosferica che viene meno allungando l’orizzonte temporale – si è ormai arrivati a scrivere di tutto e di più su un evento – cioè un’ondata di gelo – di cui, in realtà, ancora non si sa nulla perché mancano gli elementi chiave per inquadrarlo senza andare incontro ad errori. Leggiamo invece tante domande, tante ipotesi e tante congetture che durano sì e no mezza giornata, giusto il tempo necessario alla modellistica numerica per ricalcolare gli scenari con i nuovi dati di inizializzazione e magari scoprire che quelle ipotesi e quelle congetture lasciano il tempo che trovano, specie in un’area geografica come la nostra in cui non sono pochi i tasselli che si devono incastrare affinché un certo tipo di evoluzione possa davvero verificarsi. Purtroppo è sempre la solita storia: a proposito di previsioni relative ad “ondate di gelo”, ci ritroviamo quest’anno, come l’anno scorso, come due anni fa, come sempre… di nuovo punto ed a capo con un’informazione meteorologica che pecca gravemente di scientificità e che non rispetta i limiti invalicabili – resi ancor più necessari nelle evoluzioni particolarmente difficili come queste – imposti sia dalla predicibilità dell’atmosfera, sia dalla complessità della configurazione sinottica che deve realizzarsi affinché quel particolare scenario possa andare in porto. Eppure, volendo, gli argomenti su cui scrivere in questi giorni non mancano di certo, senza spingersi per forza oltre le Colonne d’Ercole della predicibilità. Perché invece di attaccarsi ad una probabilità remota che arrivi chissà quale ondata di gelo per l’Immacolata – in effetti, la probabilità che possa arrivare aria molto fredda da est sull’Italia, passando da Trieste, nella corsa di ieri del modello americano era intorno al 10% perché erano solo due gli scenari con temperature a 850 hPa uguali o inferiori a -10 °C – si potrebbe parlare invece del fatto che, entro il 3-5 dicembre, le temperature rientreranno probabilmente entro la media del periodo, dopo un autunno caratterizzato da anomalie marcatamente positive. Non è forse questa una notizia? Evidentemente no, perché bisogna andare a cercare l’evento che poi, nel 99% dei casi, rimane sulla carta, ma che nel frattempo ha fatto lievitare gli accessi dei siti che ne parlano. E, allora, per quanto riguarda la possibile evoluzione dopo il 5 dicembre? Bisogna solo avere la pazienza di aspettare perché anche l’aggiornamento odierno mostra una divergenza piuttosto consistente degli scenari.

PREVISIONI DI ONDATE DI GELO OLTRE I 10 GIORNI. E LA STORIA RICOMINCIA. 

Non è ancora iniziato l’inverno che debutterà dal punto di vista meteorologico lunedì prossimo, 1° dicembre, che già sul web si rincorrono titoli di articoli sull’arrivo di ondate di gelo da nord o da est. Quando ancora la modellistica numerica mostra ancora molte incertezze e non riesce per il momento a trovare il bandolo della matassa – come è giusto che sia perché il metodo di indagine deve fare i conti con la predicibilità atmosferica che viene meno allungando l’orizzonte temporale – si è ormai arrivati a scrivere di tutto e di più su un evento – cioè un’ondata di gelo – di cui, in realtà, ancora non si sa nulla perché mancano gli elementi chiave per inquadrarlo senza andare incontro ad errori. Leggiamo invece tante domande, tante ipotesi e tante congetture che durano sì e no mezza giornata, giusto il tempo necessario alla modellistica numerica per ricalcolare gli scenari con i nuovi dati di inizializzazione e magari scoprire che quelle ipotesi e quelle congetture lasciano il tempo che trovano, specie in un’area geografica come la nostra in cui non sono pochi i tasselli che si devono incastrare affinché un certo tipo di evoluzione possa davvero verificarsi. Purtroppo è sempre la solita storia: a proposito di previsioni relative ad “ondate di gelo”, ci ritroviamo quest’anno, come l’anno scorso, come due anni fa, come sempre... di nuovo punto ed a capo con un’informazione meteorologica che pecca gravemente di scientificità e che non rispetta i limiti invalicabili – resi ancor più necessari nelle evoluzioni particolarmente difficili come queste – imposti sia dalla predicibilità dell’atmosfera, sia dalla complessità della configurazione sinottica che deve realizzarsi affinché quel particolare scenario possa andare in porto. Eppure, volendo, gli argomenti su cui scrivere in questi giorni non mancano di certo, senza spingersi per forza oltre le Colonne d’Ercole della predicibilità. Perché invece di attaccarsi ad una probabilità remota che arrivi chissà quale ondata di gelo per l’Immacolata  – in effetti, la probabilità che possa arrivare aria molto fredda da est sull’Italia, passando da Trieste, nella corsa di ieri del modello americano era intorno al 10% perché erano solo due gli scenari con temperature a 850 hPa uguali o inferiori a -10 °C – si potrebbe parlare invece del fatto che, entro il 3-5 dicembre, le temperature rientreranno probabilmente entro la media del periodo, dopo un autunno caratterizzato da anomalie marcatamente positive. Non è forse questa una notizia? Evidentemente no, perché bisogna andare a cercare l’evento che poi, nel 99% dei casi, rimane sulla carta, ma che nel frattempo ha fatto lievitare gli accessi dei siti che ne parlano. E, allora, per quanto riguarda la possibile evoluzione dopo il 5 dicembre? Bisogna solo avere la pazienza di aspettare perché anche l’aggiornamento odierno mostra una divergenza piuttosto consistente degli scenari.
Andrea Corigliano
Andrea Corigliano
Andrea Corigliano

Andrea Corigliano, laureato in fisica, meteorologo e divulgatore scientifico, ha collaborato con il col. Mario Giuliacci presso il centro MeteoGiuliacci. E' stato docente di meteorologia. Collabora con l’Associazione Bernacca.

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