Previsioni per l’Immacolata: bastava seguire la previsione media – Andrea Corigliano

0 28

Gelo per l’Immacolata! Sarebbe stata una previsione più che giusta se la meteorologia fosse un gioco per ragazzini (e non solo) – tipo “Aguzza la vista!” – che si divertono a cercare con il lanternino le mappe colorate, alla ricerca del viola più viola che c’è. Peccato (per loro, e non solo per loro…) che le previsioni sono invece calcoli provenienti da modelli fisico-matematici che, con il dilatarsi dell’orizzonte temporale, lavorano nell’ambiente ostile del caos atmosferico che getta incertezza a piene mani, e pure senza farsi tanto pregare. Per cui, per parlare di meteorologia, bisogna anche saper usare gli strumenti. Oggi, 2 dicembre, a 5 giorni dalla data in cui era previsto addirittura l’arrivo del super gelo da est, ci troviamo davanti una situazione che conferma l’evoluzione discussa ieri secondo cui, nel prossimo fine settimana, è ormai probabile che la temperatura rientri nelle medie del periodo senza scomodare eventi epocali. Per farvi capire un po’ meglio come funzionano le cose, ritorniamo un attimo sulle previsioni di ensemble della temperatura a 850 hPa (circa 1500 metri) che erano state calcolate sulla zona di Trieste il 27 novembre scorso (a sinistra) e confrontiamole con quelle calcolate nell’ultima corsa del modello, della notte passata (a destra). Focalizziamo l’attenzione tra il 6 e l’8 dicembre (vedi rettangoli tratteggiati in figura), cioè nell’intervallo in cui era stato previsto l’arrivo di gelo e neve. Notate, per caso, se c’è una previsione simile? Sì, la previsione media calcolata su tutti gli scenari: è quella linea nera spessa che interseca la linea rossa, ovvero la climatologia del periodo. Il 27 novembre, quindi, bastava togliere di mezzo i due scenari “gelidi” e seguire la previsione media di ensemble per “vantarsi”, a posteriori, di aver fatto una previsione sostanzialmente corretta a 10 giorni. Per definizione, infatti, la media di ensemble è quella previsione che, a patto che lo spread non sia eccessivamente elevato (cioè che la dispersione degli scenari non sia marcata), meglio approssima l’evoluzione meteorologica perché ha la proprietà di dar poco peso agli scenari estremi: è questa la PRIMA REGOLA che compare nel foglietto di istruzioni che accompagna l’approccio probabilistico alla previsione del tempo. Potete infatti vedere che, togliendo i due scenari che ipotizzavano temperature di -10 °C e oltre – che sono stati presi proprio per confezionare la mirabolante previsione sull’arrivo del gelo per l’Immacolata – il 27 novembre scorso potevamo contare su altri 18 scenari che oscillavano attorno alla media. Anche se la differenza tra lo scenario più caldo e quello più freddo era dell’ordine di 10 °C, la distribuzione piuttosto equa di scenari tra quelli che si trovavano sopra la media e quelli che si trovavano sotto la media poteva lasciar supporre che la temperatura sarebbe ritornata in media, come conferma adesso anche l’ultima previsione, in base alle ultime elaborazioni. Volendo, bastava quindi un ragionamento di questo tipo per poter scrivere, una settimana fa, una linea tendenza che poteva recitare più o meno così: “Nel periodo che va dal 3 al 7 dicembre si può ritenere probabile una diminuzione delle temperature, fino a portarsi attorno alla media del periodo. Aspettiamo ancora qualche giorno per inquadrare meglio l’evoluzione”. Ma, forse, questo metodo e questi toni avrebbero portato molti meno click…

PREVISIONE PER L'IMMACOLATA: BASTAVA SEGUIRE LA PREVISIONE MEDIA!  

Gelo per l’Immacolata! Sarebbe stata una previsione più che giusta se la meteorologia fosse un gioco per ragazzini (e non solo) – tipo “Aguzza la vista!” – che si divertono a cercare con il lanternino le mappe colorate, alla ricerca del viola più viola che c’è. Peccato (per loro, e non solo per loro...) che le previsioni sono invece calcoli provenienti da modelli fisico-matematici che, con il dilatarsi dell’orizzonte temporale, lavorano nell’ambiente ostile del caos atmosferico che getta incertezza a piene mani, e pure senza farsi tanto pregare. Per cui, per parlare di meteorologia, bisogna anche saper usare gli strumenti. Oggi, 2 dicembre, a 5 giorni dalla data in cui era previsto addirittura l’arrivo del super gelo da est, ci troviamo davanti una situazione che conferma l’evoluzione discussa ieri secondo cui, nel prossimo fine settimana, è ormai probabile che la temperatura rientri nelle medie del periodo senza scomodare eventi epocali. Per farvi capire un po’ meglio come funzionano le cose, ritorniamo un attimo sulle previsioni di ensemble della temperatura a 850 hPa (circa 1500 metri) che erano state calcolate sulla zona di Trieste il 27 novembre scorso (a sinistra) e confrontiamole con quelle calcolate nell’ultima corsa del modello, della notte passata (a destra). Focalizziamo l’attenzione tra il 6 e l’8 dicembre (vedi rettangoli tratteggiati in figura), cioè nell’intervallo in cui era stato previsto l’arrivo di gelo e neve. Notate, per caso, se c’è una previsione simile? Sì, la previsione media calcolata su tutti gli scenari: è quella linea nera spessa che interseca la linea rossa, ovvero la climatologia del periodo. Il 27 novembre, quindi, bastava togliere di mezzo i due scenari “gelidi” e seguire la previsione media di ensemble per “vantarsi”, a posteriori, di aver fatto una previsione sostanzialmente corretta a 10 giorni. Per definizione, infatti, la media di ensemble è quella previsione che, a patto che lo spread non sia eccessivamente elevato (cioè che la dispersione degli scenari non sia marcata), meglio approssima l’evoluzione meteorologica perché ha la proprietà di dar poco peso agli scenari estremi: è questa la PRIMA REGOLA che compare nel foglietto di istruzioni che accompagna l'approccio probabilistico alla previsione del tempo.  Potete infatti vedere che, togliendo i due scenari che ipotizzavano temperature di -10 °C e oltre – che sono stati presi proprio per confezionare la mirabolante previsione sull’arrivo del gelo per l’Immacolata – il 27 novembre scorso potevamo contare su altri 18 scenari che oscillavano attorno alla media. Anche se la differenza tra lo scenario più caldo e quello più freddo era dell’ordine di 10 °C, la distribuzione piuttosto equa di scenari tra quelli che si trovavano sopra la media e quelli che si trovavano sotto la media poteva lasciar supporre che la temperatura sarebbe ritornata in media, come conferma adesso anche l’ultima previsione, in base alle ultime elaborazioni. Volendo, bastava quindi un ragionamento di questo tipo per poter scrivere, una settimana fa, una linea tendenza che poteva recitare più o meno così: “Nel periodo che va dal 3 al 7 dicembre si può ritenere probabile una diminuzione delle temperature, fino a portarsi attorno alla media del periodo. Aspettiamo ancora qualche giorno per inquadrare meglio l’evoluzione”. Ma, forse, questo metodo e questi toni avrebbero portato molti meno click...
Andrea Corigliano
Massimo Ciccazzo
Massimo Ciccazzo

Geometra Laureato, appassionato di meteorologia. Dal 2006 Segretario dell'Associazione Edmondo Bernacca Onlus

View all contributions by Massimo Ciccazzo

Website: http://www.associazionebernacca.it

Leave a reply

You must be logged in to post a comment.

Associazione Edmondo Bernacca Onlus
Via Lazio, 14 Località Vivaro 00040 Rocca Di Papa (RM)
P.I. 09202051000 info@associazionebernacca.it