Prime considerazioni sulla probabile evoluzione di fine Giugno, inizio Luglio – Andrea Corigliano

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Negli ultimi giorni le corse deterministiche dei modelli di previsione hanno iniziato a ipotizzare, per la fine di questo mese, l’avvio di una fase di caldo legata ad una possibile espansione del promontorio subtropicale di matrice nord-africana. L’analisi di tale evoluzione, limitata esclusivamente a quanto descritto solo dalla corsa ufficiale dei modelli ed in particolar modo del modello in uso presso il centro europeo di Reading (ECMWF), ha dato il via ad una vera e propria corsa al dettaglio sui valori di temperatura che si potrebbero registrare in Italia tra la fine di giugno ed i primi giorni di luglio: 35, 36, 37, 38, 39, 40 °C, spalmati da Nord a Sud come se l’Italia si trovasse a cavallo dei Tropici, è stata l’informazione meteorologica che è andata per la maggiore. Da un’attenta analisi degli elementi che ci vengono forniti dalla stessa modellistica numerica, possiamo invece dire che tale previsione non trova ancora modo di essere seriamente diffusa perché non è sostenuta da robusti elementi di prognosi. In effetti, aggiornamento dopo aggiornamento, abbiamo sì potuto notare come il segnale legato ad una possibile espansione del promontorio subtropicale sia rimasto sostanzialmente inalterato nella forma, ma abbiamo altresì notato come abbia presentato differenze anche notevoli nella sostanza, ovvero sull’entità del caldo destinato alla nostra penisola: dal momento che da tale entità, ancora piuttosto incerta, dipendono i valori di temperatura che si registreranno al suolo, è logico che conoscere già fin d’ora i dettagli su quanto farà caldo appare ancora piuttosto prematuro. Ricordiamoci sempre, infatti, che il parametro “temperatura” è tra quelli maggiormente soggetti a variazioni, anche significative, nel giro di pochi giorni e che una sua seria previsione può essere fornita non oltre le 48-72 ore. Che cosa possiamo allora dire oggi, dopo essere scesi a una distanza temporale di 6-7 giorni dal probabile avvio di questa nuova fase meteorologica?

La previsione media di ensemble del campo di altezza di geopotenziale a 500 hPa – accompagnata da un errore non elevato a tal punto da compromettere la stabilità della previsione stessa – evidenzia per il 29 giugno (figura 1, a sinistra) l’avvio di un’ondulazione del flusso perturbato atlantico ad ovest del nostro continente: il vortice ciclonico d’Islanda, infatti, determinerebbe lungo il proprio bordo occidentale un’avvezione di aria polare marittima diretta verso le Isole Azzorre che proseguirà probabilmente, entro il 2 luglio, verso latitudini più meridionali. L’affondo così meridiano di una massa d’aria fresca causerà, inevitabilmente, una risposta di aria calda dall’entroterra nord africano (figura 1, a destra): tale dinamica sosterrebbe così un’avvezione di spessore all’interno della colonna atmosferica che sovrasta il Mediterraneo centro-occidentale, con un conseguente rialzo di tutte le superfici isobariche: ad esempio, per quanto riguarda quella di 500 hPa, la previsione media ritiene probabile che la sua posizione, sull’Italia, possa oscillare tra 5880 e 5920 metri di altezza di geopotenziale. Ci sono, tuttavia, delle annotazioni da riportare proprio per quanto riguarda la previsione di tale campo al di sopra della nostra penisola: se, infatti, tale previsione media è accompagnata da uno spread più basso sui versanti occidentali e quindi è indice di una probabilità più elevata che il valor medio previsto possa avvicinarsi poi a quello che sarà poi il valore reale, sui versanti orientali lo stesso spread ha al momento valori più elevati ed indica, quindi, una certa incertezza in cui sono immerse tutte le soluzioni modellistiche, le quali non riescono ancora l’unanimità a stabilire quanto possa essere efficace l’espansione del promontorio verso la penisola balcanica.

Queste stesse considerazioni possono essere riferite anche alla previsione del campo di temperatura a 850 hPa, da cui dipende in sostanza quanto caldo farà al suolo. In questo caso, l’incertezza non è tanto presente nella fase di avvio dell’avvezione calda che vedrebbe l’Italia percorsa dall’isoterma di +15 °C quasi a disegnare lo spartiacque appenninico (figura 2, a sinistra), quanto su quello che potrebbe accadere nei primissimi giorni del mese, quando dalla stessa previsione media di ensemble si intuisce che la parte più calda della massa d’aria, chiusa dalle isoterme di +20 °C e di +25 °C, potrebbe rimanere confinata al Mediterraneo occidentale. In riferimento alla posizione dell’isoterma di +15 °C presente sul settore alpino nord-orientale e sulle coste balcaniche (figura 2, a destra), si può inoltre notare come siano il versante orientale della nostra penisola quello in cui tale valore medio previsto di temperatura a 850 hPa sia caratterizzato da un errore maggiore rispetto a quello che caratterizza i versanti occidentali, proprio come avevamo detto anche a proposito della previsione sull’altezza di geopotenziale. Come dire… sia a 500 hPa che a 850 hPa ritroviamo la stessa incertezza su due parametri diversi. Sapendo poi che non è certamente l’isoterma di +15 °C, bensì la +20 °C, a dare importanza ad un’avvezione di aria calda di matrice nord africana, va da sé che almeno fino al 2 luglio tale probabilità appare piuttosto bassa. Aspettiamo comunque ancora qualche giorno per inquadrare meglio una situazione che al momento sembrerebbe border-line ma che, in linea di massima, a mio modesto avviso potrebbe evolvere verso una fase di caldo normale per fine giugno, inizio luglio. Senza scomodare, assolutamente, temperature eccezionali.

foto di Andrea Corigliano.
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Andrea Corigliano
Massimo Ciccazzo
Massimo Ciccazzo

Geometra Laureato, appassionato di meteorologia. Dal 2006 Segretario dell'Associazione Edmondo Bernacca Onlus

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