Primavera meteorologica ormai prossima: ecco le sue caratteristiche – Andrea Corigliano

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La settimana che è appena iniziata è l’ultima dell’inverno meteorologico, cominciato il 1° dicembre ed ormai prossimo a lasciare il timone alla primavera che subentrerà domenica 1° marzo. Qual è il tempo che mi aspetto nella nuova stagione? La domanda non è banale perché, se ci pensiamo bene, le aspettative che spesso ha l’uomo comune non coincidono quasi mai con il normale comportamento che dovrebbe caratterizzare proprio questa stagione. Non sono infatti poche le volte in cui, all’arrivo di una perturbazione atlantica seguita magari da aria fredda che porta la neve a cadere sui rilievi anche a quote basse, si sente suonare il solito disco rotto che chiede quando arriverà la primavera. Se si arriva a porre questa domanda, allora vuol dire che non si conoscono le caratteristiche di una stagione che è definita di TRANSIZIONE, vale a dire che ha il compito di traghettarci dall’inverno all’estate. Se questo è il ruolo che le ha affidato madre natura, allora è facile comprendere (forse) come un iter normale di questa stagione mostri per necessità avvicendamenti tra fasi instabili e perturbate – caratterizzate da piogge, rovesci, temporali, qualche grandinata e nevicate che possono spingersi anche a quote basse – e fasi più stabili e soleggiate caratterizzate invece dal primo tepore che invita a mettere da parte gli indumenti più pesanti. Ma è bene ricordare che questi due tipi di tempo, che a prima vista possono apparire sconnessi tra di loro, non sono altro che le due facce della stessa medaglia. I “bruschi arresti della primavera” o una “primavera che non arriva”, che tanto fanno notizia al passaggio di una perturbazione come se l’inverno ci avesse ripensato, sono quindi una NON NOTIZIA perché, come ripeto, fasi più fredde rientrano a pieno titolo tra la tipologia di fenomeni normali di questa stagione. Ovvio che, in questo iter stagionale, queste fasi fredde sono più probabili nella prima parte della primavera perché si è da poco usciti dalla stagione invernale e, allo stesso tempo, le fasi più miti diventano più probabili nella seconda parte perché ci avviciniamo ormai all’estate. Tuttavia, la notevole variabilità che caratterizza questa stagione non vieta che qualche fase fredda possa verificarsi anche quando la stagione ha superato il giro di boa. Ma anche in questo caso, la primavera non avrà fatto marcia indietro. È sempre lei, con le sue mille sfaccettature. Impariamo a riconoscerla!

"PRIMAVERA METEOROLOGICA ORMAI PROSSIMA: ECCO LE SUE CARATTERISTICHE. 

La settimana che è appena iniziata è l’ultima dell’inverno meteorologico, cominciato il 1° dicembre ed ormai prossimo a lasciare il timone alla primavera che subentrerà domenica 1° marzo. Qual è il tempo che mi aspetto nella nuova stagione? La domanda non è banale perché, se ci pensiamo bene, le aspettative che spesso ha l’uomo comune non coincidono quasi mai con il normale comportamento che dovrebbe caratterizzare proprio questa stagione. Non sono infatti poche le volte in cui, all’arrivo di una perturbazione atlantica seguita magari da aria fredda che porta la neve a cadere sui rilievi anche a quote basse, si sente suonare il solito disco rotto che chiede quando arriverà la primavera. Se si arriva a porre questa domanda, allora vuol dire che non si conoscono le caratteristiche di una stagione che è definita di TRANSIZIONE, vale a dire che ha il compito di traghettarci dall’inverno all’estate. Se questo è il ruolo che le ha affidato madre natura, allora è facile comprendere (forse) come un iter normale di questa stagione mostri per necessità avvicendamenti tra fasi instabili e perturbate – caratterizzate da piogge, rovesci, temporali, qualche grandinata e nevicate che possono spingersi anche a quote basse – e fasi più stabili e soleggiate caratterizzate invece dal primo tepore che invita a mettere da parte gli indumenti più pesanti. Ma è bene ricordare che questi due tipi di tempo, che a prima vista possono apparire sconnessi tra di loro, non sono altro che le due facce della stessa medaglia. I “bruschi arresti della primavera” o una “primavera che non arriva”, che tanto fanno notizia al passaggio di una perturbazione come se l’inverno ci avesse ripensato, sono quindi una NON NOTIZIA perché, come ripeto, fasi più fredde rientrano a pieno titolo tra la tipologia di fenomeni normali di questa stagione. Ovvio che, in questo iter stagionale, queste fasi fredde sono più probabili nella prima parte della primavera perché si è da poco usciti dalla stagione invernale e, allo stesso tempo, le fasi più miti diventano più probabili nella seconda parte perché ci avviciniamo ormai all’estate. Tuttavia, la notevole variabilità che caratterizza questa stagione non vieta che qualche fase fredda possa verificarsi anche quando la stagione ha superato il giro di boa. Ma anche in questo caso, la primavera non avrà fatto marcia indietro. È sempre lei, con le sue mille sfaccettature. Impariamo a riconoscerla!"
Andrea Corigliano
Massimo Ciccazzo
Massimo Ciccazzo

Geometra Laureato, appassionato di meteorologia. Dal 2006 Segretario dell'Associazione Edmondo Bernacca Onlus

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