Prossimi quattro giorni: instabilità in lenta attenuazione

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L’evoluzione del tempo nei prossimi quattro giorni sarà all’insegna della circolazione depressionaria, attiva soprattutto in quota, lasciataci in eredità dalla perturbazione n.4 di maggio giunta ieri. Si tratta di una goccia fredda che nelle prossime ore si isolerà sulla penisola balcanica e che da questa posizione quasi stazionaria continuerà ad interessare soprattutto i versanti orientali della nostra penisola, portando su queste aree prevalenti condizioni di instabilità che si attiveranno in rovesci e temporali soprattutto nelle ore più calde del giorno, ovvero quando il gradiente termico verticale dell’atmosfera sarà massimo stante la presenza di aria fredda alle quote superiori. Ma giorno dopo giorno, tali condizioni instabili andranno comunque attenuandosi lentamente perché la circolazione non sarà più alimentata da nuovi impulsi provenienti dalle alte latitudini. In parole semplici: il serbatoio freddo presente in media troposfera, non più rimpinguato, prima o poi sarà destinato ad esaurirsi. Ma poiché temperatura media dello strato ed altezza di geopotenziale sono due parametri fisici legati tra di loro tramite l’equazione ipsometrica, ecco che possiamo prevedere l’attenuazione delle condizioni di instabilità basandoci semplicemente sulla posizione che molto probabilmente assumerà la superficie isobarica di 500 hPa nei prossimi quattro giorni. Se andiamo infatti a focalizzare l’isoipsa centrale che prendiamo come riferimento e come esempio (cioè la linea indicata con la freccia bianca che chiude la lettera B), possiamo vedere come il suo valore aumenti, di 24 ore in 24 ore, di 4 decametri alla volta: ciò significa che la superficie di 500 hPa subirà un lento rigonfiamento di 40 metri di altezza di geopotenziale al giorno perché l’aria diventerà gradualmente sempre meno fredda.

A seguire, cioè dal 18 maggio in poi, bisognerà seguire quelle che potrebbero essere le intenzioni di una probabile nuova saccatura in formazione sul nord Atlantico e per il momento contrassegnata con quel punto interrogativo che si scorge in alto a sinistra nell’ultima mappa: la sua traiettoria appare ancora piuttosto incerta, per cui è necessario aggiornarci più avanti.

Foto: PROSSIMI QUATTRO GIORNI: INSTABILITÀ IN LENTA ATTENUAZIONE

L’evoluzione del tempo nei prossimi quattro giorni sarà all’insegna della circolazione depressionaria, attiva soprattutto in quota, lasciataci in eredità dalla perturbazione n.4 di maggio giunta ieri. Si tratta di una goccia fredda che nelle prossime ore si isolerà sulla penisola balcanica e che da questa posizione quasi stazionaria continuerà ad interessare soprattutto i versanti orientali della nostra penisola, portando su queste aree prevalenti condizioni di instabilità che si attiveranno in rovesci e temporali soprattutto nelle ore più calde del giorno, ovvero quando il gradiente termico verticale dell’atmosfera sarà massimo stante la presenza di aria fredda alle quote superiori. Ma giorno dopo giorno, tali condizioni instabili andranno comunque attenuandosi lentamente perché la circolazione non sarà più alimentata da nuovi impulsi provenienti dalle alte latitudini. In parole semplici: il serbatoio freddo presente in media troposfera, non più rimpinguato, prima o poi sarà destinato ad esaurirsi. Ma poiché temperatura media dello strato ed altezza di geopotenziale sono due parametri fisici legati tra di loro tramite l’equazione ipsometrica, ecco che possiamo prevedere l’attenuazione delle condizioni di instabilità basandoci semplicemente sulla posizione che molto probabilmente assumerà la superficie isobarica di 500 hPa nei prossimi quattro giorni. Se andiamo infatti a focalizzare l’isoipsa centrale che prendiamo come riferimento e come esempio (cioè la linea indicata con la freccia bianca che chiude la lettera B), possiamo vedere come il suo valore aumenti, di 24 ore in 24 ore, di 4 decametri alla volta: ciò significa che la superficie di 500 hPa subirà un lento rigonfiamento di 40 metri di altezza di geopotenziale al giorno perché l’aria diventerà gradualmente sempre meno fredda. 

A seguire, cioè dal 18 maggio in poi, bisognerà seguire quelle che potrebbero essere le intenzioni di una probabile nuova saccatura in formazione sul nord Atlantico e per il momento contrassegnata con quel punto interrogativo che si scorge in alto a sinistra nell’ultima mappa: la sua traiettoria appare ancora piuttosto incerta, per cui è necessario aggiornarci più avanti.
Andrea Corigliano
Andrea Corigliano

Andrea Corigliano, laureato in fisica, meteorologo e divulgatore scientifico, ha collaborato con il col. Mario Giuliacci presso il centro MeteoGiuliacci. E' stato docente di meteorologia. Collabora con l’Associazione Bernacca.

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